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Dalle 300 bottiglie del 1902 al podio della Formula 1, la Cantina Ferrari prepara un nuovo look per festeggiare i piloti

Sponsorizzazione legata anche alla magica attrazione del nome. Un successo mediatico come forse nessuna azienda del buon bere italico può annoverare nella sua storia

Di Nereo Pederzolli - 07 marzo 2021 - 20:45

TRENTO. Il mondo del vino romba a tutto gas. Con lo spumante Ferrari che diventa protagonista assoluto di ogni forma della recente comunicazione enoica grazie al clamoroso accordo con la Formula 1. Incontro da numeri uno si potrebbe dire, per brindare con bollicine assolutamente trentine ai successi dei bolidi più scattanti, mitici nella loro potenza motoristica, automobili chiamate a legarsi con il brio dei prodotti di Casa Lunelli.

 

Sponsorizzazione legata anche alla magica attrazione del nome. Lo hanno ribadito ad ogni latitudine, in tanti modi e su tutti i media, forse più a livello internazionale che localmente. Un traguardo raggiunto immediatamente, subito dopo l’annuncio della super sponsorizzazione in F1. Successo mediatico come forse nessuna azienda del buon bere italico può annoverare (Qui articolo).

 

Spumante classico Ferrari Trento al posto dello Champagne, per anni protagonista indiscusso delle feste liberatorie dei piloti al termine della corsa. Brindisi tricolore, pure dolomitico, che scalzano dal podio l’ostentazione sciovinista del vino francese vivace per antonomasia. Adesso, per tre stagioni agonistiche, sul podio ci sarà sempre un Ferrari formato Jeroboam, bottiglia di 3 litri, stappato da ognuno dei primi tre classificati.

 

Il pubblico stipato (Covid permettendo) nell’immediato parterre del traguardo sarà letteralmente bagnato, mentre sempre col Ferrari si brinderò nei reparti esclusivi e più raffinati dell’hospitality ufficiale e del ‘Paddook Club’, mentre via etere potranno vedere la simbolica liberatoria eiaculazione una marea di sportivi, spettatori variegati, sparpagliati in tutto il mondo, almeno 500 milioni di appassionati.

 

Per rendere ancora più spettacolare i brindisi e la stappatura delle bottiglie i Lunelli stanno studiando un nuovo look, anche se in etichetta campeggerà lo storico logo aziendale, identico a quello scaturito dall’intuizione risalente al 1902 di quel Giulio Ferrari, che dal suo vigneto sul colle di Tenna, sopra il lago di Caldonazzo, riusciva a spumantizzare uve – vinificate sperimentalmente – e quindi imbottigliare (allora) neppure 300 bottiglie.

 

Ma in che cosa dovrà migliorare Maranello per essere stabilmente sul podio dove un Trentodoc esploderà nel tripudio festoso delle vittorie? Come la Ferrari Brum potrà essere abbinata al Ferrari brut?

 

La maison di Ravina ha tutte le carte in regola per dimostrare la sua assoluta potenzialità. Merito di una eccellente gestione del marchio, distinguendosi per blasone enologico e altrettanta affidabilità, non solo gustativa e di fascino condiviso. Dal canto suo la Ferrari rombante è alle prese con alcune magagne seppur mitigate dall’alone di pregio che circonda il cavallino.

 

Nel circuito della F1 le previsioni sul ‘ferrarismo’ dei motori non sono molto ottimistiche. Del resto nel 2020 alla Ferrari è mancata soprattutto la potenza del motore, che invece era il punto di forza nei vari Gran Premi dell’anno precedente il Covid.

 

La macchina era stata progettata contando di avere almeno per un biennio la stessa potente quanto affidabile cavalleria, cosa che poi non è successa, e questo è alla base del vero e proprio disastro agonistico del 2020. Nel circuito 2021 molti pezzi o componenti delle vetture (anche i più sofisticati o quelli gelosamente sperimentati) resteranno identici per regolamento, quindi è difficile aspettarsi rivoluzioni.

 

Intanto, però a Maranello è stato possibile progettare un nuovo motore, che al banco gira con risultati definiti "molto incoraggianti". Se la pista confermerà i risultati delle simulazioni, possiamo aspettarci una Ferrari migliorata. Non a livello della Mercedes, che resta la favorita, ma in grado di inserirsi stabilmente nella lotta per il podio e, in circostanze particolari per il prestigioso e per certi versi incredibile abbinamento: la vittoria e il brindisi.

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