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Covid, per bar e ristoranti piovono disdette per Capodanno: ''Una situazione molto dura e c'è malumore. Servono sostegni alle imprese''

La presidente dell'Associazione pubblici esercizi del Trentino, Fabia Roman: "Prevale la convinzione che è sempre meglio restare aperti piuttosto che dover chiudere. A ogni modo, come annunciato da Fipe, la federazione nazionale, sarà necessario valutare con il governo interventi a sostegno delle imprese che registrano cali di fatturato importanti a causa delle limitazioni”

Di Luca Andreazza - 30 dicembre 2021 - 11:55

TRENTO. "C'è un ennesimo calo che si inserisce in un anno con più alti che bassi". A dirlo Fabia Roman, presidente dell'Associazione pubblici esercizi del Trentino. "Le disdette crescono giorno dopo giorno a poche ore da San Silvestro e dalle feste di Capodanno".

 

E' un momento di difficoltà per il comparto turistico a causa della recrudescenza della curva epidemiologica, un peggioramento della situazione e nuove impostazioni del governo che si inseriscono in un contesto fragile e in una stagione invernale in difesa dopo il blackout dell'anno scorso per la montagna. Ora l'Associazione dei pubblici esercizi stima una riduzione del lavoro del 25/30%. Già gli albergatori nei giorni scorsi avevano evidenziato l'impossibilità di programmare le prossime settimane e trarre una specie di bilancio di queste festività per il quadro in costante evoluzione (Qui articolo).

 

"Un calo dovuto all’incertezza e alla paura di turisti e di cittadini. Anche il nostro settore - spiega Roman - è alle prese con le disdette di turisti e residenti in vista delle festività di fine anno. La situazione della pandemia, unita alla restrizioni imposte dal governo per cercare di contenerla, causano a una crescita del numero di chi preferisce rinunciare a trascorrere le feste in locali pubblici come bar, locali serali e discoteche".

 

Il settore prova a cercare contromisure ma potrebbe non bastare per bilanciare il calo. "Si profila una situazione molto dura - prosegue Roman - solo in minima parte compensata da soluzioni alternative ideate dai gestori per poter osservare il divieto di feste e balli. Riceviamo segnalazioni di disdette un po’ in tutto il territorio trentino nelle valli turistiche e nelle città. Il clima di incertezza si fa sentire nelle scelte di una parte considerevole di persone che preferiscono evitare i luoghi pubblici. Come altri hanno fatto notare, probabilmente è più sicuro trascorrere la fine dell’anno in un luogo pubblico - controllato e che deve rispettare determinate regole - anziché a feste private dove non vi è controllo sui partecipanti.

 

C'è la necessità di valutare eventuali azioni per fronteggiare le ripercussioni economiche. "In città chi si è attrezzato con i plateatici riscaldati sta lavorando, gli altri molto meno. Nelle valli, il calo degli sciatori si riflette anche sulla nostra categoria. C’è indubbiamente malumore, anche se prevale la convinzione che è sempre meglio restare aperti piuttosto che dover chiudere. A ogni modo, come annunciato da Fipe, la federazione nazionale, sarà necessario valutare con il governo interventi a sostegno delle imprese che registrano cali di fatturato importanti a causa delle limitazioni”, conclude Roman.

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