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La Marangoni svela la newco, i sindacati: "Quadro complesso, marchiamo stretto"

L'azienda di Rovereto si mostra ottimista verso il futuro. La nuova realtà si chiama M.I.T. occupa quindici dipendenti e si impegna nella rifinitura e nella commercializzazione delle gomme piene. Cerutti (Cgil): "Passo indietro rispetto alla tutele e ancora tanti dubbi"

Di Luca Andreazza - 17 marzo 2017 - 21:47

ROVERETO. Giovedì scorso l'ingegner Dino Maggioni, amministratore delegato del Gruppo Marangoni, ha presentato la 'new.co' M.I.T. - Marangoni industrial tyre, una società dedicata all'attività di montaggio delle gomme al cliente che occupa quindici dipendenti e vede il via operativo per il prossimo 22 marzo.

 

I vertici aziendali si sono mostrati ottimisti, ma i sindacati marcano stretto il polo di Rovereto. "Finalmente - dice Mario Cerutti, segretario di Filctem Cgil - dopo un lungo periodo di richieste, l'azienda ha svelato questa nuova realtà e presentato la pianta organica: purtroppo registriamo un passo indietro rispetto alle tutele, in quanto i dipendenti della M.I.T. non rientrano nella contrattazione aziendale, ma non mancheremo di operare per garantire la salvaguardia dei lavoratori".

 

Il M.I.T. è un asset creato per valorizzare la rifinitura e la commercializzazione delle gomme piene che può sfruttare la posizione strategica dello stabilimento: Rovereto si pone infatti sulla direttrice del Brennero "per raggiungere - dice - la Toyota a Bologna oppure i clienti in Germania. Senza dubbio questo segmento può avere marginalità e sviluppo, ma nutriamo ancora diversi dubbi. Altre preoccupazioni riguardano il futuro dei dipendenti nel settore del semilavorato: un comparto in diretta concorrenza con lo Sri Lanka, dove Marangoni ha proprio concluso un'importante partnership: non vorremmo che si stia preparando il terreno per una delocalizzazione". 

 

Nel focus organizzativo, Marangoni spiega che questo nuovo segmento opera in maniera integrata con il resto del polo e per questo è prevista l'attivazione di una serie di servizi 'service intracompany' al fine di garantire la piena funzionalità dei comparti. La strategia messa in campo dall'azienda punta anche sulle collaborazioni industriali e commerciali per gestire una produzione particolare, prevedendo la concreta possibilità di realizzare interessanti trend di crescita. "La strategia industriale - conclude Cerutti - non è ancora chiara e il quadro molto complesso: per questo aspettiamo il 'tavolo tecnico' del 6 aprile con Provincia e Trentino sviluppo per approfondire la situazione, soprattutto per quanto riguarda il business plan e il pagamento dei lease-back". 

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