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Insegnanti di religione cattolica, il Consiglio chiede siano stabilizzati i precari

Devono essere in possesso dell'idoneità rilasciata dalla diocesi: "Entro quest'anno un concorso d'intesa con la Curia"

Pubblicato il - 25 ottobre 2016 - 16:03

TRENTO. “Entro quest'anno intendiamo bandire un concorso d'intesa con la Curia, anche se non ci sono molti posti disponibili a causa del limitato numero di ore di religione”, ha detto Livia Ferrario, dirigente del Dipartimento della conoscenza della Pat.

 

Lo ha detto davanti alla Quinta commissione permanente presieduta da Lucia Maestri in occasione della relazione sullo stato di attuazione dell'ordine del giorno che nel giugno scorso – durante la trattazione della legge sulla scuola – è stato approvato dal Consiglio provinciale.

 

Un ordine del giorno che chiedeva alla giunta di attivare iniziative per la stabilizzazione degli insegnanti di religione cattolica. “In provincia abbiamo 200 insegnanti di religione in ruolo e una trentina a tempo determinato – spiega Ferrario - c'era stato un concorso nel 2013, con alcuni vincitori idonei e altri che non lo hanno superato. Per rispondere alle richieste di stabilizzazione di questi docenti il numero dei posti da mettere a concorso potrà superare i 30 previsti”

 

Era presente anche Ruggero Morando, coordinatore dello stesso dipartimento: “Occorre coprire anche spezzoni di orari per i quali non è possibile costruire posti interi – precisa – per i quali servono insegnanti a tempo determinato. Vi sono per questo 15 posti da mettere a corso-concorso, saturando in tal modo tutti i posti disponibili nei prossimi tre anni. Con la Diocesi abbiamo comunque attivato i contatti necessari per arrivare ad un accordo finalizzato alla stabilizzazione di questi docenti”

 

Ricordiamo, per chi non lo sapesse che l'insegnamento della religione cattolica è impartito da insegnanti in possesso di idoneità riconosciuta dall'ordinario diocesano e da esso non revocata. Nominati poi, d'intesa con l'ordinario diocesano, dalle competenti autorità scolastiche. Ai fini del raggiungimento dell'intesa per la nomina dei singoli docenti l'ordinario diocesano, ricevuta comunicazione dall'autorità scolastica delle esigenze anche orarie relative all'insegnamento in ciascun circolo o istituto, propone i nominativi delle persone ritenute idonee e in possesso dei titoli di qualificazione professionale.

 

Ricordiamo anche che l''idoneità è un istituto di diritto canonico che attesta l'appartenenza ecclesiale dell'insegnante di religione e la sua condizione di testimone attendibile della fede cattolica. “È presupposto necessario per accedere all'insegnamento della religione cattolica e la sua eventuale revoca - per i gravi motivi fissati dal diritto canonico - impedisce all'insegnante di religione di continuare a prestare servizi”.

 

L'idoneità deve attestare "retta dottrina, testimonianza di vita cristiana, abilità pedagogiche". La legge provinciale riconosce "al personale docente di religione cattolica (...) il trattamento economico previsto per il personale docente del corrispondente ordine e grado di scuola della Provincia di Trento".

 

 

 

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