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Contributi pubblici a TrentinoTv. La Federazione nazionale della stampa: "Un regalo della Provincia a chi licenzia. Per Dorigatti conflitto d'interessi, sua moglie è direttrice dell'emittente"

Duro attacco del sindacato nazionale Fnsi alla legge provinciale per l'editoria che prevede contributi pubblici senza chiedere garanzie occupazionali (infatti Angeli ha già annunciato di tagliare tre dei suoi sei giornalisti). Franchi: "C'è materiale per la Corte dei Conti". Dorigatti: "Affermazioni male informate quelle della Fnsi"

Gli studi di Trentino Tv
Di Luca Pianesi - 04 gennaio 2017 - 18:15

ROMA. Parla di "incongruenza" il sindacato Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) oggi sul suo sito nazionale, ma anche di "regalo" fatto direttamente dal consiglio provinciale (e dal suo presidente Bruno Dorigatti) a Trentino Tv (e quindi alla moglie di Dorigatti Marilena Guerra, direttrice della rete). "E' roba da Corte dei Conti" aggiunge il presidente dell'ordine dei giornalisti del Trentino Fabrizio Franchi. Continua a far discutere, dunque, la legge sull'editoria recentemente approvata dal consiglio provinciale. E soprattutto continua a far discutere il fatto che la legge permetterebbe di ottenere i contributi pubblici anche senza chiari progetti di rilancio aziendale e soprattutto senza nemmeno l'obbligo di mantenere i livelli occupazionali già esistenti.

 

Su tutti, a far discutere, c'è il caso di Trentino Tv. L'editore di quella che un tempo si chiamava Tca, Graziano Angeli (riportava negli scorsi giorni il Corriere del Trentino) avrebbe già annunciato ai sindacati di essere pronto a licenziare il 50% dell'organico (tre giornalisti su sei) a prescindere dai contributi (tra l'altro sul Corriere del 24 dicembre si leggeva anche che "i sindacati riportano pure che lo stesso Angeli avrebbe detto: <Speravo che qualcuno dei giornalisti si licenziasse spontaneamente andando a lavorare al quotidiano online il Dolomiti ma visto che nessuno ha preso questa autonoma decisione, mi vedo costretto a licenziare>". Una frase ai limiti del tragicomico. Per noi de il Dolomiti un complimento: ci siamo sentiti lusingati, stimando e conoscendo bene la professionalità e la bravura dei giornalisti che lavorano a Trentino Tv. Al tempo stesso, però, se pronunciata per davvero, una dichiarazione sconcertante che getterebbe non poche ombre sulle capacità professionali dell'editore e spiegherebbe tante cose).  

 

Oggi, tra un articolo sulla Rai e uno sugli attacchi di Beppe Grillo a giornali e giornalisti, sul sito della Federazione nazionale stampa italiana è apparso questo articolo molto forte:

 

Il 23 dicembre, il "regalo" dell'editore di TrentinoTv, Graziano Angeli, di voler licenziare 3 giornalisti. L'annuncio durante l'incontro con Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e Fistel-Cisl. Alla base del dimezzamento dell'organico dell'emittente gli asseriti 337.029 euro in meno ricevuti dalla Provincia di Trento nel 2016.

Alla vigilia di capodanno, il regalo senza virgolette del presidente Pd del consiglio provinciale di Trento Bruno Dorigatti, ex segretario della Cgil del Trentino, marito della direttrice di TrentinoTv Marilena Guerra, della firma dell'autorizzazione di altre cento trasmissioni (mini tribune politiche) per complessivi 80.000 euro. Cifra che si aggiunge ai circa 36.000 euro della diretta televisiva del consiglio provinciale coperta sempre da TrentinoTv.

A parte il possibile conflitto di interessi del presidente del consiglio provinciale di Trento, FNSI e Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige sottolineano l'incongruenza della decisione. Ritengono infine che anche la legge provinciale di Trento sull'editoria del 7/12/2016, che prevede provvidenze a chi promuove l'informazione locale salvaguardando i livelli occupazionali, debba armonizzarsi con la legge nazionale, i cui decreti attuativi sono in approvazione dal dipartimento dell'editoria.

 

Al presidente dell'ordine dei giornalisti del Trentino Fabrizio Franchi abbiamo quindi chiesto un parere sulla legge sull'editoria provinciale. "Qui c'è materiale per la Corte dei Conti - ci ha risposto Fabrizio Franchi -. Non si è mai visto che l'ente pubblico stanzi delle risorse per salvare il padrone di una fabbrica o il capo di un'azienda e non i suoi lavoratori e i suoi dipendenti. Le garanzie occupazionali sono la base per poter elargire risorse della comunità. Io non so quale assessore al lavoro o quale giunta possa approvare, in Italia, una norma del genere. Se la Provincia deciderà di andare avanti per questa strada sono sicuro che dovrà intervenire la Corte dei Conti. Mercoledì - conclude Franchi - ci hanno convocato, assieme ai sindacati, in Provincia per spiegarci la legge. Ma a noi i distinguo interessano relativamente. La cosa importante è che qui rischiano di finire a spasso dei colleghi. Il resto conta poco".

 

Sulla questione si è espresso anche il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti. Riportiamo qui la nota completa:

 

Affermazioni male informate e incomplete quelle della nota del Fnsi. Il lettore è infatti indotto a credere che – a fronte dell’editore di Trentino Tv che ha lamentato un minore introito di 330 mila euro sul 2016 da parte della Giunta provinciale – il Consiglio sia sostanzialmente andato in soccorso, affidando a fine anno contratti e commesse per produzioni giornalistiche del complessivo valore di circa 80 mila euro.

 

E’ indispensabile allora far sapere che il Consiglio provinciale produce da anni una filiera di prodotti informativi, stampa un proprio giornale a diffusione gratuita tra i cittadini e diffonde inoltre notiziari consiliari attraverso tutte le testate giornalistiche televisive trentine, oltre che sulle maggiori radio e sul web. A fine 2016 si è semplicemente provveduto al rinnovo di tutti i contratti in scadenza annuale e non solo di quelli relativi a una singola testata. Nessun prodotto ulteriore rispetto al 2016 è stato peraltro attivato, nessuna nuova commessa è stata assegnata.

 

E’ fuori luogo inoltre il riferimento al contratto Trentino Tv-Consiglio per la diretta delle sedute d’aula, trattandosi in questo caso di contratto biennale, non ancora scaduto e comunque attribuito in seguito a gara d’appalto. C’è di più: tutti i contratti rinnovati si riferiscono a prodotti giornalistici che il Consiglio provinciale può comunque sospendere in qualsiasi momento a proprio insindacabile giudizio, in forza di una clausola espressa. E’ del tutto evidente che – qualora (e solo se) i ventilati licenziamenti di giornalisti dovessero verificarsi – l’ente che presiedo sarà titolato ad assumere tutti i provvedimenti utili a tutelare l’occupazione in questo settore.

 

Spiace in particolare l’improprio riferimento ai rapporti personali. Assicuro infine la disponibilità a fornire ogni informazione del caso, con quella stessa trasparenza cui mi sono sempre attenuto nel mio agire in questi anni di presidenza.

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