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Appalto scuolabus da 84 milioni, il Consorzio trentino rischia di non poter partecipare: non trova i soldi per la caparra e lo rende pubblico

L'unico istituto bancario che potrebbe concedere la fideiussione da 1,6 milioni di euro al Cta deciderà sulla questione dopo il 4 aprile giorno in cui scadono le domande per partecipare alla mega gara per gestire il servizio in tutto il Trentino. Una potenziale informazione riservata che il Cta ha deciso di rendere pubblica 

Di Luca Pianesi - 31 marzo 2017 - 15:32

TRENTO. Rischia di finire ancora una volta male il mega appalto da quasi 84 milioni di euro per l'affidamento del servizio scuolabus in provincia di Trento, per la durata di 4 anni. Manca poco, infatti, alla chiusura dei tempi per il deposito delle domande di partecipazione alla gara: il 4 aprile è l'ultima data utile per presentare la propria offerta "economicamente più vantaggiosa". Ma, se il buon giorno si vede dal mattino, le richieste di chiarimento (atti pubblici facilmente visionabili sulla pagina degli appalti della provincia) fatte dal Consorzio trentino autonoleggiatori alla Provincia, proprio in merito al bando, non fanno ben sperare se è vero che l'unica, ipotetica, fideiussione che potrebbe ottenere il Consorzio per versare il deposito cauzionale, necessario a partecipare alla gara, arriverebbe il giorno dopo l'apertura delle buste, il 5 aprile.

 

Ricorderete, infatti, che un anno fa lo stesso Consorzio si era aggiudicato l'appalto in quanto unico partecipante alla gara. Avendo, però, presentato tra i suo consorziati una ditta gestita da autonoleggiatori con precedenti penali non dichiarati nella domanda, l'Apac (l'Agenzia provinciale per gli appalti) non aveva potuto fare altro che annullare la gara procedendo, per l'anno scolastico in essere, ad affidare allo stesso Cta con procedura negoziata il servizio. Il tutto, per un anno, in attessa di produrre il nuovo bando.  

 

Nel frattempo lo stesso Consorzio tentava le vie legali per recuperare, quanto meno, la caparra versata per partecipare all'appalto. La bellezza di 1 milione e 675 mila euro. A tanto ammontava il deposito cauzionale da versare a titolo di garanzia della propria domanda di partecipazione alla gara d'appalto. Soldi che, evidentemente, avendo perso l'appalto per colpe proprie (il non aver comunicato i precedenti penali di qui sopra), dovrebbero restare alla Provincia, come ha già ribadito anche il Tar di Trento. Il Cta ha fatto ricorso anche al Consigli di Stato e quindi ancora, per il Consorzio, non tutto è perduto ma intanto, però, i tempi per presentare le domande di partecipazione al nuovo appalto stanno scadendo (il 4 aprile appunto) e per prendervi parte, anche in questo caso, è necessaria la cauzione da 1 milione e 675 mila euro.

 

Per ottenerla servirebbe una nuova fideiussione bancaria ma, come spiega lo stesso Consorzio nel suo quesito (il numero3) "l'unico istituto ad aver acconsentito (a concederla, evidentemente non c'era la fila per garantire per il Consorzio ndred in grado di fare da capofila con altri istituti dato l'elevato importo da garantire la cauzione provvisoria con impegno a sostenere il 10% dell'importo a base di gara ha già programmato inderogabilmente le sedute del Consiglio d'amministrazione  per tutto l'anno in corso". "Visti gli importi - prosegue il quesito rivolto all'agenzia per gli appalti - la banca è obbligata a una deliberazione in consiglio d'amministrazione ma la prima seduta del Cda è prevista per il 5 aprile".

 

Dunque, il giorno dopo l'apertura delle buste. Fatte pubblicamente queste serie di rivelazioni (molto utili a un potenziale concorrente) il Cta chiede, quindi, alla Provincia se sia possibile che la fideiussione abbia data successiva al 5 aprile. E la risposta dell'Apac ricorda come, in fase successiva, possano essere prodotti degli altri atti (nella cosiddetta fase istruttoria) ma ovviamente una cosa importante come una cauzione da oltre 1,5 milioni di euro, deve esistere prima del giorno della domanda e non, forse, chissà cosa deciderà il Cda dell'istituto bancario, dopo. 

 

Insomma: il tempo stringe e la fideiussione il Cta faticherà non poco a ottenerla. E allora cosa potrebbe accadere? Da un po' di tempo il Consorzio sta lavorando per proporre alla Provincia una forma di partenariato pubblico privato. Un project financing che, in cambio di maggiori responsabilità in capo al Consorzio, permetta di "aggirare" l'appalto in scadenza. Staremo a vedere se la proposta soddisferà la Provincia e, soprattutto, se nessun altro competitor si presenterà entro il 4 aprile per partecipare alla gara. Il tempo è agli sgoccioli, in tutti i sensi.  

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