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| 22 mar 2021 | 18:22

Cassa integrazione nel 2020? Potreste essere obbligati a fare il 730

L’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi vale per chi nel 2020 ha percepito redditi da più soggetti, come ad esempio il datore di lavoro e l'Inps, se la Cassa integrazione è stata pagata direttamente dall'Inps. Lo stesso discorso riguarda anche chi ha ricevuto un'integrazione al reddito con l'iniziativa messa in campo dalla provincia di Trento “Riparti Trentino”. Ecco come fare

di Spazio autogestito Acli

TRENTO. I lavoratori che nel 2020 hanno percepito la Cassa integrazione a causa dell'epidemia Covid-19 potrebbero essere obbligati a presentare il modello 730 nel 2021. Lo stesso discorso riguarda anche chi ha ricevuto un'integrazione al reddito con l'iniziativa messa in campo dalla provincia di Trento “Riparti Trentino”.

 

Il condizionale è doveroso perché l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi vale per chi nel 2020 ha percepito redditi da più soggetti, come ad esempio il datore di lavoro e l'Inps, se la Cassa integrazione è stata pagata direttamente dall'Inps. In questo caso scatta l'obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi per determinare il corretto importo delle imposte dovute, sulla base del totale dei redditi percepiti, e verificare se la situazione del lavoratore è a credito o a debito. Caf Acli è a disposizione per verificare le situazioni specifiche e per valutare l’eventuale obbligatorietà o opportunità di presentare il 730 (0461 277277, caf@aclitrentine.it).

 

Facciamo un esempio concreto.

Massimo è un cameriere e nel 2020 ha avuto accesso alla Cassa integrazione perché il ristorante dove lavora ha dovuto chiudere per dei periodi prolungati a causa del Covid. Nel 2020 Massimo ha percepito redditi da lavoro dipendente, da parte del suo datore di lavoro, e redditi da Cassa integrazione, che sono stati pagati dall'Inps. Massimo, quindi, ha due sostituti d'imposta che gli rilasciano due diverse Certificazioni Uniche (Cu): la Cu del datore di lavoro, inviata al lavoratore entro fine marzo, e la Cu dell'Inps, da scaricare online sul sito dell'istituto.

 

Avendo due Cu, rilasciate da due sostituti d'imposta diversi, Massimo dovrà presentare la dichiarazione per conguagliare i due redditi e verificare se le imposte complessivamente trattenute dal datore di lavoro e dall’Inps sono corrette o se devono essere effettuati dei versamenti aggiuntivi (o, in alcuni casi, se ha diritto ad un rimborso).

 

Quest'anno, a causa della pandemia, i lavoratori che si troveranno nella stessa situazione di Massimo saranno molti. L'Istat ha evidenziato un crollo delle ore lavorate nei primi tre trimestri del 2020 – meno 3,9 miliardi di ore, il 12% in meno rispetto al 2019 - e un'esplosione della Cassa integrazione, con più di 6 milioni di beneficiari tra marzo e settembre 2020 in tutta Italia.

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