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| 18 set 2017 | 20:15

Caporalato in Trentino? La Cgil: "Aumentano le segnalazioni nel settore agricolo. Chiediamo un'indagine delle forze dell'ordine"

Il sindacato non nasconde la preoccupazione sul recente episodio di presunto caporalato in alcuni vigneti di Riva del Garda. Diverse cooperative arriverebbero da fuori regione per proporre ad agricoltori forza lavoro ad un costo del 30% inferiore rispetto il normale

RIVA DEL GARDA.  Quando si parla di caporalato e lavoro nero si pensa a paesi esclusivamente del Mezzogiorno dove si trovano i classici campi di pomodori. Anche al nord, però, questo fenomeno prospera, in zone lontane dall’immaginario di ognuno di noi, tra i vigneti e i campi di mele. Un fenomeno che con il passare del tempo si è sempre più strutturato diventando una vera e propria azienda che sfrutta  la povertà.

 

Dopo il recente  episodio di presunto caporalato in alcuni vigneti di Riva del Garda, sul quale stanno ancora indagando le Forze dell’ordine, a lanciare l’allarme è la Flai del Trentino che chiede alle istituzioni e alle categorie economiche massima attenzione e un’indagine sul fenomeno.

 

"Pur non trattandosi ancora di una emergenza – ci ha spiegato Manuela Faggioni – resta il fatto che questo tema deve avere la massima attenzione. Nell’ultimo periodo sono aumentate le segnalazioni per quanto riguarda il settore agricolo e quello che è stato scoperto a Riva del Garda, se dovesse essere confermato come caso di caporalato, è allarmante anche dal punto di vista delle condizioni in cui sono stati trovati i lavoratori".

 

Già in passato in Trentino  Cgil, Cisl e Uil assieme ai consulenti del lavoro avevano segnalato di episodi di caporalato sul territorio. Lo schema messo in atto, ci ha spiegato l’esponente della Cgil, è sempre lo stesso.

 

"Agli agricoltori  - spiega - si presentano delle cooperative che spesso provengono da fuori provincia. Queste propongono al datore di lavoro agricolo di non utilizzare i canali tradizionali dell’agenzia del lavoro per l'assunzione dei lavoratori  ma di accettare quelli che loro offrono in un pacchetto tutto incluso ad un prezzo definitivo molto vantaggioso. L’offerta è allettante perché per l’imprenditore il costo del lavoro proposto è inferiore di circa il 30% di quello che dovrebbe pagare".

 

Purtroppo però il costo inferiore arriva dal fatto che non vengono versati  i contributi ai lavoratori e le paghe sono bassissime. Per non parlare poi delle condizioni a cui sono sottoposti le vittime della cooperativa.

 

"Il caporalato si contrasta in maniera compatta – ha evidenziato la sindacalista - perché danneggia tutti. Anche gli agricoltori devono tenere gli occhi aperti per non essere poi danneggiati loro stessi da questo sistema". 

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