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Nuovo biodigestore a Porte di Rendena, il Comune: ''Non c'è una richiesta ufficiale e servirebbe una deroga al Prg. Daremo puntuale informazione alla popolazione''

Il tema è quello della costruzione di un biodigestore sul territorio di Porte di Rendena, un progetto portato avanti dall’azienda di Elio Valentini e della società Srl Rendena Organic di Pinzolo. Si tratterebbe di un impianto anaerobico ad alta efficienza con tecnologia a solido per la rigenerazione biologica di reflui e di letame zootecnico

Foto di repertorio
Di L.A. - 18 maggio 2021 - 12:41

PORTE DI RENDENA. "Sappiamo di un interesse privato alla realizzazione di questo impianto, ma in Comune non è ancora pervenuto alcun progetto né è stata depositata alcuna richiesta formale". Queste le parole di Federico Dallavalle, vice sindaco e assessore all'urbanistica. "E' invece arrivata una mail con una breve relazione illustrativa, che riferisce inoltre dell'ottenimento di un parere positivo da parte del Cup-Commissione provinciale per l’urbanistica e il paesaggio".

 

Il tema è quello della costruzione di un biodigestore sul territorio di Porte di Rendena, un progetto portato avanti dall’azienda di Elio Valentini e della società Srl Rendena Organic di Pinzolo. Si tratterebbe di un impianto, di Future Power, anaerobico ad alta efficienza con tecnologia a solido per la rigenerazione biologica di reflui e di letame zootecnico.

 

Il biodigestore dovrebbe portare la stalla di Valentini a cancellare i problemi di odori nello smaltimento. Un impianto di trattamento letame che dovrebbe generare energia pulita da fonte rinnovabile che può essere immessa nella rete per la parte non utilizzata dall'azienda. Il costo si aggirerebbe intorno a 1 milione e 300 mila euro e il costruttore stima una redditività in grado di ripagare la struttura in 4 anni, che dovrebbe restare di proprietà di Valentini e della società di Pinzolo. 

 

"Abbiamo formulato - evidenzia il vice sindaco - una richiesta formale di copia al servizio provinciale e non è ancora pervenuto alcun documento". Il Comune non chiude a questa ipotesi, ma si è attivato per acquisire tutte le informazioni in quanto ci sono diversi nodi da sciogliere.

 

"Vogliamo conoscere le caratteristiche di un tale progetto e la sua fattibilità. Elemento fondamentale, poi, è che nell’attuale piano regolatore non sono previste aree destinate a questo tipo di insediamenti, dunque prima di qualunque lavoro in tal senso, sarebbe necessaria una deroga urbanistica. Il Comune approfondirà la tematica, ma è quanto meno prematuro dare per certa la realizzazione di un biodigestore. Daremo costante e puntuale informazione alla popolazione, con la quale sicuramente non mancheremo di confrontarci prima di assumere una posizione in merito per quanto di competenza", conclude Dallavalle.

 

 

 

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