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E' Stefano Mengoni il presidente di Mediocredito. La scelta della Provincia arriva dopo la rinuncia di Rainer Masera alla guida della banca

L'assemblea dei soci ha nominato l'avvocato in qualità di presidente, Emiliano Trainotti quale consigliere di amministrazione e Carlo Dellasega come membro del collegio sindacale. Il presidente della Pat, Fugatti: "Scelta di qualità", Sara Ferrari: "Si evidenzia la continuità forte dei risultati precedenti", Walter Alotti: "Bene ma si confermi il direttore. E si punti sull'azionariato popolare" 

Di Luca Andreazza - 01 giugno 2021 - 10:11

TRENTO. E' Stefano Mengoni la scelta della Provincia per guidare Mediocredito Trentino Alto Adige. L'assemblea dei soci ha nominato l'avvocato in qualità di presidente, Emiliano Trainotti quale consigliere di amministrazione e Carlo Dellasega come membro del collegio sindacale. Questi i tre nomi indicati da piazza Dante dopo che Rainer Masera si è sfilato dalla presidenza della banca.

 

Un passo indietro che aveva portato le opposizioni a parlare di disfatta per la Lega (Qui articolo). "Preso atto, seppur con dispiacere, della mancata accettazione del professor Rainer Masera a presiedere di Mediocredito - commenta Maurizio Fugatti, presidente della Provincia - riteniamo che aver scelto l'avvocato Mengoni permetta di insediare alla presidenza di Mediocredito una figura di qualità e capacità. E', infatti, conoscitore del credito locale e persona con grande esperienza nell'ambito della banca, in quanto consigliere uscente".

 

La Provincia si è trovata costretta a dover cambiare i piani. "Completato questo passaggio - dice il presidente della Provincia - gli organi sociali di Mediocredito vengono definitivamente ricostituiti e potranno essere operativi come interlocutori dei soci al fine di rilanciare la banca nel suo ruolo di istituto di riferimento per l'imprenditoria locale e regionale".

 

Il Partito democratico accoglie positivamente la scelta di Mengoni. "E' un passo importante nella giusta direzione - spiega la capogruppo provinciale Sara Ferrari - in quanto sembra voler sottolineare la continuità con la positiva eredità lasciata dal precedente consiglio di amministrazione, del quale Mengoni è stato membro autorevole. Ci auguriamo che sappia mettere la sua esperienza e competenza al servizio di una istituzione che chiede di essere valorizzata come patrimonio regionale, sede di dialogo e di collaborazione tra le due comunità autonome di Trento e di Bolzano, attraverso le loro istituzioni provinciali, ma anche attraverso l’autonomia dei rispettivi sistemi di credito cooperativo, che rappresentano in modo diverso, ma complementare più che alternativo, due eccellenti risorse per lo sviluppo del nostro territorio".

 

Una mossa, questa, che anche la Uil saluta come una decisione importante, ma chiede un passo in più. "Bene la scelta di un presidente trentino. Va comunque rafforzato ulteriormente il bilanciamento a favore della nostra provincia attraverso la conferma del direttore Pellizzari, visti anche i buoni risultati raggiunti. Questa è inoltre l'occasione per riproporre l'idea di una quota di azionariato popolare, visto anche il disimpegno e disinteresse degli imprenditori trentini, collocati in Cda, ma ben lontani dall'investire direttamente o tramite le loro organizzazioni di categoria nel capitale sociale dell'unica banca rimasta in Trentino", dice il segretario Walter Alotti, che conclude: "Al nuovo Cda la sfida di aumentare la percentuale di credito erogato in provincia di Trento e anche nella Regione, diminuendo quindi quello erogato fuori, con la raccolta fatta e garantita dai nostri territori".

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