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| 19 giu 2017 | 13:17

La Provincia di Trento punta sui negozi di montagna. "Fondamentali contro lo spopolamento delle alte quote"

Su proposta del vicepresidente Alessandro Olivi sono stati previsti nuovi stanziamenti per l'avviamento dei negozi periferici. Oltre a questo sono aumentate anche le tipologie di servizi offerti

di Redazione

TRENTO. Un ruolo di presidio prezioso e strumento importante di lotta contro lo spopolamento delle alte quote. La Provincia di Trento continua a credere nella funzione insostituibile svolta dai negozi e pubblici esercizi che si trovano nelle aree periferiche del nostro territorio. Per questo, su proposta del vicepresidente Alessandro Olivi sono stati aumentati gli incentivi per rendere più vasta l'offerta di questi servizi ai cittadini.

La Giunta ha approvato lo stanziamento di risorse sia per l'insediamento di nuovi esercizi sia per il loro mantenimento e al tempo stesso amplia il novero delle attività che possono essere gestite dai multiservizi, conformemente anche ad una delle linee guida del Protocollo d'intesa fra Provincia e Cooperazione siglato la scorsa settimana.

 

Tenuto conto del fatto che aprire un esercizio commerciale in un'area di montagna periferica è spesso una scelta molto "coraggiosa", anche sotto il profilo economico, è stato deciso di portare il premio di insediamento da 15.000 a 22.000 euro. Ad esso possono accedere gli esercizi che avviano un'attività di dettaglio di generi alimentari e di prima necessità e di pubblico esercizio, in luoghi dove non sono presenti da oltre un anno esercizi analoghi.

 

Cambia anche il contributo alla permanenza, che passa da 9.000 a 10.000 euro annui (elevabili a 11.000 in caso di consegna gratuita della spesa a domicilio) per chi gestisce un'attività di commercio al dettaglio di generi alimentari e di prima necessità o di multiservizi. Per le imprese che svolgono attività di pubblico esercizio esso è pari a 4.000 euro.

 

L'altra novità riguarda l'ampliamento della gamma di possibilità sia a favore dei gestori sia a favore dei residenti, anche con l'eventuale coinvolgimento di enti pubblici (Comuni in primis) e di altri enti come ad esempio Poste Italiane. Alcuni dei nuovi servizi assumono pertanto il carattere di servizio di interesse pubblico. Abbiamo quindi da un lato quelle attività più strettamente inerenti al commercio di generi alimentari e misti come il servizio gratuito di consegna della spesa a domicilio, la vendita di carni, la vendita di giornali e riviste, dall'altro l'erogazione di servizi come i pagamenti (bollo auto, bollettini vari), navigazione internet e accesso alla posta elettronica attraverso una postazione Pc fissa, telefax e fotocopie, accesso al wifi, servizi stampa referti medici e accesso alla cartella clinica, punto di raccolta e invio corrispondenza privata (nei centri privi di ufficio postale), bancomat, ricariche telefoniche, e altri ancora.

 

Le domande per il contributo per l'insediamento o la permanenza possono essere presentate alla Provincia dal 10 gennaio al 28 febbraio di ogni anno.

 

 

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