Incidenti sul lavoro, Futura: ''Per contrastare questo drammatico fenomeno servono scelte coraggiose''
Pasquale Del Prete: “Si continua a sentir parlare cultura della sicurezza sul lavoro, ma senza uno spirito di salvaguardia e di sicurezza dei lavoratori questa parola ha un significato vuoto e stantio”

TRENTO. L’ennesimo infortunio mortale in Provincia di Trento, quello avvenuto a Lavarone dove è morto un operaio dopo essere precipitato da una impalcatura, ripropone in maniera drammatica la questione della sicurezza del lavoro.
“Bisogna evitare di parlare di fatalismo o di casualità o di altre diavolerie simili. Per contrastare il triste e drammatico fenomeno delle morti sul lavoro, bisogna compiere scelte coraggiose, se si vuole realmente debellare una piaga che negli ultimi 15 anni ha lasciato sull’asfalto, nei cantieri, o dentro le aziende, decine di operai senza vita” spiega Pasquale del Prete componente del coordinamento di Futura di Rovereto e Vallagarina e del direttivo provinciale.
Quest'anno, fino ad ora, sono dieci i morti registrati. Nel 2019 sono stati 13 i decessi legati ad incidenti sul posto di lavoro.

“Si continua a sentir parlare cultura della sicurezza sul lavoro, ma senza uno spirito di salvaguardia e di sicurezza dei lavoratori questa parola ha un significato vuoto e stantio” continua Del Prete.
Per l'esponente di Futura serve tornare ad una “etica del lavoro” considerando la sicurezza lavorativa non un costo ma un investimento. Quindi la sicurezza del lavoro intesa come “piena responsabilità sociale” da parte dell’azienda.
Come pure bisogna accrescere la capacità e l’efficacia dei controlli e della vigilanza. “Sarebbe utile oggi – spiega Del Prete - ripensare alla progettazione dei luoghi di lavoro e dell’organizzazione del lavoro al fine di ridurre gli incidenti. In questo modo e non soltanto così è possibile lottare contro la piaga – quella dei morti sul lavoro e degli infortuni lavorativi- che sembrano non finire mai”.











