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Mondo del turismo invernale in crisi, in arrivo aiuti per i lavoratori stagionali e a tempo determinato. Ecco i criteri

La giunta provinciale ha rivisto i criteri di attualizzazione dell’assegno unico provinciale.  I sussidi, che si configurano come sostegno al reddito e non come ammortizzatore sociale saranno erogati a partire da aprile e per tre mesi

Pubblicato il - 13 febbraio 2021 - 16:17

TRENTO. Un potenziamento negli aiuti per le tante famiglie dei lavoratori a tempo determinato, stagionali e e somministrati rimasti senza lavoro durante la stagione invernale 2020/2021. Ad annunciarlo è stata la Provincia di Trento.

 

Ora che il Trentino si appresta a finire in “zona arancione” e che gli impianti sciistici sono costretti a prolungare la chiusura, la giunta provinciale ha rivisto i criteri di attualizzazione dell’assegno unico provinciale. L'assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli ha spiegato che “Il comparto turistico ha subito la cancellazione di buona parte della stagione invernale che garantisce l’occupazione a migliaia di cittadini e trentini. A fronte dell’emergenza occupazionale abbiamo deciso di estendere il prima possibile le misure, che rappresentano un sostegno al reddito, alle famiglie di lavoratori di questo comparto”. I sussidi, che si configurano quindi come sostegno al reddito e non come ammortizzatore sociale saranno erogati a partire da aprile e per tre mesi.

 

La modifica dell’attualizzazione dell’assegno unico è stata possibile mediante l’approvazione di due delibere. In sintesi, la prima delibera è intervenuta sul regolamento di attuazione dell’assegno unico, elevando da 0,16 a 0,18 i limiti d’accesso, riferiti all’indicatore Icef.

 

Grazie alla seconda delibera, la giunta ha modificato i criteri di attuazione dell’assegno unico, con cui si sono individuati le tipologie di lavoratori e si sono stabiliti i criteri di calcolo del beneficio.

 

I nuovi criteri all'Assegno unico riguardano in particolare il modo di valutare il reddito familiare e il patrimonio familiare per tener conto del peggioramento della condizione economica attuale, causato dalle difficoltà di lavorare in questo periodo. Possono così accedere i nuclei familiari in cui uno o più componenti:

- siano stati lavoratori a tempo determinato, stagionali o somministrati, che nel periodo 1° dicembre 2019 – 29 febbraio 2020 abbiano maturato almeno due mesi (8 settimane) di copertura previdenziale, mediante versamenti previdenziali obbligatori per effetto di attività lavorativa subordinata; 

- nel periodo 1° dicembre 2020 – 14 febbraio 2021 non abbiano lavorato;

Al momento della presentazione della domanda non sono occupati, non percepiscono pensione, e non percepiscono Naspi o il cui nucleo familiare non sia beneficiario della quota A dell’assegno unico calcolata in base alla precedente attualizzazione.

Ai fini del calcolo della condizione economica sono conteggiati gli indennizzi previsti dai decreti ristori già erogati (2 mila euro) e quelli che si presume saranno erogati da qui a giugno (altri 2 mila euro).

Tra le condizioni di ammissibilità all’assegno unico rientra anche il patrimonio immobiliare diverso dall'abitazione di residenza che, fino ad una franchigia di 50 mila euro, non viene valutato a meno che non produca reddito per la famiglia. In questo caso si considerano i canoni di locazione percepiti negli ultimi due mesi.

I depositi e risparmi familiari sono valutati in base alla media degli ultimi tre mesi, mentre i titoli sono valutati in base alla consistenza risultante alla fine del mese precedente o all'ultimo rendiconto disponibile.  Anche in questo caso è prevista una franchigia di 5 mila euro.

L’'importo dell’assegno unico provinciale che potrà essere corrisposto ai nuclei familiari interessati all’attualizzazione, è variabile da 950,00 a 150,00 euro mensili, a seconda dell’indicatore Icef e della composizione del nucleo familiare.

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