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Dalla lotta agli incendi e gli aiuti ai vigili del fuoco al Premio della montagna, la Mutua Itas festeggia 200 anni, sempre protagonista nelle trasformazioni della società

All'inizio dell'Ottocento gli incendi sono una piaga, cittadini e istituzioni sentono il bisogno di proteggersi con forme assicurative. Nasce l'idea di una Mutua assicuratrice senza fini di lucro, in cui poter entrare e uscire in piena libertà, così prende forma il gruppo Itas

Di Luca Andreazza - 12 ottobre 2021 - 21:21

TRENTO. "Barbara controlla l'orario: sono le 9 del 15 marzo 2121". Inizia così "Itas - una storia non comune". Un libro del colosso nelle assicurazioni. Un romanzo ambientato nel futuro per ripercorrere i 200 anni di storia della Mutua. "Le guerre che hanno attraversato la nostra terra - ricorda la protagonista Barbara - ci hanno stremato, gli incendi troppo frequenti indeboliscono il morale della nostra gente".

 

E' così che prende forma la società che oggi conosciamo. Ben due secoli di storia che l’hanno vista protagonista, come Mutua, dello sviluppo economico, sociale e culturale in Trentino Alto Adige nell'allora Impero Austro-ungarico. Da quel 5 settembre 1821 quando Francesco I firma il "Rescritto" e nasce l'Istituto di assicurazione contro i danni degli incendi per il Tirolo e il Vorarlberg.

 

All'inizio dell'Ottocento gli incendi sono una piaga: colpiscono frequentemente le città e i paesi, in particolare perché il da costruzione è soprattutto il legno. In Tirolo, cittadini e istituzioni sentono il bisogno di proteggersi con forme assicurative, come già avveniva in altre parti dell'Impero e in altri Paesi europei. Nasce l'idea di una Mutua assicuratrice senza fini di lucro, in cui poter entrare e uscire in piena libertà. Già nel 1824 sono 16 mila i soci-assicurati. 

 

Una storia che, infatti, si interseca con i vigili del fuoco volontari. E' il 1875 quando le associazioni del Tirolo tedesco chiedono alla Dieta di poter avere delle sovvenzioni per le loro attività e di poter rivedere i regolamenti che risalgono addirittura al 1817. Dopo discussioni, passaggi tra i diversi organi di governo regionali e nazionali, il 3 ottobre 1883 venne emanata una legge che introduceva anche l'obbligo da parte delle Compagnie assicurative di versare un contributo annuo a favore dei pompieri, inizialmente concessi solo ai volontari, poi vennero estesi anche anche professionisti. 

 

Altri momenti particolarmente difficili per Itas sono quelli delle due guerre mondiali. Finito il primo conflitto c'è un'altra evoluzione della società assicuratrice che si inerisce nelle vicende che riguardano naturalmente gli eventi bellici: siamo nel 1918 e il Tirolo meridionale entra a far parte del Regno d'Italia con il nome di Trentino-Alto Adige. L'Istituto viene diviso in due rami: austriaco e italiano; la sede italiana è portata a Trento. I soci assicurati sono 90.000.

 

Anche nel periodo della Seconda guerra mondiale Itas riesce a fronte ai danni, senza conseguenze per il patrimonio. Un'immagine su tutte è il bombardamento del quartiere della Portela a Trento. "Quando arrivai quei tuguri non c'erano più, tra un fumo nero si intravvedevano solo macerie e centinaia di morti e tanti feriti che urlavano per il dolore e per il terrore. Su tutto questo inferno, oltre al fumo proveniente dagli incendi e al fortissimo odore dell'esplosione gravava un acre odore di sangue mischiato alla polvere delle macerie".

 

Ma la Mutua riesce a contenere i problemi e anzi fa sistema per reggere l'urto e per promuovere la ripartenza del territorio. "Altre spese di carattere straordinario sono state sopportate per la costruzione del rifugio antiaereo e per le riparazioni urgenti ai fabbricati di proprietà danneggiati dai bombardamenti". 

 

Dalle 4 mila corone di indennizzo per l'incendio di due fabbricati ai premi odierni, sono tante le tappe fondamentali per una crescita costante dell'attività dell'Itas: la rappresentanza elettiva dei soci con assemblee separate di agenzia da convocare ogni anno è una conquista del 1945. Un'altra data da cerchiare in rosso è quella del 12 luglio 1949: la società cambia nome e assume quello di Istituto Trentino Alto Adige per assicurazioni, cioè Itas. Nel 1954 viene inaugurata la sede di via Mantova e la Mutua conta su 50 agenzie. 

 

Gli anni '70 sono quelli del boom economico e Itas si afferma ancora di più come leader del settore e motore del Trentino. E nel 1971 celebra i primi 150 anni e istituisce il Premio Itas del Libro di Montagna. Un'altra grande intuizione per promuovere e valorizzare il patrimonio letterario e far conoscere i libri di scrittori di montagna, già noti o che si sono affermati a seguito del riconoscimento a Trento: Messner, Zoderer, Unsworth, Camanni, Cassin, Rigoni Stern, Urubko e tanti altri. 

 

Una realtà, legata a doppio filo con il Trentino, che è sempre riuscita a innovarsi e sperimentare per rispondere ai bisogni della società e delle popolazioni in continua evoluzione: l'espansione prima nel Bellunese e poi in tutta Italia, l'apertura degli uffici a Milano a due passi da piazza Affari e l'apertura del Fondo pensione Pensplan (un'idea avveniristica viene accolta come "modello non solo per l'Italia ma per l'intera Europa" dal Financial Time) e Itas Vita, così come le collaborazioni con compagnie tedesche più importanti del settore. Nel 2006 viene posata la prima pietra della nuova sede nel quartiere Le Albere e nel 2014 c'è il trasferimento in piazza delle Donne Lavoratrici.

 

I tempi più recenti sono caratterizzati, inoltre, dal supporto in occasione della tempesta Vaia e le azioni previste per sostenere il territorio nell'emergenza Covid, senza dimenticare i danni causati all'agricoltura a causa di perturbazioni sempre più intense e devastanti. Oggi Itas è l'ottavo gruppo nazionale per ramo danni e il rafforzamento sui mercati europei è sempre più consistente.

 

Un colosso da 437 agenzie e 738 dipendenti e un patrimonio passato dai 5.445 fiori nel 1825 agli oltre 71 milioni di lire nel 1949 fino ai 503 milioni di euro del 2019. Itas ha attraversato le epoche e i cambiamenti, ma è sempre riuscita a evolversi, restare al passo coi tempi e anzi spesso diventare un precursore delle trasformazioni per affermarsi come la prima Compagnia assicurativa a festeggiare i 200 anni di storia.

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