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Da luglio lo sblocco dei licenziamenti, i sindacati: ''A rischio alcune aziende trentine già in crisi da mesi''. Preoccupa la situazione dell'Agenzia del Lavoro

Saranno sbloccati i licenziamenti per il settore dell'edilizia e il manifatturiero. Per i sindacati nella nuova fase che si aprirà a luglio il ruolo dell'Agenzia del lavoro è fondamentale ma in trentino, spiegano Ianeselli e Alotti "manca il personale" 

Pubblicato il - 03 giugno 2021 - 17:57

TRENTO. Il 30 giugno e dietro l'angolo. E' quella la data dalla quale ci sarà lo sblocco dei licenziamenti per il settore dell'industria e dell'edilizia. Dal primo luglio, in poche parole, questi settori potranno licenziare (con la sola esclusione, ora, delle aziende che chiederanno di usufruire della cig ordinaria gratuita).

 

A livello nazionale l’Ufficio parlamentare di bilancio ha fornito dati attraverso i quali sarebbero a rischio circa 130mila dipendenti. Non mancano però i segnali di ripresa per i due settori coinvolti che renderebbero l'appuntamento di fine giugno meno traumatico. Lo stesso vale per il Trentino dove i sindacati guardano con ottimismo a questo primo sblocco dei licenziamenti.

 

“Al momento dati precisi non ce ne sono – spiega il segretario della Cgil, Andrea Grosselli – ma nel settore dell'edilizia le assunzioni nei primi mesi di quest'anno sono aumentate e il settore sta registrando un andamento positivo. Nuove assunzioni si stanno vedono anche nel manifatturiero”.

 

Segnali di ripresa, quindi, che però non devono far abbassare la guardia. A preoccupare, infatti sono due aspetti: il primo riguarda tutte quelle aziende manifatturiere che ancora prima della pandemia erano in crisi e che ora Covid19 ha messo ulteriormente in ginocchio. “Sono casi specifici – spiega Grosselli – di realtà che si trovavano già in grossa difficoltà”. Il secondo aspetto che preoccupa è la capacità che deve avere l'Agenzia del lavoro nel rispondere a questa seconda nuova fase.

 

Che il mercato del lavoro abbiamo subito una crisi drammatica lo testimoniano i dati. In Trentino nel 2020 ci sono state 32mila assunzioni in meno. Siamo passati dalle circa 161 mila assunzioni dell'anno 2019 alle circa 129 mila del 2020. Sempre lo scorso anno si è registrato un saldo negativo di circa 17 posizioni tra assunzioni e cessazioni.

 

Sono tre i pilastri sui quali i sindacati hanno chiesto l'impegno da parte della Pat: garantire ulteriori sostegni al reddito, mettere in campo politiche attive del lavoro che vanno dalla formazione alla riqualificazione dei lavoratori, ed infine non dimenticarsi delle politiche industriali. In tutto questo il ruolo dell'Agenzia del Lavoro è fondamentale e la preoccupazione dei sindacati è tanta. “Ci troviamo davanti ad una Agenzia del Lavoro – ha spiegato Grosselli – che al momento non è pronta a rispondere alle esigenze di questa nuova fase. Non per colpa dell'ente ma perché manca personale ed è stata sobbarcata di tantissimi compiti”.

 

“Non ci dovrebbero essere grandi ripercussioni sullo sblocco dei licenziamenti di fine giugno visto i settori coinvolti” spiega anche il segretario della Uil, Walter Alotti che condivide la preoccupazione per la situazione dell'Agenzia del Lavoro. “E' stato sbloccato un concorso – continua – ma non è stato ancora fatto. Manca il personale e la situazione è problematica soprattutto pensando alla fase importante che dobbiamo affrontare e il ruolo attivo che dovrebbe avere questa agenzia”.

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