Caro energia, prezzi alle stelle. La Cartiera di Villa Lagarina sospende l'attività: ''Troppo alto il prezzo del gas''. Se non migliorerà richiesta cassa integrazione per i dipendenti
Il gruppo Pro-Gest ha deciso di fermare tutte le cartiere presenti in Italia perché i costi energetici sono insostenibili. "Chiediamo alle istituzioni di intervenire per salvaguardare interi comparti produttivi, messi oggi fuori mercato da un aumento incontrollato dei costi"

TRENTO. I costi energetici troppo elevati e il rincaro che sta subendo il gas ha reso la situazione davvero insostenibile. La Cartiera di Villa Lagarina ha sospeso nelle scorse ore la propria attività.
La scelta è arrivata dal gruppo di riferimento il “Pro-Gest” di Ospedaletto di Istrana in provincia di Treviso, che ha deciso di fermare la produzione in tutte le sei cartiere in Italia. "Vendiamo la carta a 680 euro a tonnellata ma per produrla oggi occorrono 750 euro soltanto per il gas" ha spiegato ai mass media il presidente del gruppo Bruno Zago.
Il gruppo impegna 400 dipendenti, in Trentino circa 100/150. Se nell'arco di qualche giorno la situazione non vedrà un miglioramento, il gruppo procederà alla richiesta di cassa integrazione di tutti i dipendenti impegnati in Italia.
"E' un momento di straordinaria e drammatica criticità – spiega la famiglia che gestisce il gruppo - che vogliamo superare quanto prima. Stiamo monitorando da vicino la situazione della guerra e siamo profondamente addolorati per il popolo ucraino, auspicando una soluzione immediata del conflitto armato. Anche a causa di queste gravi tensioni, il prezzo del gas naturale oggi è di oltre dieci volte superiore rispetto a dodici mesi fa ed è triplicato in poco più di una settimana. Ci auguriamo sinceramente di poter riprendere la produzione non appena le condizioni lo consentiranno e chiediamo alle istituzioni di intervenire per salvaguardare interi comparti produttivi, messi oggi fuori mercato da un aumento incontrollato dei costi".
Una notizia che segue quella già data legata all'aumento dei costi energetici. E' quella che riguarda Levico Terme che a causa della pandemia e dei prezzi dell'energia schizzati alle stelle si è trovata nella condizione di dover rinunciare al progetto del Medical Wellness Spa così come configurato nell’offerta di project financing che era risultata aggiudicataria nel 2020. (QUI L'ARTICOLO)
“Dopo un’attenta analisi della situazione attuale, tenendo conto anche delle insostenibili condizioni poste dalle compagnie assicurative che avrebbero dovuto garantire le cauzioni previste dalla normativa sugli appalti, abbiamo capito che saremmo andati verso un rilevante peggioramento del piano economico e finanziario del progetto, con un aumento dell’indebitamento e rischi in capo a tutti i soci della società”, ha evidenziato la presidente delle Terme di Levico.












