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Obamacare: la battaglia politica sulla sanità arriva al Festival dell'Economia

Spinta dalla minaccia del presidente Trump di abolire i sussidi per l’accesso alle cure mediche dei più svantaggiati, l’Affordable Care Act vive una stagione di grande consenso da parte dell’opinione pubblica. Per Jonathan Gruber l'unico errore politico di Obama "è relativo al fatto che il deficit fiscale a medio termine si andava riducendo grazie all'Obamacare e Obama non ha usato i soldi recuperati per diminuire le tasse alla classe medio alta"

Di Tiberio Chiari - 03 June 2017 - 19:36

TRENTO. Jonathan Gruber e la sua riflessione sulla nascita e il destino dell’Obamacare porta il Festival dell’Economia di Trento nel cuore del dibattito americano. Jonhatn Gruber architetto della riforma sanitaria più importante nella storia recente degli Stati Uniti ha affrontato i problemi relativi all'accettazione della riforma, problemi legati molto più alla disinformazione che alla realtà dei fatti.

 

L'Obamacare è stata una riforma nazionale nata sulla base di una riforma sanitaria del 2005 riuscita e proposta dall'allora governatore del Massachusetts Mitt Romney nel suo Stato con il nome Massachusetts Healthcare. Questa riforma si proponeva attraverso sussidi statali di assicurare buona parte di quel 20% di persone escluse a causa del basso reddito o da precedenti problemi di salute da un'assicurazione medica. Grazie a questo sussidio le assicurazioni potevano essere sottoscritte ad un prezzo congruo e in Massachusetts solo il 3% è rimasto senza assicurazione medica.

 

Partendo dal successo della legge firmata da Mitt Romney, Repubblicano, Obama decide di estendere la copertura assicurativa tramite sussidi a tutta la nazione. A questo punto i Repubblicani iniziano ad opporsi ad una legge nata dall'idea di un Repubblicano appunto e che non andava ad inficiare in alcun modo i costi per le cure relativi a quell'80% di assicurati. Questa riforma non era vista più di buon occhio da molti perché nella propaganda di disinformazione seguita all'approvazione della legge molti erano preoccupati dal fatto, falso, che i costi sarebbero stati troppo alti per i contribuente e avrebbero anche aumentato i costi di tutti gli assicuratati. Altra cosa criticata dai Repubblicani era l'obbligatorietà di avere un'assicurazione sanitaria introdotta con l'Obamacare, ma era necessario per poter procedere ad un accordo con le assicurazione sulla base di un volume di polizze necessariamente consistente.


Tutte le critiche Repubblicane si sono infine dileguate davanti al fatto, reale, che 23 milioni di persone perderanno l'assicurazione se la riforma decadrà. Questo ha riportato la disinformazione entro i limiti della realtà e quei 23 milioni di persone sembrano essere la difesa più forte ed effettiva contro chi si oppone all'Obamacare diffondendo fake news. Oggi solo 1 americano su 10 è contrario all'Obamacare.

 

Unico errore politico di Obama secondo Gruber, nato dalla troppa onestà politica di Obama per l'appunto, è relativo al fatto che il deficit fiscale a medio termine si andava riducendo grazie all'Obamacare e Obama non ha usato i soldi recuperati per diminuire le tasse alla classe medio alta che con la tassazione aveva dovuto sostenere le spese iniziali per l'attuazione della riforma medica.

 

L'ultimo fatto che pone una criticità futura alla riforma sanitaria di Obama è relativo alla situazione attuale che negli Stati Uniti non pone un limite ai prezzi dei farmaci. Così i farmaci sono pubblicizzati durante le partite di football e i medici se utilizzano sui pazienti determinati trattamenti ricevano compensi aggiuntivi. Questo fa lievitare di anno in anno le spese mediche e se negli anni 50 il 4% del Pil era destinato ad esse oggi questa cifra ha raggiunto 17% e a fine secolo supererà il 40%, per esempio in Italia, nonostante tutta la corruzione che fa lievitare i costi, questa spesa è attestata intorno all'8% (la qualità delle cure in Italia è poi tra le migliori in ogni campo). Quindi secondo Gruber è assolutamente necessaria una regolamentazione di questo settore industriale spesso dominato da monopoli settoriali, settore che grazie al suo enorme potere di lobby affossa ogni proposta di legge che miri a una sua riforma mentre il mercato andrebbe assolutamente calmierato.

 

La fiducia nella possibilità di mantenere effettiva la riforma di Obama per Gruber deriva dal fatto che alla prova del fact checking essa risulta vantaggiosa. Questa riforma aiuta 23 milioni di americani senza gravare sulle casse dello Stato, anzi entro dieci anni questa riforma permetterà una riduzione del deficit di circa un trilioni di dollari.

 

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