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Carovita, i sindacati: "Inflazione record in Trentino e la Giunta provinciale non fa nulla per aiutare le famiglie "

I sindacati ricordano che a luglio scorso, con un blitz un consiglio regionale la maggioranza di Svp e Lega approvò l'adeguamento delle indennità dei consiglieri regionali al costo della vita. "Oggi lavoratori e pensionati chiedono lo stesso trattamento. Senza provvedimenti in questo senso, quello dei politici tornerebbe ad essere un vergognoso privilegio" spiegano Cgil, Cisl e Uil 

Pubblicato il - 17 giugno 2022 - 17:58

TRENTO. “In questa situazione è letteralmente irresponsabile restare inerti e non garantire concrete misure tampone a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie”. Queste le parole che arrivano dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti in merito ai dati record dell'inflazione che si sono registrati sul nostro territorio.  

 

L'impennata del costo della vita continua e colpisce sempre di più le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate ed i pensionati e tutte le famiglie in Trentino, dove l'inflazione registrata a maggio ha raggiunto valori record, variabili a seconda degli indici tra l'8 e il 9% trainata dal caro energia i cui costi rispetto al maggio dello scorso anno sono saliti del 38%.

 

I sindacati puntano il dito contro l'immobilismo della Giunta Fugatti difronte ad una situazione del genere. “Questa Giusta – spiegano - dopo aver sbandierato ai quattro venti di volere aiutare 70mila famiglie colpite dall'inflazione galoppante ha oggi trasferito nelle tasche di lavoratori e pensionati una cifra irrisoria, poco più di un quinto dei 25 milioni di euro annunciati a marzo, per un totale di 16mila nuclei. Mentre la famiglie riducono i consumi, aumentando il rischio di far entrare anche il Trentino nella spirale della stagflazione, la Giunta esclude dai benefici approvati lo scorso maggio almeno 15mila famiglie con figli minori mentre è un totale fallimento la procedura informatica per fare accedere al bonus le famiglie non coperte dell'assegno unico”.

 

Cgil, Cisl e Uil, chiedono di modificare immediatamente la delibera di giugno per mettere nelle tasche delle famiglie le risorse già stanziate e finanziare, fin dall'assestamento di bilancio, nuovi interventi, anche strutturali, a favore delle famiglie più deboli, a partire da quelle con figli. Le risorse ci sono anche perché al bilancio della Provincia affluirà parte del gettito fiscale della tassa straordinaria sugli extraprofitti delle imprese energetiche.

 

“Chiediamo fin da subito un ampliamento del bonus provinciale per il caro energia – continuano i sindacati - ma vanno anche adottate misure strutturali, in primo luogo abbassando l'addizionale Irpef per i redditi più bassi, adottando una legge per garantire l'applicazione dei contratti collettivi nelle aziende che ricevono contributi pubblici e rivalutando l'assegno unico per recuperare l'inflazione reale. A questo proposito ricordiamo che a luglio scorso, con un blitz un consiglio regionale la maggioranza di Svp e Lega approvò l'adeguamento delle indennità dei consiglieri regionali al costo della vita. Oggi lavoratori e pensionati chiedono lo stesso trattamento. Senza provvedimenti in questo senso, quello dei politici tornerebbe ad essere un vergognoso privilegio".

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