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Fuori una partita di calcetto, dentro una cerimonia in grande stile, inaugurata ufficialmente Vetri Speciali

La tanto temuta manifestazione del sindacato di base multicategoriale si è risolta in una partita di calcetto tra ex dipendenti Whirlpool fuori dallo stabilimento. Olivi: "Abbiamo fatto il nostro dovere, senza aggiungere un euro. I 50 milioni sono interamente di Vetri Speciali"

Di Luca Andreazza - 10 aprile 2017 - 19:03

TRENTO. Nel giorno dell'inaugurazione ufficiale dello stabilimento della 'Vetri Speciali', la tanto temuta contestazione alla fine non è avvenuta. Il presidio degli ex lavoratori della Whirlpool, capeggiato da Fulvio Flammini del Sindacato di base multicategoriale non è mancato, con gli striscioni che si riferiscono anche all'ultimo episodio in consiglio provinciale, ma tutto è filato via senza grosse sorprese. E mentre nel piazzale si consuma una partita di calcetto alla Aldo, Giovanni e Giacomo con Flammini in versione Sandro Ciotti al megafono (organizzata, fa sapere il sindacato, in onore del ministro Poletti, alla fine assente, che negli scorsi giorni ha dichiarato che i giovani farebbero meglio a giocare a calcetto anziché presentare curriculum per il lavoro), dentro si è svolta una cerimonia in grandissimo stile tra autorità, telecamere, video, musica e visite guidate. (Per la cronaca: la partitella è finita 4-4)

 


 

"Definitiva e incontrovertibile", queste le parole comunicate dei vertici di Whirlpool all'assessore Alessandro Olivi per annunciare la chiusura dello stabilimento. "Una decisione - ricorda il vice presidente - arrivata dalla sera alla mattina dagli Stati Uniti".

 

 


 

Il vuoto lasciato dall'azienda americana costruttrice di frigoriferi, in quel febbraio del 2014, è infatti enorme: 454 addetti 154 lavoratori dell'indotto. Una crisi occupazionale forse senza precedenti riempita, oltre la metà, dall'avvento di Vetri Speciali. "Per un attimo - ammette Olivi - abbiamo avuto il timore di non avere la forza di reagire. Improvvisamente ci siamo trovati il sito vuoto e non è così scontato stabilire una nuova fabbrica in appena un anno. Abbiamo fatto il nostro dovere senza aggiungere un solo soldo pubblico. I 50 milioni di euro investiti a Spini di Gardolo sono infatti dell'azienda. Abbiamo però offerto un contesto favorevole per fare impresa. E ce l’abbiamo fatta. Questa è una parte del Trentino che ha dimostrato di meritare la sua Autonomia". 

 

 

Un insediamento avvenuto in tempo record: "Questa velocità di azione - dice Stefano Marzotto, presidente di Vetri Speciali - lascia il segno nel cuore. Questa esperienza è il frutto dell'ottima unione tra pubblico e privato. La certezza dei tempi per un'impresa è davvero fondamentale e la Provincia è riuscita a rilasciare tutte le autorizzazioni in tre mesi. La nostra previsione è quella di realizzare circa 400 milioni di bottiglie, mentre qui a Spini verranno prodotte circa 80-90 milioni di unità". 

 


 

Le sedi produttive sparse tra Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia occupano 761 dipendenti, 343 in Trentino, mentre "a Spini - aggiunge - sono nati 183 posti di lavoro, che in Provincia sono cresciuti a 209, se consideriamo anche Pergine. A Trento abbiamo investito circa 46 milioni di euro, 11 dei quali per le infrastrutture e per adattare il sito industriale alle nostre necessità. Probabilmente entro quest'anno aggiungeremo altri 3 o 4 milioni di euro, arrivando a toccare circa 50 milioni di euro totali".

 

 

Numeri e risultati, ma anche una visione del futuro: "Certo, dipende dall'evoluzione del mercato - commenta - ma questo è solo un primo passo, qui abbiamo spazio per crescere e quest'anno confidiamo di arrivare a 165 milioni di euro di fatturato".

 

"E' il tempo dei ringraziamenti - spiega Vitaliano Torno, vicepresidente della società - questa è solo l'ultima perla e dobbiamo dire grazie ai clienti, che creano il valore della catena. Grazie ai politici e agli amministratori, che hanno mostrato il loro lato migliore e hanno creato le condizioni per generare ricchezza sul territorio. Grazie alle donne e agli uomini di Vetri Speciali per l'impegno, la voglia e il coraggio". 

 


 

Una sinergia tra pubblico e privato esaltata anche dal governatore Ugo Rossi: "Abbiamo lavorato tutti insieme - spiega - per rendere produttivo questo sito. Il Trentino può sconfiggere il pessimismo e il populismo, ma soprattutto può crescere ulteriormente. Ci sono ancora disoccupati che attendono risposta, ma questo lavoro segna la strada che vogliamo continuare a seguire: un territorio competitivo, accogliente nei confronti delle imprese, un territorio che scommette nelle risorse umane e nella formazione. La visita alla linea produttiva mi ha molto emozionato, pensando al silenzio che regnava in questi spazi dopo la cessazione dell'attività da parte della Whirlpool". 

 

 

Unità di intenti ricordata anche dal sindaco Alessandro Andreatta: "Abbiamo remato tutti dalla stessa parte - evidenzia il primo cittadino -  utilizzando un metodo sperimentale, che dovremo utilizzare ancora. Ma abbiamo avuto anche la fortuna di trovare un’azienda credibile, capace, e che vuole investire e creare lavoro". 

 

Vetri Speciali si posiziona come leader nella produzione industriale di contenitori in vetro cavo per alimenti, attivo in oltre 52 Paesi, e il direttore di Confindustria Roberto Busato sottolinea il  lavoro di squadra ottemperato per il radicamento in Trentino della realtà "che - dice - poteva anche scegliere di stabilirsi altrove. Questa esperienza mostra come sia ancora possibile, in Trentino, fare industria manifatturiera. Il Trentino si dimostra all'avanguardia anche sulla coesione sociale, la concertazione e le politiche del lavoro. Questo è motivo di conforto: ci saranno sempre aziende che chiuderanno, ma ce ne saranno anche altre che prenderanno il loro posto. In futuro dovremo investire sempre di più nelle politiche attive del lavoro, per far sì che i lavoratori che perdono l'impiego vengano riassorbiti dal sistema produttivo, in maniera veloce e non traumatica”.

 

In quelle ore le forze politiche e sindacali hanno cercato di parare il colpo e mettere in campo gli ammortizzatori, convincere l'azienda ad aggiungere sul tavolo un budget per creare una nuova prospettiva di lavoro e attivato una serie di azioni. "Abbiamo superato - conclude Franco Ianeselli, segretario della Cgil - qualche scetticismo iniziale, utilizzando anche gli strumenti che l’Europa mette a disposizione. Ci sono però ancora 17.000 disoccupati in Trentino: la sfida è quella di creare un contesto favorevole all’impresa, come in questo caso". 

 

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