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Amazon, dai driver alla logistica (FOTO), quanto si guadagna e quali sono le condizioni di lavoro? “I mezzi sono controllati con un’app dagli stessi autisti”

Lo sciopero del black friday da parte dei driver è stato scongiurato grazia a un accordo raggiunto fra sindacati e ditte che effettuano le consegne per Amazon. Nel nuovo deposito di smistamento di Trento lavorano una trentina di dipendenti e un centinaio di driver delle aziende esterne: “Applicano il Contratto collettivo nazionale di lavoro trasporti e logistica”

Di Tiziano Grottolo - 03 dicembre 2021 - 09:43

TRENTO. Il settore della logistica e dei trasporti è stato spesso al centro delle polemiche per via delle condizioni di lavoro dei dipendenti del settore. Nel mirino di molte inchieste sono finite anche Amazon e le ditte che effettuano le consegne per il colosso statunitense dell’e-commerce. I lavoratori della logistica infatti, lamentano paghe basse, troppe consegne e mezzi al limite della decenza.

 

Eppure, da quando a Trento ha aperto il nuovo deposito di smistamento Amazon in molti ritengono che la situazione sia cambiata. “Da quando ha aperto il centro – raccontava a Il Dolomiti uno dei dipendenti che si occupa delle consegnele condizioni dei mezzi sono migliorate. Prima eravamo costretti a viaggiare su furgoni fatiscenti, con specchietti rotti e copertoni completamente consumati. Ora però Amazon non fa entrare nel proprio deposito mezzi danneggiati per questo adesso viaggiamo su veicoli in condizioni migliori”.

 

Ciononostante il settore rimane fra i più turbolenti. A ridosso del black friday i sindacati avevano annunciato uno sciopero che è stato scongiurato solo dopo la firma dell’ipotesi di accordo tra le imprese associate ad Assoespressi, cioè quelle che effettuano le consegne per conto di Amazon Italia, e Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. Un accordo che al suo interno porta dei miglioramenti delle condizioni di lavoro e retributive.

LE FOTO. Il nuovo centro logistico di Amazon a Trento visto dall’interno
Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon Logistics in Italia
Marco Ferrara, Senior Manager di Amazon Italia Logistics
L’inaugurazione con l’assessore allo sviluppo economico Spinelli e il sindaco di Trento Franco Ianeselli

Lo stesso sindaco di Trento, Franco Ianeselli (ex segretario della Cgil), durante l’inaugurazione della nuova struttura di Amazon ha dichiarato: “Il nuovo centro Amazon crea nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, fatto sempre positivo. Del nuovo deposito apprezziamo anche l’attenzione agli aspetti ambientali e all’utilizzo delle energie rinnovabili oltre che la sensibilità sociale. Non posso che auspicare che la stessa attenzione sia riservata al benessere dei lavoratori e alle buone relazioni sindacali, che giovano non solo ai lavoratori, ma anche alla produttività e dunque all'azienda”.

 

Dal canto suo Amazon sottolinea come i dipendenti siano assunti al quinto livello del Contratto nazionale del Trasporto e della Logistica, e numerosi benefit che includono sconti per i dipendenti su Amazon.it e un’assicurazione integrativa contro gli infortuni. A partire dal 1° ottobre, grazie all’incremento retributivo che rientra nella revisione periodica degli stipendi realizzata da Amazon, la retribuzione d’ingresso è passata da 1.550 euro lordi al mese a 1.680 euro, l’8% in più rispetto a quanto previsto dal Ccnl. Inoltre Amazon fa sapere di offrire ai propri dipendenti ulteriori opportunità come il programma Career Choice, che copre fino al 95% del costo delle rette e dei libri di testo per chi desidera specializzarsi in un ambito specifico frequentando corsi professionali per quattro anni. Purché abbia un contratto nazionale, un autista a tempo pieno di una ditta esterna, può arrivare a guadagnare fra i 1.700 e i 1.900 euro lordi, in base alle ore lavorate. Un risultato raggiunto anche grazie a una serie di scioperi e manifestazioni. 

 

“Il nostro obiettivo – sostiene Gabriele Sigismondi, responsabile di Amazon Logistics in Italia – non è solo quello di offrire un servizio efficiente, ma anche quello di implementare una rete logistica sempre più sostenibile e di offrire ai nostri dipendenti e al personale dei nostri fornitori terzi un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi, benefit e ottime opportunità di crescita professionale”

 

Per approfondire la questione delle condizioni di lavoro che esistono nel comparto Il Dolomiti ha intervistato Marco Ferrara, senior manager e direttore per le relazioni con i fornitori di Amazon Italia Logistics.

 

Quanti sono attualmente i dipendenti impiegati nel deposito di smistamento Amazon?

“Oggi lavorano durante la notte, quindi sono dipendenti di Amazon, circa 30 persone arriveremo a circa 70. Durante il giorno invece sono circa un centinaio i dipendenti delle nostre aziende dei servizi di trasporti, specializzate in questo mestiere”.

 

Con quale tipo di contratto sono assunti questi lavoratori?

“In entrambi i casi noi e queste aziende applicano il Contratto collettivo nazionale di lavoro trasporti e logistica”.

 

Come funzionano le verifiche delle condizioni di lavoro in particolare per le ditte esterne?

“Quello che succede ogni autista quando la mattina prende il suo furgone la prima cosa che deve fare, lo guida una nostra app sul cellulare, la stessa che poi utilizzerà per vedere l’elenco delle consegne. La prima cosa che deve fare è una check list con tutte le verifiche sul furgone. Ci sono dei danni, le gomme, i freni, le luci. Nel momento in cui vengono segnalate delle anomalie il furgone viene fermato automaticamente e può sbloccarlo solo il personale dello stabilimento”.

 

Una delle cose che ci è stata riferita è che talvolta i driver subiscono delle pressioni per non denunciare i malfunzionamenti sul proprio mezzo…

“Oltre al controllo che fa ogni singolo autista noi ciclicamente verifichiamo tutta la flotta che entra all’interno dello stabilimento. Quindi controlliamo se ci sono delle discrepanze. Anzi, noi utilizziamo queste eventuali discrepanze proprio come un segnale per capire se c’è qualcosa che non va”.

 

E in questi casi cosa succede?

“Noi verifichiamo ulteriormente e determiniamo il codice di condotta e il contratto che noi abbiamo con i fornitori prevede clausole specifiche. Per esempio abbiamo limiti molto specifici sulla tipologia di aziende con cui volgiamo lavorare, per esempio noi non abbiamo nessuno cooperativa. I fornitori di servizi devono mettere i lavoratori nelle condizioni di lavoro corrette, quando ciò non avviene interveniamo nei confronti del fornitore. In passato è accaduto anche che alcune aziende abbiano smesso di lavorare con noi per questi motivi, ma non in Trentino”.

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