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Troppa burocrazia, costa in media 5mila euro l’anno a impresa. Cna del Trentino: "Zavorra sistema Paese"

A livello settoriale a soffrirne di più sono le  imprese edili e i fornitori di servizi alle imprese a patire maggiormente la complessità delle norme

Pubblicato il - 14 settembre 2017 - 18:19

TRENTO. Lentezza della macchina burocratica, complessità delle norme e la quantità elevata di informazioni richieste. Tutto questo fa nascere un costo di ben 22 miliardi all'anno, quello che la burocrazia scarica sulle imprese artigiane, micro, piccole e medie. Per semplificare, mediamente si tratta di 5mila euro l’anno a impresa, 16 euro al giorno, due euro all’ora. Lo certifica una indagine del Centro studi CNA dedicata a “Piccole imprese e Pubblica amministrazione: un rapporto (im)possibile”. Indagine condotta su un campione, rappresentativo del settore, di 1035 imprese associate alla Confederazione (4 su 5 con meno di dieci addetti) sul modello di un’analoga iniziativa svolta tre anni fa.

 

“CNA è già al lavoro – spiega Andrea Benoni, presidente della CNA del Trentino - per organizzare e lanciare 'Comune che vai burocrazia che trovi', la più grande banca dati nazionale sul funzionamento degli uffici pubblici nel rapporto con le piccole imprese. Come abbiamo fatto, con successo, con l’altra grande operazione nazionale intitolata 'Comune che vai, fisco che trovi' che misura le grandi differenze di pressione fiscale sulle imprese tra i comuni italiani con lo stesso criterio e con lo stesso scrupolo misureremo, dati alla mano, i tempi e i costi di adempimento delle principali pratiche amministrative. Metteremo a confronto, in una logica di piena trasparenza, amministrazioni e territori. È questo che intendiamo costruire come soggetti di una rappresentanza sempre più moderna e sempre più qualificata”.

 

Per compiere tutti gli adempimenti richiesti dalla Pubblica amministrazione, nel 41,3% delle imprese coinvolte si bruciano fino a tre giorni lavorativi al mese, nel 32,2% fino a cinque, nel 9,1% fino a dieci e nel 6,8% oltre dieci, mentre nel 10,7% s’impiega meno di una giornata lavorativa.

 

“Questo dispendio di tempo, risorse ed energie – afferma Benoni - zavorra il sistema Paese: quasi nove imprese su dieci (l’89,7%) ritengono che la cattiva burocrazia costituisca un ostacolo serio alla competitività”.

 

A livello settoriale sono le imprese edili (74,3%) e i fornitori di servizi alle imprese (71,4%) a patire maggiormente la complessità delle norme.

 

Per il Cna, la foresta pietrificata, però, sta lentamente, molto lentamente,  tornando alla vita. I cambiamenti introdotti nella legislazione da due anni a questa parte (Delega fiscale, Jobs Act, Riforma della Pubblica amministrazione) sono giudicati in maniera positiva da quasi un’impresa su tre (29,5%) più di quante esprimono un parere negativo (22,4%), con una fetta di poco inferiore alla metà degli intervistati che non percepisce però cambiamenti evidenti.

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