Accesso al credito degli artigiani: ''Le logiche delle banche sono cambiate: non conta più la persona e la storia di un'azienda. Necessario sostenere chi rischia in proprio''
Il presidente dell'associazione artigiani, Marco Segatta: "Il nostro obiettivo è quello di sostenere le aziende, soprattutto sotto il profilo patrimoniale per consentire alle piccole aziende di avere meno difficoltà. Il dialogo con le banche e le imprese è aperto per trovare un modo di sviluppare una dinamica diversa e veicolare una cultura più consapevole dell'importanza di informarsi e formarsi"

TRENTO. "Le difficoltà di accedere al credito è un problema che attanaglia soprattutto le piccole aziende". Questo il commento di Marco Segatta, presidente dell'associazione artigiani del Trentino. "Fino a qualche anno fa le banche avevano un'attenzione diversa alle persone e alle storie di un'impresa per accompagnare le progettualità, oggi invece la logica è cambiata: gli istituti guardano gli indici e gli aiuti seguono altri metodi".
Accesso al credito e mobilità sociale sembrano due temi apparentemente distanti ma Alex Faggioni, falegname trentino, ha spiegato a Il Dolomiti che qualche tempo fa ha cercato di acquistare il capannone dove lavora ma si è scontrato con le dinamiche bancarie (Qui articolo). "Non entro nel dettaglio di questo caso specifico - prosegue Segatta - certo è giusto e legittimo che un istituto voglia essere sicuro dell'investimento perché tratta le risorse che vengono affidate dai risparmiatori, però c'è sempre per un'azienda un rischio di impresa e il sostegno è necessario, non si può pensare di intervenire solo in presenza di garanzie prossime al 100% perché poi un rapporto diventa più di forza e poco equilibrato".
Il professionista ha ricevuto una garanzia statale per coprire gli investimenti aziendali fino all'80%. A quel punto si è deciso a compiere un ulteriore sforzo economico, non banale, per chiudere il restante 20%. "Ho contattato la banca del mio territorio, una Cassa Rurale, con la quale collaboro da vent'anni. Per poter concludere l'operazione - ha detto Faggioni - mi è stato chiesto che un terzo soggetto andasse a garantire ciò che la garanzia statale non copriva. Ciò che mi ha lasciato basito è però che la banca non si sia accontentata di ricevere a garanzia una firma per il rimanente 20% ma che abbia preteso che l'investimento venisse ulteriormente coperto da una garanzia fideiussoria del 50% sul totale".
E proprio qui il sistema mostra il fianco ostacolando il principio di mobilità sociale. "Questo è certamente un aspetto che merita un approfondimento e una riflessione perché un imprenditore si mette in gioco e gli strumenti di sostegno sono importanti a tutti i livelli. E' necessario trovare forme adatte per aiutare quelle imprese che investono nella crescita continua e nell'innovazione della propria attività. Gli accorpamenti hanno cambiato il ruolo e le logiche delle Casse rurali che sono più commerciali e seguono meno la storia delle persone. Bisogna trovare un nuovo punto di equilibrio, anche magari sfruttando le leve di Confidi, un altro strumento che può intervenire sul fronte garanzie e mutui".
Un settore messo inoltre in forte difficoltà dall'emergenza Covid. "Il nostro obiettivo - continua il numero uno degli artigiani - è quello di sostenere le aziende, soprattutto sotto il profilo patrimoniale per consentire alle piccole aziende di avere meno difficoltà. Questo è un punto fondamentale, capitalizzare per avere meno situazioni di questo tipo, figlie delle direttive che arrivano anche dall'Unione europea. Il dialogo con le banche e le imprese è aperto per trovare un modo di sviluppare una dinamica diversa e veicolare una cultura più consapevole dell'importanza di informarsi e formarsi".
Nuovi accordi che, però, non sono dietro l'angolo. "E' un percorso che richiede tempo e non ci sono risposte facili a soluzioni così complesse. Ogni aziende ha la sua storia, i punti di forza e quelli di debolezza, ogni intervento va creato e gestito praticamente su misura. Ma l'impegno della nostra associazione è sempre massimo per implementare nuove strade che possano sostenere le imprese del territorio a trovare il percorso più adatto per crescere e strutturarsi", conclude Segatta.












