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Rivoluzione per le società pubbliche trentine che passano da 12 a 7. E Mediocredito sarà ceduta ai privati

 Nascerà il Polo trasporti dalla fusione di Aeroporto Caproni con le due società di Trentino trasporti. Da Cassa del Trentino cessioni di partecipazioni compresa l'A22. E la quota di capitale pubblico in Mediocredito sarà messa sul mercato

 

Pubblicato il - 31 marzo 2017 - 19:01

TRENTO. Dalla fusione di tre società nascerà il Polo trasporti, portando le società pubbliche della Pat da 12 a 7, Cassa del Trenino spa dismetterà alcune partecipazioni, compresa quella in A22, e la quota pubblica di Mediocredito sarà ceduta a soggetti privati.

 

Una terna di provvedimenti che rivoluzionano il sistema delle società provinciali e il mondo del credito trentino. Tutto questo è contenuto nel documento approvato dalla Giunta segue la delibera dell'anno scorso che fissava le coordinate da seguire in materia di razionalizzazione delle società pubbliche. Un provvedimento che risponde anche alle direttive della riforma Madia.
 

“L'obiettivo generale – spiega Ugo Rossi - è quello di aggregare le società di primo livello per poli funzionali. Il valore di questa operazione non è misurabile solo in termini economici ma anche per le sue ricadute sull'efficienza della governance dei servizi nel suo complesso: ridurre la frammentazione delle società pubbliche significa infatti favorire una maggiore organicità al loro operato e rendere più efficaci le performance rivolte ad amministrazioni, cittadini e mondo delle imprese”.
 

Ma entriamo nel dettaglio e vediamo cosa cambia. Nascerà il Polo dei trasporti, e questo si realizzerà attraverso due distinti passaggi. L”'obiettivo generale – spiega il governatore - è quello di ridurre gli enti societari operanti nel settore e creare una governance unitaria”.

 

Il primo passaggio avviene a livello provinciale, a partire dal gennaio 2018, e prevede che le società Trentino trasporti strutture e Trentino Trasporti esercizio si riuniscano, incorporando anche Aeroporto Gianni Caproni spa. Trentino Trasporti spa assumerà il ruolo di capogruppo per il settore della mobilità pubblica, rafforzando quindi il ruolo della Provincia autonoma come soggetto di riferimento unitario.

 

A livello extraprovinciale si interverrà invece per la valorizzazione dello scalo intermodale di Trento come infrastruttura di preminente interesse pubblico, attraverso l’incorporazione di Interbrennero SpA in A22.

 

Per quanto riguarda Cassa del Trentino, le indicazioni della Provincia alla sua società di riferimento nel settore della liquidità riguardano la dismissione di partecipazioni non strategiche in alcune società, come Infrastrutture Cis, Terfin, Banca popolare etica, Istituto atesino di sviluppo, Paros, UnIT, aprendo contestualmente questi spazi al mercato.

 

Cassa del Trentino dismetterà anche la sua partecipazione in A22, nel contesto di una riorganizzazione che ha come obiettivo la totale proprietà pubblica della società affidataria dell'infrastruttura autostradale. Questo anche alla luce del previsto affidamento diretto della concessione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ad una società a carattere interamente pubblico, partecipata attraverso gli enti territoriali e locali.

 

“La dismissione, con conseguente cessione delle azioni alla Provincia autonoma, si realizzerà gradualmente, a mano mano che matureranno gli utili societari di Cassa, che verranno riconosciuti alla Provincia attraverso la cessione, sino a concorrenza della propria partecipazione in A22”.

 

Per Mediocredito, invece, si prevede la dismissione totale delle quote provinciali. Il programma adottato lo scorso anno, infatti, ribadiva l'intenzione di fare di Mediocredito Trentino Alto Adige spa la banca di sistema in favore delle imprese e dello sviluppo del territorio.

 

"In questo scenario generale, è stata effettuata una valutazione riguardante l'opportunità di alienare la quota societaria posseduta dai soggetti pubblici. Le Province di Trento e Bolzano, assieme alla Regione Trentino Alto Adige, che complessivamente possiedono, in parti uguali, il 52% del capitale societario, hanno raggiunto un'intesa per la loro progressiva fuoriuscita, in favore di investitori di mercato", afferma la Pat.

 

L'obiettivo della Provincia è al tempo stesso quello di valorizzare economicamente la propria partecipazione - che risale al 1953 - ma anche di avere garanzia sul fatto che l'istituto continuerà ad essere punto di riferimento per l'economia del territorio. Con un bando verranno quindi sondati gli orientamenti del mercato in merito ad un subentro che tenga conto della garanzia di cui si è detto.

 

Su questo ultimo punto, sicuramente il più rilevante e quello che maggiormente solleverà le critiche di alcune forze politiche (qui Filippo Degasperi già anticipava la scelta e la criticava), il governatore Ugo Rossi commenta soddisfatto.

 

Siamo tutti d'accordo, sia la Regione, che oggi approverà lo stesso impegno, sia la Provincia di Bolzano”, afferma durante la conferenza stampa. "Sarà avviata una regolare e trasparente procedura pubblica – afferma Rossi – con l'obiettivo esplicito della mission originaria, quella della banca al servizio del territorio e delle imprese”.

 

Il valore della quota di capitale sociale, quel 52% diviso in parti uguali con Regione e Provincia di Bolzano, sarà deciso dal mercato, ovviamente. E i tempi per la realizzazione di questo obiettivo saranno quelli tecnici. Politicamente si è già deciso. 

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