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| 14 gen 2022 | 17:10

Covid, Confindustria: ''Il 7% dei lavoratori a casa per il contagio: picchi del 25% in alcune aziende. Regge l'energia, più in difficoltà l'alimentare''

Gli industriali hanno effettuato una ricognizione per comprendere gli impatti di questa fase dell'emergenza Covid sul tessuto economico del Trentino. A rispondere a Confindustria sono state circa 150 aziende: emerge una situazione molto eterogenea e che varia molto per le caratteristiche, per le dimensioni e per il settore: "Sopra il 10% molte imprese costrette a stop temporaneo della produzione''

TRENTO. Il 7% dei lavoratori delle imprese a casa per il Covid. E picchi che superano il 25% nelle aziende più piccole. A reggere il sistema dell'energia, mentre il settore più in difficoltà appare quello alimentare. Molte le imprese che hanno fissato come soglia il 10% per non avere ripercussioni sulla produzione. Questo un primo bilancio di Confindustria.

 

Gli industriali hanno effettuato una ricognizione per comprendere gli impatti di questa fase dell'emergenza Covid sul tessuto economico del Trentino. Una curva epidemiologia che si è alzata molto nelle ultime settimane con un'incidenza elevatissima sul territorio.

 

A rispondere a Confindustria sono state circa 150 aziende: emerge una situazione molto eterogenea e che varia molto per le caratteristiche, le dimensioni e il settore dell'impresa.

 

"Tra le principali preoccupazioni degli imprenditori interpellati - spiega Roberto Busato, direttore generale di Confindustria Trento - il fatto che alcune figure, particolarmente qualificate o in possesso di competenze specifiche per l’utilizzo dei macchinari, non possano essere sostituite temporaneamente. In molti casi, inoltre, ci vengono segnalati ritardi nell’esito dei tamponi di controllo per l’uscita dall’isolamento".

 

Suddividendo i risultati a seconda dei settori merceologici, si riscontrano sostanziali differenze in termini di percentuali di assenza: la media si attesta al 7% dei lavoratori delle imprese industriali con picchi importanti ma isolati che superano il 25% nelle realtà più piccole.

 

Il settore più colpito, con una media che supera il 14%, è quello alimentare. Manca circa il 10% del personale delle imprese della Carta, Grafica, Editoria e degli Impianti a Fune, ma anche della sezione Servizi alle Imprese Engineering e Finanza. Tra i settori per i quali l’incidenza dei contagi e delle assenze è invece minore: Energia e Servizi per l’ambiente (0,3%), Sistema Moda e Estrattive, Lapidei, Porfido e Materiali da Costruzione (3,8%).

 

Circa il 30% delle aziende prevede di diminuire la propria produzione a causa delle assenze che costringono a lavorare a regime limitato. Numerose aziende comunicano di avere fissato come soglia limite il 10%, oltre la quale dovranno prevedere lo stop temporaneo della produzione.

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