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Riforma pubblica amministrazione, i sindacati trentini: ''La Pat ha perso oltre 12 mesi. Un accordo così qui era stato firmato un anno fa per puntare sull'innovazione''

A palazzo Chigi il governo e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il "Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale". Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Giuseppe Pallanch (Cisl Fp): "Spiace dover riconoscere che la nostra Provincia abbia invece rinunciato alle prerogative proprie dell’Autonomia, tra cui sperimentare soluzioni tanto efficaci quanto all'avanguardia"

Pubblicato il - 11 marzo 2021 - 12:44

TRENTO. "Il Trentino ha sprecato tempo e opportunità di essere innovativa in tema di lavoro pubblico". Queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Giuseppe Pallanch (Cisl Fp). "La scelta della Provincia è stata quella di non onorare il Protocollo d'intesa tra Pat e Confederazioni Cgil, Cisl  e Uil del Trentino che anticipava quanto previsto a livello nazionale".

 

A palazzo Chigi il governo e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il "Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale", un segnale di apertura a una stagione di concertazione e di condivisione responsabile degli obiettivi e degli strumenti per una efficace riforma della Pubblica amministrazione. Un piano inserito nelle azioni di ripartenza per uscire dalla crisi causata dall'emergenza sanitaria Covid-19.

 

"Si tratta di un accordo storico. E' una fase delicata e spiace dover riconoscere che la nostra Provincia abbia invece rinunciato alle prerogative proprie dell’Autonomia, tra cui sperimentare soluzioni tanto efficaci quanto all'avanguardia - aggiungono Diaspro e Pallanch – e abbia preferito, proprio in tema di lavoro pubblico, sospendere l’applicazione del protocollo del 13 gennaio 2020, con l’alibi dell’incertezza delle risorse nazionali. Un tratto distintivo, quello della gestione autonoma, che ha sempre posizionato il Trentino in posizione privilegiata nell'affrontare e risolvere problemi". 

 

L'Accordo prevede un nuovo sistema contrattuale che si avvicina a quello privatistico, dal diritto “soggettivo” e permanente alla formazione alla contrattualizzazione del lavoro agile. Una nuova classificazione del pubblico impiego, sostenuta da risorse economiche aggiuntive, che include nuove importanti professionalità ma riconosce anche le competenze e il ruolo svolto dei dipendenti senza incarichi formali. Innovazione digitale, centralità dei sistemi di partecipazione sindacale, permessi e sostegni alla genitorialità.

 

"Tante di queste iniziative rientravano in quel Protocollo d'intesa - dicono i segretari di Fp Cgil e Cisl Fp - poi chiuso nel cassetto dal presidente Maurizio Fugatti. Sono andati persi oltre 12 mesi, un'opportunità sprecata per dimostrare il valore dell'Autonomia, la capacità del nostro territorio di saper prevedere circuiti virtuosi per valorizzare il capitale umano e la pubblica amministrazione. Questo comparto rappresenta inoltre il principale campo di azione per garantire interventi efficaci anche nel settore privato".

 

L’Accordo prevede un ampio capitolo dedicato ai rinnovi contrattuali ed al superamento dei vincoli di spesa per la contrattazione decentrata, risorse aggiuntive per la revisione dei sistemi di classificazione, la disciplina per via contrattuale del lavoro a distanza che esce dalla fase emergenziale, la formazione continua e la riqualificazione del personale diventano diritto/dovere.

 

I fabbisogni del personale verranno adeguati alle nuove professionalità e alle competenze richieste, ma si valorizzeranno anche le competenze e le specifiche professionalità acquisite da chi è già nella P.A. Vengono infine implementati gli istituti di welfare contrattuale, soprattutto a sostegno dei genitori, con misure che integrano e implementano le prestazioni pubbliche.

"Adesso la Provincia guidata da Fugatti non ha più scuse. E' ora di convocare un tavolo per delineare il cronoprogramma di quelle azioni che da mesi e in tempi non sospetti avevamo già chiesto. E' stato perso abbastanza tempo, adesso bisogna rimettersi in marcia", concludono Diaspro e Pallanch.

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