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| 08 mar 2022 | 08:20

Dalla pandemia Covid ai costi di costruzione e dell'energia alle stelle, lo stabilimento di Levico Terme costretto a rinunciare al Medical Wellness Spa

Il progetto, attraverso un investimento di oltre 10 milioni di euro, avrebbe dovuto qualificare maggiormente l’offerta dell’istituto termale. “Dopo un’attenta analisi della situazione attuale, tenendo conto anche delle insostenibili condizioni poste dalle compagnie assicurative, abbiamo capito che saremmo andati verso un rilevante peggioramento del piano economico e finanziario, con un aumento dell’indebitamento e rischi in capo a tutti i soci della società”

di Redazione

TRENTO. Da un lato la pandemia e dall'altro il contesto internazionale, i costi di costruzione e quelli energetici schizzati alle stelle. La Levico Terme Spa, che gestisce le Terme di Levico, si è trovata   nella condizione di dover rinunciare al progetto del Medical Wellness Spa così come configurato nell’offerta di project financing che era risultata aggiudicataria nel 2020. 

“Una scelta difficile, ponderata, per continuare a guardare al futuro alla luce dei nuovi scenari economici” viene precisato in una nota  fa Levico Terme.  Il contesto attuale, che sta rivoluzionando il mondo e mettendo in evidenza tutte le debolezze del sistema economico e di politica internazionale, viene spiegato “incide sulla nostra realtà territoriale e sulle scelte e strategie delle aziende che vi operano”.

Il progetto, attraverso un investimento di oltre 10 milioni di euro, avrebbe dovuto qualificare maggiormente l’offerta dell’istituto termale dal punto di vista del benessere e ampliare il bacino di utenza. La decisione è stata presa venerdì 25 febbraio dal Consiglio di Amministrazione della Società presieduto dalla presidente Donatella Bommassar e comunicata nell’ Assemblea dei Soci il 7 marzo. 

 

“Dopo un’attenta analisi della situazione attuale, tenendo conto anche delle insostenibili condizioni poste dalle compagnie assicurative che avrebbero dovuto garantire le cauzioni previste dalla normativa sugli appalti, abbiamo capito che saremmo andati verso un rilevante peggioramento del piano economico e finanziario del progetto, con un aumento dell’indebitamento e rischi in capo a tutti i soci della società”, ha evidenziato la presidente delle Terme di Levico. 

 

Con tale scelta la società vuole tutelare i propri soci, le Terme in quanto bene pubblico e punto di rifermento per il territorio della Valsugana da oltre 150 anni, oltre che l’Ente Pubblico che nel 2020, pochi giorni prima che scoppiasse la pandemia, aveva aggiudicato la gara di concessione, tramite finanza di progetto, dei servizi termali degli stabilimenti di Levico Terme e Vetriolo. “È un momento storico molto delicato e che ci obbliga ad una presa di coscienza e a un ripensamento dei progetti in termini numerici e dimensionali ma sempre nel solco del Medical Wellness, e gli investimenti effettuati nel corso del 2021 ne sono una testimonianza”, ha aggiunto il direttore Alì.

 

Le Terme di Levico hanno iniziato nel 2021 un percorso di rinnovamento con un’integrazione dell’offerta verso il Medical Wellness, il prolungamento della stagione termale (anche grazie al bonus terme), un rebranding della propria immagine, e una differenziazione dei canali di vendita, soprattutto per quanto riguarda la cosmesi (e-shop e Thermal Shop di P.zza Cesare Battisti). È stato investito, inoltre in sostenibilità ambientale con l’introduzione di un impianto di cogenerazione. Durante la stagione 2021 è stato recuperato il 50% in termini di utenze ed introiti rispetto al periodo pre-Covid e la previsione per il 2022 sarebbe di un’ulteriore crescita. 

 

“Il rischio di farsi male era troppo alto – ha concluso Alì - meglio fermarsi e non rischiare conseguenze negative anche sul tessuto economico locale ed attendere una nuova procedura di evidenza pubblica da parte della Provincia autonoma di Trento alla quale vanno comunque tutti i nostri ringraziamenti per il supporto e la fiducia accordataci sino ad oggi”. 

 

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