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Mercato del lavoro, in Alto Adige tengono manifatture e agricoltura, male alberghi e ristorazione. "In un anno -6% di occupati"

L'Osservatorio del mercato del lavoro altoatesino ha fotografato la situazione in provincia in questo anno di pandemia. Tengono manifatture, agricoltura e sanità, mentre "la situazione nel settore alberghiero e della ristorazione è impressionante". "Nei primi mesi del 2021 gli occupati calati del -10%"

Pubblicato il - 25 febbraio 2021 - 16:22

BOLZANO. È passato un anno da quando l'Alto Adige, così come il resto del Paese, veniva travolto da un evento inaspettato e inimmaginabile: la pandemia di Covid-19. Le misure prese per affrontare l'emergenza finivano pertanto per sconvolgere le vite delle persone, con effetti su ogni aspetto della loro quotidianità. Anche per il mondo del lavoro, dunque, le conseguenze sono state durissime. A fotografarle è l'Osservatorio del mercato del lavoro.

 

Nel periodo compreso tra il marzo 2020 e il febbraio 2021 gli occupati sono drasticamente calati. L'arrivo della pandemia e i successivi lockdown regionali, nazionali e internazionali hanno causato gravissime turbolenze che per il mercato del lavoro altoatesino non erano affatto abituali. A un anno di distanza, le difficoltà non appaiono tuttavia ancora superate, nonostante il vaccino abbia cominciato a immunizzare sempre più persone.

 

Con l'individuazione della variante inglese, contraddistinta per una maggiore velocità di propagazione, la Provincia ha deciso di imporre nuovamente un lockdown severo, complicato in taluni contesti territoriali dalla rilevazione di una mutazione ancora più preoccupante, quella sudafricana. L'occasione di queste chiusura, dunque, è stata colta dall'Osservatorio mercato del lavoro della Ripartizione lavoro per presentare lo sviluppo del settore negli ultimi 12 mesi.

 

Nell'ultimo anno c'è da registrare un calo del 6% nel numero di occupati, con gennaio e febbraio di quest'anno che sono stati i mesi peggiori con un -10% - riassume il direttore della Ripartizione Stefan Lutherla maggior parte dei posti di lavoro sono stati persi nella ristorazione e negli alberghi, nelle attività connesse e nei settori ad alta intensità di contatto. Tuttavia, e questo è di particolare importanza per il futuro, il mercato del lavoro altoatesino è stato molto reattivo negli ultimi mesi. I valori medi nascondono sviluppi notevolmente dinamici che danno certamente motivo di speranza”.

 

I dati aggiornati dell'Osservatorio del mercato del lavoro mostrano la stabilità del settore manifatturiero, che impiega attualmente 250 dipendenti circa in più rispetto a un anno fa. Simile la situazione nel comparto dell'edilizia e nell'occupazione agricola, così come nel settore socio-sanitario. L'aumento numerico dei contratti a tempo indeterminato e il dimezzamento della forza lavoro senza residenza in Alto Adige nelle prime settimane dell'anno 2021 appaiono, secondo i dati dell'Osservatorio, notevoli.

 

Naturalmente la situazione nel settore alberghiero e della ristorazione, così come i settori di filiera che dipendono da esso, è impressionante – prosegue Luther – dal punto di vista della politica del lavoro il cambiamento può essere gestito se in Alto Adige vengono rafforzati gli strumenti collaudati come la consulenza, il sostegno alle aziende nel reclutamento, la mediazione e l'accompagnamento alla formazione continua. È molto probabile che si possa assistere a spostamenti tra settori e un mutamento nella scelta dell'occupazione. Sono convinto che il turismo continuerà a svolgere un ruolo centrale in futuro e ad offrire posti di lavoro interessanti”.

 

“Le cifre dettagliate della Ripartizione lavoro sottolineano quanto sia importante il mix equilibrato di settori per il nostro mercato del lavoro – ha invece sottolineato l'assessore provinciale al Lavoro Philipp Achammer – non possiamo fare a meno di nessuno dei nostri settori. Tuttavia, la crisi attuale mostra in tutti i Paesi europei che la struttura economica e occupazione sta cambiando. Dobbiamo affrontare questo sviluppo, non possiamo limitarci a conservare le strutture. Come assessore all'Economia e al Lavoro è fondamentale per me sostenere nel miglior modo possibile sia le aziende che i dipendenti in questo necessario cambiamento. Le misure future saranno orientate a questo scopo”.

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