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Contratto sanità, accordo raggiunto e trattativa chiusa. Il tavolo si concentra sulla parte normativa

Tutte le sigle sindacali firmano l'ipotesi e chiudono la trattativa. Stanziati 14,1 milioni di euro e un aumento tabellare del 3%. Nel pomeriggio il presidio di Cisl Fp, Cgil e Fenalt per riaprire la trattativa e dopo quasi otto ore si raggiunge la certezza

Di Luca Andreazza - 28 dicembre 2016 - 23:38

TRENTO. Contratto sanità, accordo raggiunto. Nel primo pomeriggio il presidio di Cisl Fp, Cgil e Fenalt per riaprire la trattativa e alla fine da Apran escono tutti soddisfatti. Il fronte sindacale si presenta diviso alle 14 a Palazzo Verdi. I rumors dicono che Nursing Up e Uil intendono procedere senza esitazioni. La Cisl Fp non ha sottoscritto l'ipotesi stralcio, mentre Cgil e Fenalt hanno firmato con riserva. Le parti sociali ancora in dubbio manifestano all'esterno il proprio dissenso verso questo accordo: "Pasticciato e fatto troppo in fretta. Un'ipotesi non bilanciata, scritta male e ricca di imperfezioni", dice prima di entrare Pierachille Dalledonne, segretario della Cisl Fp.

 

 

Concetto ribadito anche da Maurizio Valentinotti (segretario Fenalt): "Si chiede l'aumento pro capite per tutte le figure professionali comprese tra le categorie A e C di 20 euro mensili, oltre al pagamento da parte dell'Azienda delle iscrizioni obbligatorie ad albi professionali per gli infermieri e le altre figure. Senza dimenticare la certezza dell'avvio di un percorso di riqualificazione per la figura dell'operatore socio sanitario e la sicurezza dell'avvio di un progetto di omogenizzazione contrattuale per il personale tecnico-amministrativo".

 

 

I dubbi sull'ipotesi di accordo stralcio del 6 dicembre per il rinnovo contrattuale della sanità area non dirigenziale dovrebbero però venire spazzati via velocemente da Nursing Up e Uil: la validità contrattuale infatti può essere sancita proprio dagli autografi delle due sigle già firmatarie, in quanto rappresentano oltre il 50% dei dipendenti sindacalizzati.

 

Invece dopo quasi otto ore di incontro le parti sembrano invertirsi: Cisl, Cgil e Fenalt sorridono e firmano. Nursing Up e Uil prendono tempo per valutare alcune note e poi pienamente soddisfatti appongono il sigillo finale.  

 

"Siamo riusciti a ottenere risorse aggiuntive - spiega Dalledonne - fasce economiche eque e una modifica sull'orario di lavoro. Siamo soddisfatti anche per le note a verbale, dove Apran ha accettato le nostre istanze. Il tiro è stato corretto e siamo contenti del lavoro portato avanti, anche se resta un po' di rammarico perché i presupposti per far ancora meglio non mancavano, ma abbiamo raggiunto il massimo ottenendo quanto ci siamo prefissati". 

 

Nursing Up si dice soddisfatta: "Bene - commenta Cesare Hoffer, segretario del sindacato Nursing Up - una trattativa dura e impegnativa per un accordo che conferma quanto già sottoscritto il 6 dicembre scorso e che migliora la qualità della prestazione del personale sanitario e che riconosce un aumento salariale ai professionisti del comparto. Un'intesa che fornisce una significativa risposta al problema delle fasce economiche congelate da troppo tempo. Un ottimo risultato favorevole ai sanitari. Questa trattativa in caso ha evidenziato una criticità: il contratto collettivo generale è un modello obsoleto, sarebbe il tempo di creare percorsi contrattuali specifici e distinti in base alla professione".

 

Il contratto prevede in definitiva per la parte economica uno stanziamento di 14,1 milioni di euro per il triennio 2016-2018 e un aumento tabellare di circa il 3% per gli oltre 6.000 lavoratori del comparto "Le risorse residue - spiega Nursing Up - saranno indirizzate alle figure maggiormente a contatto con i pazienti come gli infermieri, i fisioterapisti, i terapisti psichiatrici e gli operatori socio sanitari, oltre al personale turnista articolato su tre turni".

 

"Siamo contenti - dice Ettore Tabarelli, segretario della Uil Sanità -. E' stato un mese molto inteso, ma siamo riusciti a portare definitivamente a termine un ottimo contratto che prevede anche risorse per la contrattazione decentrata per dare un segnale a chi si impegna e si sacrifica".

 

Un'intesa che prevede anche la deroga alle 11 ore di riposo giornaliera in caso di riunioni, corsi di formazione continua, attività di docenza e pronta disponibilità. Un tassello ritenuto molto importante per togliere pressione ai professionisti e garantire la massima qualità. Il contratto dovrebbe inoltre premiare lo sviluppo e la formazione professionale. 

 

"Obiettivo raggiunto - spiega Gianna Colle, segretario di Cgil Fp - le risorse non sono andate perse e nel 2017 l'Apran si è presa l'impegno di rispondere alle note a verbale volute da Cgil, Fenalt e Cisl. Si è raggiunto l'equilibrio anche per i redditi bassi e sono state prese decisioni importanti a nome di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del comparto".  

 

Chiuso il capitolo della parte economica, ora l'attenzione si sposta sulla trattativa normativa che prenderà il via nel nuovo anno.

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