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| 20 mag 2021 | 21:17

Altro colpo per la Pat leghista, la Giunta l'aveva indicato per guidare Mediocredito ma Rainer Masera rinuncia alla presidenza

Il presidente Fugatti: "Rammaricati, ma dimostra serietà e correttezza". Le reazioni di Futura, Onda Civica e Azione: "I fatti rivelano insipienza assoluta con gravissime conseguenze proprio per il Trentino"

TRENTO. "Siamo rammaricati per questa decisione ma comprendiamo le ragioni che evidenziano la serietà e la correttezza da sempre dimostrate nella sua lunga attività professionale". Questo il commento di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia, nel confermare la decisione di Rainer Masera di non accettare la carica di presidente di Mediocredito Trentino Alto Adige, per la quale era stato eletto a fine aprile dall'Assemblea dei soci su indicazione della Giunta provinciale.

 

I settori sono diversi ma è l'ennesimo colpo alla Provincia a trazione leghista. Un cammino che appare veramente claudicante in poco più di due anni e mezzo di legislatura. Quasi 12 mesi fa si era dimesso Roberto Soj dalla carica di numero uno di Trentino Digitale, uomo di fiducia dell'assessore Achille Spinelli. Prima ancora era toccato a Paolo Bordon mollare il ruolo di direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, un addio amaro.

 

Non solo, cambio di guida anche per Federcoop con l'avvicendamento Roberto Simoni a sostituire Marina Mattarei. Il Cda di Fondazione Mach ancora in stallo e con una composizione provvisoria. Rimosso Giovanni Kezich, direttore del Museo degli usi e costumi di San Michele all'Adige. Non mancano poi le tensioni tra Mart e Muse, tra Vittorio Sgarbi e Stefano Zecchi. A Trentino sviluppo si è fatto da parte Cesare Scotoni, incertezze anche in sede di Patrimonio. La partita tra Walter Kaswalter e Walter Pruner.

 

E poi i due capi di gabinetto degli assessori Mattia Gottardi e Achille Spinelli che si sono dimessi. Tutto senza poi contare i provvedimenti impugnati e bocciati dal governo oppure le varie querelle legate alla gestione dell'emergenza Covid-19 (dati, scuola dell'infanzia a luglio e così via) e i tanti ruoli dirigenziali vacanti in Apss. Ci sarebbero anche le dimissioni di Romano Masè dal servizio foreste e faune con il trasferimento della competenza dei grandi carnivori a Raffaele De Col. Ora si aggiunge anche il terremoto che tocca i vertici di Mediocredito. 

 

Sono immediate le reazioni politiche a questa vicenda. "Tra le partite peggio giocate dell'era Fugatti. Quella che secondo la maggioranza doveva essere una perfetta strategia per costruire la Banca del Nordest in salsa leghista si è rivelata pessima, sgretolandosi passo dopo passo". Così Paolo Zanella (Futura), mentre Filippo Degasperi (Onda civica): "La strategia del centrodestra, più volte sbandierata, era quella di rivitalizzare l’operatività di Mediocredito sul nostro territorio, rafforzando il dinamismo nel contesto del credito alle imprese. Invece avviene il contrario".

 

Critico anche l'ex governatore Ugo Rossi. "I risultati della banca sono buoni e in questi anni l'ha dimostrato. Le ingerenze - aggiunge il consigliere provinciale in quota Azione - rispetto agli istituti di questo tipo devono essere minimi perché si ragiona a livello superiore. Le banche con legami politici sono quelle che sono andate storicamente peggio e per questo la Provincia dovrebbe intervenire solo quando necessario. Certo, l'errore grave è stato quello di estromettere Cassa centrale banca perché ora Mediocredito è praticamente altoatesina".

 

Professore di lungo corso e già ministro del governo Dini, Masera ha informato piazza Dante della rinuncia al ruolo di numero della banca. "Prima - dice Zanella - la Lega ha messo all'angolo Cassa centrale banca, poi ha lasciato il controllo all'Alto Adige, si è fatta promettere le quote e adesso resta con un pugno di mosche in mano. Adesso la presidenza è stata affidata a un uomo di sicura esperienza ma che pare essere incompatibile al ruolo. La volontà di controllare i vertici economici e societari del Trentino da parte della Giunta Fugatti si sta scontrando con l’incapacità di farlo. Esprimiamo preoccupazione di fronte a questo dilettantismo che va a discapito di un sistema che via via rischia di essere smantellato. L'ennesimo smacco per l'autonomia".

 

La vicenda va ricondotta al decreto del Ministero dell’economia e delle finanze (n. 169 del 2020), che in relazione allo svolgimento di incarichi in ambito bancario o finanziario, introduce requisiti particolarmente stringenti sia sotto il profilo della professionalità e della competenza, che su quello dell’onorabilità e della correttezza: Masera che nella sua missiva informa come recentemente gli sia stata comunicata una richiesta di comparizione da parte del Tribunale di Potenza con riferimento ad un’indagine relativa ad una vicenda che risale agli inizi degli anni 2000.

 

"I fatti - continua Degasperi - rivelano un’insipienza assoluta con gravissime conseguenze proprio per il Trentino. Già l'unico componente del collegio sindacale indicato dalla Provincia di Trento ha rinunciato all’incarico e gli subentrerà il sindaco supplente di nomina altoatesina. Ora c'è la rinuncia del presidente designato. Già la scelta dell’accademico era risultata a molti stonata, non tanto per la caratura professionale quanto per l’estraneità alla nostra regione ma anche a sussurrate ottime relazioni con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti: forse chi governa piazza Dante non è in grado di individuare personalità all’altezza della complessità del sistema pubblico provinciale e deve rivolgersi a suggeritori esterni". 

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