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| 14 nov 2021 | 14:55

“Carichi e ritmi di lavoro insostenibili”, i corrieri di Amazon lanciano lo sciopero in vista del Black friday

In vista del Black friday scatta la mobilitazione degli autisti di Amazon: “Chiediamo di abbassare carichi e ritmi di lavoro, diventati insostenibili, e di ridurre l’orario di lavoro settimanale dei driver”

“Carichi e ritmi di lavoro insostenibili”, i corrieri di Amazon lanciano lo sciopero in vista del Black friday
Foto d'archivio
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Il prossimo 26 novembre sarà una giornata di lotta per i corrieri di Amazon che, con il supporto di Cgil, Cisl, Uil e altre single sindacali, hanno deciso di lanciare la mobilitazione in vista della giornata del Black Friday. “Lo sciopero generale riguarda i driver, dipendenti delle aziende associate ad Assoespressi che effettuano consegne per conto di Amazon”, ha precisato il segretario nazionale della Filt Cgil Michele De Rose, in occasione della prima assemblea nazionale unitaria di quadri e delegati del settore delle consegne delle merci in appalto Amazon, spiegando che “l’assemblea, molto partecipata, ha pieno dato mandato a Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti a proclamare lo sciopero”.

 

Alla base dello sciopero c’è la richiesta di abbassare carichi e ritmi di lavoro, diventati insostenibili”, e di ridurre l’orario di lavoro settimanale dei driver. “Serve dare continuità occupazionale a tutto il personale in occasione dei cambi di appalto e di contratto – aggiunge De Rose – inoltre, va ridotta la responsabilità sui driver in casi di danni e franchigie e va aumentato il valore economico della trasferta e introdotto il premio di risultato”. Infine i sindacati chiedono di garantire la normativa sulla privacy, la gestione dei dati ed il controllo a distanza, escludendo ogni ripercussione di carattere disciplinare.

 

Per quanto riguarda il Trentino la prossima settimana i lavoratori del settore si incontreranno per stabilire se e come aderire allo sciopero generale. Fra le sigle più attive c’è il Sindacato di base multicategoriale che sta portando avanti delle vertenze contro alcune aziende che effettuano le consegne per conto di Amazon.

 

Nei giorni scorsi Il Dolomiti aveva raccontato le dure condizioni di lavoro di alcuni autisti che operano nel nuovo deposito di smistamento Amazon di Trento per conto di ditte esterne. Infatti, anche se dopo le proteste e gli scioperi le condizioni di lavoro sono andate via via migliorando nel settore c’è ancora molto precariato e fra gli ultimi arrivati serpeggia il malumore. Non a caso i mezzi peggiori vengono affidati a chi ha meno tutele. Tra gli autisti c’è addirittura chi è convinto di essere geolocalizzato: “Se ti fermi per troppo tempo – spiegava uno di loro – ti chiamano al telefono per sapere cosa stai facendo, pure se ci si è fermati per andare in bagno”. In altri casi gli autisti denunciano di aver subito pressioni per mentire sulle condizioni dei propri mezzi di trasporto.

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