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Lo sport fa bene? Il campione di football americano sconsiglia quelli di "contatto". "E' meglio andare al lavoro in bicicletta"

L'ex capitano dei New York Football Giants sconsiglia di praticare quello che è stato il suo sport perché i traumi possono emergere anche tempo dopo gli scontri. Crepaz e Fateh-Moghadam: "Mezz'ora di bici o camminata al giorno sono molto meglio. Questa deve essere la strada da seguire per le amministrazioni"

Di Tiberio Chiari - 03 giugno 2017 - 19:28

TRENTO. Lo sport fa davvero bene alla salute? Questa è la domanda e a dare una risposta sono stati Harry Carson, ex giocatore professionista di football americano e per dieci anni capitano dei New York Football Giants, Pirous Fateh-Moghadam direttore dell'Osservatorio per la Salute della Provincia di Trento e Paolo Crepaz specialista di Medicina dello Sport.

 

Per Harry Carson lo sport è utile quando si promette di mantenere in attività il fisico proteggendolo dall'insorgere di malattie che la sedentarietà acuisce, ma diviene dannoso quando, come per esempio in molti sport di contatto compreso il Football, procura traumi i cui effetti si rivelano dannosi anche nel lungo periodo. Con la sua esperienza personale (ritirato dall'attività agonistica gli è stata diagnosticata la sindrome post-commozione cerebrale) testimonia i pericoli legati ai traumi che negli sport di contatto spesso possono insorgere e che una disinformazione generale non presenta mai agli atleti che in età pur giovanissima decidono magari di praticare uno di questi sport. La sua testimonianza rende quindi attuale la necessità di preservare i più giovani dagli sport che potrebbero causare danni non reversibili al fisico e di spiegare i rischi connessi a queste attività in modo che chi vi si approccia possa conoscere con precisioni i rischi ad essi connessi.

 

La domanda fondamentale “se lo sport fa bene?” è riformulata da Pirous Fateh-Moghadam, il quale chiede se “la sedentarietà fa male?”e la risposta a questa domanda è assolutamente inequivocabile: “Sì ,la sedentarietà fa male”. A fare bene più che lo sport è semplicemente un'attività fisica costante e controllata. Un'attività fisica costante Pirous la quantifica dunque come mezz'ora di bici o camminata al giorno la quale può corrispondere in molti casi allo spostamento quotidiano per raggiungere il posto di lavoro. Anzi individua nella mezz'ora di bicicletta giornaliera un trasversale e potente rimedio a due categorie di problemi: quelli legati alla sedentarietà (la sedentarietà aumenta infatti la possibilità di insorgenza di ictus, problemi cardiovascolari, cancro di seno e al colon, ipertensione, depressione e cadute) e quelli legati all'inquinamento e all'immissione di CO2 nell'atmosfera.

 

Già oggi in Trentino l'aumento dei benefici, contando che un 19% della popolazione usa la bici come mezzo di trasporto, corrisponde a meno 18.000 tonnellate di CO2 immesse nell'aria ogni anno e a 19 decessi in meno sulle strade per incidenti. A questo va sommato un ulteriore importante risparmio economico dovuto alla diminuzione dell'insorgenza delle malattie appunto connesse alla sedentarietà. Per entrare nell'ordine di idee del volume di questi risparmi una ricerca fatta a proposito ha dimostrato che se in Inghilterra ci fosse la stessa percentuale di persone che si muovono in bici oggi a Copenaghen (circa il 50%) lo Stato risparmierebbe in sanità 17 miliardi di dollari in 10 anni. La promozione della bici come mezzo di trasporto quotidiano, compresi i grandi vantaggi economici e per la salute dei cittadini, secondo Pirous dovrà dunque essere incentivata con sempre maggior decisione nei prossimi anni per poter beneficiare come comunità e come singoli di tutte le positive ricadute che questo stile di vita ha dimostrato di avere.

 

Sulla stessa lunghezza d'onda è l'intervento di Paolo Crepaz, che ripercorre e conferma le argomentazioni di Pirous e si concentra sulle possibili mosse che le amministrazioni pubbliche potrebbero adottare per incentivare l'abbandono della sedentarietà da parte di un numero sempre maggiore di cittadini. Individua nella mancanza di convinzione il nemico fondamentale che impedisce a molti di prendere la fatidica decisione di impegnarsi regolarmente in una salutare attività fisica. La via per migliorare e per rendere questi obbiettivi perseguibili è quella di promuoverle con iniziative ludiche e divertenti che presentino i benefici come un premio. Mostrare solo i danni che possono essere causati dalla sedentarietà appare meno efficacie.  

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