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Matrimoni dimezzati, crack da 5 miliardi di euro per le imprese del settore. Coldiretti: "Oltre un milione di lavoratori ne subisce le conseguenze"

A seguito della pandemia da Covid-19 è stato osservato un calo del 50 per cento nel numero di matrimoni celebrati. A farne le spese non solo i promessi sposi e le famiglie, costretti a rinviare, ma anche le aziende del settore, complessivamente in perdita per 5 miliardi di euro secondo Coldiretti

Di M.Sartori - 02 febbraio 2021 - 10:27

TRENTO. Dimezzati i matrimoni nel 2020. Secondo i dati Istat infatti l’anno scorso è stato osservato un calo delle nozze del 50 per cento a fronte delle 170 mila cerimonie celebrate nei primi dieci mesi del 2019. A farne le spese non solo gli sposi, costretti a rimandare il giorno del fatidico sì, ma anche le aziende che orbitano attorno a questo mondo.

 

Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, dichiara: “A subire le conseguenze negative della cancellazione e rinvio dei matrimoni sono oltre un milione di lavoratori agricoli diretti ed indiretti in tutta la penisola, fenomeno che colpisce inevitabilmente anche la nostra regione. A farne le spese sono florovivaisti, produttori, e in generale tutta la filiera agroalimentare locale e nazionale”.

 

Le ricerche di Coldiretti hanno mostrato un crack di almeno 5 miliardi di euro a seguito del rinvio di nozze a causa dell’emergenza da Covid-19. La crisi ha stravolto i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende: dal catering alla fotografia, dai trasporti ai fiori, dai viaggi all’abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall’immobiliare fino alla vigilanza privata. Prima il lockdown e poi l’incertezza sulla diffusione della pandemia hanno costretto le coppie pronte a convolare a nozze a contrattare rimborsi o voucher per riorganizzare il pronunciamento del fatidico sì.

 

Un colpo pesantissimo per un settore in cui l’Italia occupa un posto di rilievo nel panorama mondiale. Il matrimonio “made in Italy” infatti viene spesso scelto da un elevato numero di stranieri a causa degli elevati standard di qualità, accompagnati da ambientazioni uniche e un alto livello di offerta enogastronomica.

 

L’ultima tendenza nel Belpaese è quella dei matrimoni green con scelte sostenibili che vanno dalla location in campagna ai menu a chilometri zero con prodotti esclusivamente locali, dalle agribomboniere lavorate con lana di pecora o decorate con spighe alla torta nuziale della nonna fino agli addobbi floreali con essenze locali e al ritorno delle carrozze trainate dai cavalli con una spesa media che oscilla fra i 30 e i 60mila euro per il pacchetto completo del “giorno più bello”.

 

“Proprio per questo – conclude Coldiretti – oltre alle attività specializzate come gli abiti e accessori, i settori che hanno pagato il prezzo più alto all’emergenza sono quelli dell’agriturismo con le 24mila strutture presenti nel belpaese ma anche il florovivaismo con 27mila imprese”.

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