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Al via il progetto 'Talia', studi umanistici e social media marketing si fondono insieme per donne digitali

Questo progetto si articola in quattro parti tra lezioni in aula, laboratorio, tirocinio in azienda e testimonianze di professionisti. Un piano per migliorare le competenze delle giovani laureate e la competitività online delle aziende. Non solo imprenditorialità, ma anche welfare provinciale: il mondo del lavoro ha bisogno di più donne e mamme che lavorano

Di Margherita Girardi e Emma Traina - 24 luglio 2017 - 23:55

TRENTO. Dopo il successo dell’edizione 2016, ritorna ‘Talia: donne digitali’, un progetto che avvicina giovani laureate in materie non scientifiche e disoccupate al mondo del lavoro in rete. Alla prima edizione dell'anno scorso hanno partecipato 25 ragazze, 14 delle quali (il 56%) attualmente lavora e il bilancio lato azienda è positivo: ben il 90% delle realtà mostra infatti soddisfazione e ritiene di aver migliorato la propria competitività digitale. La scadenza delle iscrizioni per partecipare è il 5 agosto (Qui info e iscrizioni).

 

"Talia - spiega Alessia Vinante, partecipante alla prima edizione del progetto e laureata in Filosofia - è stato un trampolino di lancio per il mio futuro e per valorizzare il mio talento. In azienda potevo dare il mio contributo, distinguendomi e diventando un punto di forza. Non è stato tutto rose e fiori, chiaramente ho dovuto lavorare sodo, ma alla fine sono riuscita ad ottenere gli obiettivi che mi ero data, portando l’azienda a un livello superiore".

 

Non solo le tirocinanti, ma anche le aziende sono riuscite a valorizzarsi. "E’ stato un do ut des - dice Chiara Simoni delle Cantine Monfort - da una parte la ragazza ha donato la sua esperienza umanistica, dall’altra l’impresa ha ottenuto uno sviluppo online nella pubblicizzazione di eventi  a livello locale e turistico". Un'esperienza condivisa anche da altre realtà e associazioni di categoria, come Confcommercio e Confindustria, pronte a sostenere nuovamente questo progetto.

 

Ma quali sono gli obiettivi? 'Talia', che richiama il nome della musa greca della commedia e della satira, è anche l’acronimo di 'Tecnologia Abilitante per Laureate con Indirizzo A-Tecnico' e cerca di ridurre il gap digitale e tecnologico di genere. Al termine del percorso le ragazze acquisiscono infatti nuove competenze che poi sfruttano per incentivare la promozione online delle aziende locali, non Ict, e che per questo possono avere più difficoltà a inserirsi nel web.

 

Nel concreto il progetto si articola in quattro parti: "35 ore di lezioni in aula con un’introduzione al mondo del marketing  - spiega Antonella Chiusole, dirigente generale dell’Agenzia del lavoro - ma anche 49 ore di laboratorio, dove si creano progetti che verranno sviluppati durante le otto settimane di tirocinio in azienda sotto la supervisione di un mentore Ict (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione). Prima dell’effettiva esperienza sul campo saranno inoltre dedicate sette ore alle testimonianze di professionisti".

 

Questa iniziativa è trasversale e cerca di migliorare da una parte l’azienda, che incrementa la sua visibilità e competitività online, e dall’altra le tirocinanti, che trovano un’occasione per mettersi in gioco, aumentare il loro bagaglio culturale e le loro digital skills.

 

"Il gap di occupazione di genere - dice l'assessore Alessandro Olivi - sebbene minore rispetto ad altre regioni, è fortemente presente anche in Trentino. E' necessario un grande sforzo, c’è bisogno di una presa di coscienza da parte delle istituzioni, della politica e delle imprese. Non si tratta solo di pari diritti e opportunità, ma è un problema di efficienza e produttività del sistema economico".

 

Un discorso che ricade sul livello delle imprese e del welfare provinciale: il mondo del lavoro ha bisogno di più donne e soprattutto mamme che lavorano. I dati indicano che su diecimila donne occupate, 300 ogni anno si licenziano per maternità.

 

Si cerca di colmare questo divario con strumenti sempre nuovi: l’Agenzia del lavoro premia attraverso gli incentivi le aziende che in questo periodo di crisi assumono personale (sono stati portati a termine 267 interventi per l’assunzione a tempo indeterminato di 133 donne e 134 uomini). A questa si aggiunge che il Trentino è l’unica regione in Italia ad aver approvato l’ampliamento dell’accesso al congedo per i papà: in una famiglia infatti le responsabilità devono essere condivise.

 

Se ci fossero più mamme che lavorano si darebbe una svolta al Pil provinciale e alla coesione del Trentino stesso. Questo progetto rappresenta quindi solo il punto di partenza di questo processo di innovazione e cultura di comunità.

 

"Questo progetto - continua Olivi - colma una mancanza di conoscenze, dovuta ad un percorso di studi poco in linea con le esigenze del momento. Bisognerebbe porre rimedio a monte, alla scelta della propria formazione. Forse non c’è  ancora questa consapevolezza da parte di tutti, uomini e donne, che scelgono le facoltà umanistiche. Questi percorsi sono infatti poco mirati alla valorizzazione dell’individuo sul piano lavorativo odierno, proprio perché fanno più difficoltà a stare al passo con il mondo digitale. Si dovrebbe investire nell’orientamento: l’alternanza scuola-lavoro è un’occasione per operare scelte più consapevoli".

 

Alla base del progetto l'impegno di Informatica Trentina ('Talia' è stato fortemente sostenuto da Clara Fresca Fantoni, direttore generale dell'azienda, venuta recentemente a mancare) per migliorare le conoscenze di cittadini e aziende a livello digitale e "le tirocinanti - conclude Mauro Piffer, ingegnere della realtà informatica - pur laureate in materie umanistiche, non hanno avuto problemi a inserirsi nell’ambito del progetto. Anzi, hanno contribuito con una capacità di comunicazione incredibile e con grande padronanza dei social media alla pubblicità digitale, quasi fossero delle sacerdotesse della parola". 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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