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Protocollo d'intesa tra Provincia, sindacati e Calvin Klein. Olivi: "Riqualificare e ricollocare"

L'accordo sindacale del 24 marzo scorso prevede l'impegno della società americana a corrispondere ai dipendenti in esubero, oltre all’incentivo all'esodo nella misura di 15 mensilità, anche un importo di 52 mila euro, destinato a coprire i costi di servizi di 'outplacement'

Di Luca Andreazza - 12 aprile 2017 - 20:26

TRENTO. Riqualificare e ricollocare i 57 dipendenti di Confezione Moda Italia, questo l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato tra la Provincia, l'Agenzia del lavoro, l'azienda uscente, Confindustria e le organizzazioni sindacali. "L’obiettivo - spiega l'assessore Alessandro Olivi - è quello di garantire il coordinamento delle diverse azioni a sostegno dei lavoratori che hanno perso il lavoro, anche con la sistematica raccolta di informazioni e dati sull’attuazione delle singole fasi e sulla loro efficacia".

 

Le vicende sono ormai note, Calvin Klein ha deciso di chiudere il polo produttivo di Mattarello per la crisi di mercato che ha colpito il settore, in particolare i consumi di abbigliamento di lusso. Un trend negativo che ha determinato una perdita complessiva di oltre 80 milioni di euro negli ultimi 6 anni. Il piano dell'azienda è quello di puntare sulla tratta New York - Milano

 

L'accordo sindacale del 24 marzo scorso prevede l'impegno della società americana a corrispondere ai dipendenti in esubero, oltre all’incentivo all'esodo nella misura di 15 mensilità, anche un importo di 52 mila euro, destinato a coprire i costi di servizi di 'outplacement' se richiesti dai lavoratori interessati.

 

"Un approccio all'insegna della corresponsabilità - sottolinea il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro - che comincia a dare i suoi frutti. Quando un'azienda chiude è sempre un dispiacere e vorremmo che non accadesse. Tuttavia in questo modo ci assicuriamo un impegno comune ad accompagnare i lavoratori lungo una fase che ci auguriamo sia di transizione verso un nuovo impiego. L'azienda collabora con tutti gli altri soggetti coinvolti, mettendoci risorse proprie e anche un'esperienza nel settore, che può tornare utile a quanti stanno cercando una nuova collocazione. Sempre di più il sostegno alle fasi di transizione deve essere un pilastro delle nostre politiche del lavoro".

 

Il protocollo diventa inoltre uno strumento di monitoraggio delle dinamiche occupazionali dei soggetti coinvolti, "quanto - dice Mario Cerutti, segretario di Filctem Cgil - la possibilità di verificare gli impegni della Provincia rispetto ai progetti di industrializzazione. La concertazione tra le parti sociali e l'amministrazione resta importante per gestire le situazioni di crisi, ma il presupposto è ovviamente che tutti i soggetti coinvolti partecipino con la massima coerenza e rispetto a quanto sottoscritto".

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