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Caro energia, le cartiere rischiano lo stop: “Molti stabilimenti hanno rallentato la produzione, a rischio anche l’approvvigionamento delle materie prime”

L’allarme della Federazione Carta Grafica: “Molti dei nostri stabilimenti cartari hanno annunciato rallentamenti se non veri e propri fermi produttivi, inoltre c’è il rischio di inceppamento delle catene di approvvigionamento delle materie prime”

Di T.G. - 22 marzo 2022 - 18:54

TRENTO. Con un giro d’affari di quasi 22 miliardi di euro, generati nel 2020 da oltre 17.000 aziende, la Federazione Carta Grafica si conferma uno dei principali attori della manifattura italiana. Ciononostante nemmeno questo colosso è immune all’aumento dei costi dell’energia. Infatti, oltre ai costi energetici che stanno fermando le cartiere italiane (Assocarta) e la conseguente scarsità di carta che raggiunge la trasformazione e gli stampatori (Assografici), sono a rischio anche le catene di approvvigionamento delle materie prime, semilavorati e semi-conduttori per il comparto dei costruttori di macchine per la stampa e la trasformazione (Acimga).

 

“Molti dei nostri stabilimenti cartari – afferma Massimo Medugno direttore generale della Federazione Carta Grafica – hanno annunciato rallentamenti se non veri e propri fermi produttivi. Vista la situazione critica, che già registriamo da mesi, abbiamo più volte denunciato il rischio della continuità produttiva su tutta la filiera a valle. A ciò si aggiunge oggi il rischio di inceppamento delle catene di approvvigionamento delle materie prime, semilavorati e semi-conduttori per il comparto dei costruttori di macchine per la stampa e la trasformazione”.

 

Semplificando i produttori di macchine per la stampa e la trasformazione faticano a consegnare nei tempi e ai prezzi contrattuali, chi acquista macchine ha difficoltà nel reperire la carta per stampare e produrre, per esempio, imballaggi e il consumatore finale si troverà in tempi brevi a pagare un prezzo più alto. La situazione è seria anche in Trentino. La Cartiera di Villa Lagarina, per esempio, nei giorni scorsi ha sospeso la produzione proprio a causa dei costi energetici troppo elevati.

 

“Relativamente agli approvvigionamenti – afferma Andrea Briganti direttore generale di Acimga – prevediamo ulteriori difficoltà nel reperire materie prime, semilavorati e semi-conduttori. Questo si tradurrà nella possibile e concreta impossibilità per le aziende italiane di perorare le tempistiche previste dai contratti di fornitura sottoscritti. In una fase di questo tipo le problematiche evidenziate sono globali e valgono anche per i competitori europei”.

 

I processi inflattivi sui costi delle materie prime hanno subito una accelerazione del tutto straordinaria e non prevista dovuta a un altrettanto imprevisto fenomeno globale quale quello del conflitto Russia-Ucraina, del tutto assimilabile a una causa di forza maggiore. “Seppur nella volontà di dare seguito alle tempistiche previste nei contratti e alle politiche commerciali di pricing contrattuale, oggi le nostre imprese non riescono a garantire tempi e costi certi per cause non dipendenti dalla loro volontà ma da processi globali” conclude Briganti.

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