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Contratto sanità, fioccano le proposte sul tavolo Apran. Cisl: "Il tempo è finito. Siamo stati noi a chiedere e ottenere più risorse"

Uil e Nursing Up non hanno firmato l'accordo e hanno presentato una nuova proposta. Fp Cgil e Fenalt hanno sottoscritto l'accordo, ma a loro volta hanno inviato una nuova bozza. Cisl: "Non è più tempo per proposte" 

Di Cisl Fp Trentino, spazio autogestito - 10 febbraio 2017 - 16:42

TRENTO. Non trova pace la trattativa relativa al contratto sanità area non dirigenziale. Mercoledì 1 febbraio la Cisl Fp, Fp Cgil e Fenalt hanno sottoscritto la proposta portata al tavolo da Apran. Questo accordo è rimasto in sospeso in attesa della firma di Uil e Nursing Up, che rappresentano la maggioranza dei lavoratori. Un'attesa vana e Apran ha convocato nuovamente tutti per lunedì 13 febbraio 2017.

 

"La Cisl Fp - commenta il segretario Pierachille Dalledonne - si ritiene rispettosa della firma depositata e al tavolo valuterà tutte le situazioni che si verranno a porre nel rispetto degli accordi siglati".

 

Uno stallo che blocca la parte economica, che prevede uno stanziamento di 14,1 milioni di euro per il triennio 2016-2018 e un aumento tabellare di circa il 3% per gli oltre 6.000 lavoratori del comparto. Un accordo però distante e il quadro si ingarbuglia. "Oltre alla richiesta di Uil e Nursing Up - prosegue - siamo a conoscenza che anche Fp Cgil e Fenalt hanno presentato una loro proposta. La Cisl Fp ha ritenuto invece opportuno riservarsi il tempo per poter operare un’attenta valutazione della nuova situazione e dei testi sul tavolo". 

 

Giovedì 2 gennaio le organizzazioni sindacali Uil e Nursing Up hanno però depositato una proposta per l’applicazione esclusiva sulle fasce economiche relative all'accordo stralcio firmato definitivamente il 28 dicembre scorso. Un accordo però respinto da Giorgio Bolego, presidente di Apran, "Come sindacato responsabile - dice il segretario - portiamo avanti una lotta volta ad ottenere un accordo dignitoso per tutti i dipendenti del comparto: abbiamo chiesto più risorse e adesso nessuno può prendersi queste conquiste".

 

Il via libera alle progressioni economiche (o fasce) di tutti i lavoratori dell'Azienda sanitaria non arriva e fioccano le iniziative: "Non è più tempo di un’ennesima proposta - conclude Dalledonne - che poi magari verrà cestinata. La firma depositata deve essere rispettata e questo perché abbiamo capito che si potrà uscire da questa situazione solo nel riconoscere le giuste aspettative dei lavoratori del comparto. Solo la condivisione di tutti può sbloccare il contratto: l'obiettivo comune deve essere quello di pagare le fasce ai lavoratori e pagare così le professionalità, magari a partire dai più deboli. 

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