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La Cisl Fp: ''I politici si aumentano le indennità di 500 euro al mese, mentre i lavoratori restano a guardare in attesa di risposte. Situazione avvilente''

Un'automatismo che porterebbe all'aumento delle indennità dei consiglieri in base all'aggiornamento Istat. Un meccanismo che scatterebbe dal prossimo gennaio, sempre che piazza Dante non intervenga attraverso una legge per fermare tutto

Pubblicato il - 20 ottobre 2020 - 19:09

TRENTO. "E' una situazione davvero avvilente". Queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, sull'aumento di 500 euro al mese in busta paga ai consiglieri in Provincia. 

 

Un automatismo che porterebbe all'aumento delle indennità dei consiglieri in base all'aggiornamento Istat. Un meccanismo che scatterebbe dal prossimo gennaio, sempre che piazza Dante non intervenga attraverso una legge per fermare tutto. 

 

"I dipendenti del comparto pubblico, personale amministrativo e infermieri, oss, agenti di polizia locale, vigili del fuoco e forestali e tutti gli operatori del sistema di Protezione civile hanno dimostrato tantissimo senso di responsabilità in questo periodo storico così difficile: molte figure si sono messe a disposizione in prima linea e senza sosta - dice Pallanch - mentre altri hanno portato avanti i servizi della pubblica amministrazione con mezzi e dotazioni spesso insufficienti ma non è stato riconosciuto praticamente nulla. I contratti sono bloccati e non si assegnano le risorse per valorizzare i diversi settori: si parla di adeguamenti risibili rispetto ai 500 euro al mese in più che invece i rappresentanti politici intendono incassare".

 

Non solo, vengono anche sbloccati circa 85.000 euro di arretrati che finiscono nelle tasche dei consiglieri provinciali. "Arretrati che invece le lavoratrici e i lavoratori aspettano ormai da anni. Le risorse per la comunità non si trovano praticamente mai - prosegue Pallanch - mentre per la politica non sembra essere un problema reperire i soldi".

 

E' alta la tensione tra sindacati e Provincia per gli adeguamenti dei contratti e il riconoscimento dei premi Covid-19 per il personale sanitario e non, senza dimenticare le tante questioni ancora aperte sulla riorganizzazione del settore, la pianificazione dei fabbisogni e delle assunzioni.

 

"L'esecutivo - evidenzia la Cisl Fp - ha stralciato 20 milioni già accordati e stanziati. Il bonus per gli operatori della sanità è stato parziale e pasticciato. Il personale nel periodo di lockdown si è trovato con mezzi propri a gestire il lavoro e mantenere la pubblica amministrazione trentina ai vertici nazionali per qualità".

 

Un altro nodo è quello di saper delineare il futuro del comparto tra innovazione e valorizzazione del capitale umano. "Dispiace notare la diversità di trattamento. I politici - conclude Pallanch - si dicono dispiaciuti dell'aumento ma intanto incassano, i lavoratori invece devono sempre restare a guardare, soprattutto in questi tempi difficili per la crisi dettata dall'emergenza Covid-19".

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