Le governance delle aziende invecchiano, Confindustria e i giovani: ''Crediamo nel ruolo sociale dell’impresa, che dopo famiglia e scuola, è palestra di vita e di crescita''
L'intervista a Zanetti, delegato del territorio di Alta e Bassa Valsugana, Bersntol, Tesino e Valle di Cembra, tra le pagine di "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento

TRENTO. "C'è un po' di sfiducia ma non ci si perde d'animo". A dirlo Alberto Zanetti, delegato del territorio di Alta e Bassa Valsugana, Bersntol, Tesino e Valle di Cembra per Confindustria. "Nel Trentino orientale le aziende rimangono dinamiche: investono nel 4.0, in ristrutturazioni, riorganizzazioni e ampliamenti".
E' un momento complesso per i settori produttivi. Le aziende hanno sofferto per due anni a causa dell'emergenza Covid, poi la ripresa e la nuova ondata di effetti negativi. "Ci era sembrato di potere riprendere fiducia e solidità - aggiunge Zanetti - poi è arrivato il problema dei costi energetici e dei costi delle materie prime in generale, e anche la guerra, con le ripercussioni che sta avendo e avrà anche nei confronti del nostro business locale".
Un tema è anche quello dell'inserimento dei giovani, la popolazione invecchia come la classe dirigente e la governance delle aziende. "Crediamo - spiega Zanetti - nel ruolo sociale dell’impresa, che dopo la famiglia e la scuola è essa stessa palestra di vita e occasione per la crescita personale, oltre che professionale, dell’individuo. Per questo, cerchiamo di creare per i giovani le migliori condizioni di ingresso, e li accompagniamo, tra le altre cose, anche nell’apprendimento del senso di responsabilità, delle regole e dei modelli di comportamento
L'intervista a Zanetti, delegato del territorio di Alta e Bassa Valsugana, Bersntol, Tesino e Valle di Cembra, tra le pagine di "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento.
Generazioni, impresa e territorio
Intervista ad Alberto Zanetti, delegato del territorio di Alta e Bassa Valsugana, Bersntol, Tesino e Valle di Cembra.
Alberto Zanetti, il mondo sembra ogni giorno più piccolo. Qualsiasi ragionamento di carattere locale non po’ prescindere dalla considerazione dell’impatto delle dinamiche globali: geopolitiche, economiche, ambientali… Partiamo, necessariamente, da qui.
Stiamo attraversando un periodo molto strano. Le aziende hanno sofferto per due anni a causa della pandemia: evento straordinario, improvviso e dirompente che ha messo a dura prova tutte le imprese, e così anche il nostro lavoro.
Nel momento in cui, sull’onda di una ripresa generale e di un trend di medio-lungo periodo positivo, ci era sembrato di potere riprendere fiducia e solidità, arriva questa nuova ondata di effetti negativi: prima il problema dei costi energetici e dei costi delle materie prime in generale, e ora anche la guerra, con le ripercussioni che sta avendo e avrà anche nei confronti del nostro business locale. Gli imprenditori che incontro sono sfiduciati: hanno la sensazione di essere tornati a due anni fa, di essere in balìa di eventi incontrollabili e di avere pochi strumenti per reagire in maniera efficace.
Ciò detto, ho anche la percezione che i nostri associati non si perdano mai d’animo: anche nel nostro Trentino orientale le aziende rimangono dinamiche: investono in 4.0, in ristrutturazioni, riorganizzazioni, ampliamenti.
E in effetti il lavoro, nonostante tutto e ancora oggi, non mancherebbe.
La situazione è decisamente paradossale. In questi mesi, in molti abbiamo lavorato moltissimo.
Ma chi ha acquisito commesse e ordinativi è ora in difficoltà perché fa fatica a scaricare sui propri clienti gli aumenti delle forniture. E non è questo il solo, grosso problema. Perché con le materie prime che non si trovano e i ritardi nelle consegne, l’imprenditore non deve soltanto gestire costi elevatissimi e non preventivati: c’è il rischio che i clienti possano applicare penali o contestazioni per inadempienze contrattuali. Come si dice: il danno e la beffa insieme.
Nonostante le difficoltà, e forse anche in qualche misura rafforzate dalla complessità presente, anche le attività associative sul territorio di riferimento hanno mantenuto ritmo e contenuto.
Così è. Il gruppo di imprenditori di questa zona ha sempre mantenuto particolare vitalità nella relazione e nello scambio, nella partecipazione e nella promozione di iniziative dedicate, con particolare riguardo a temi trasversali e di interesse condiviso.
Negli ultimi tempi abbiamo organizzato alcune tavole rotonde: sul cambiamento nella gestione del personale, sulla gestione dell’aumento dei costi energetici. A maggio ci concentreremo sull’argomento caldissimo del passaggio generazionale: un aspetto fondamentale, perché riguarda la sopravvivenza dell’azienda stessa, che tutti conoscono ma nessuno vuole affrontare, quasi si tratti di una specie di tabù.
Invecchia la popolazione, e invecchia anche la governance delle nostre aziende: nei giorni scorsi, una statistica riportata dal Corriere del Trentino mostrava come, tra il 2012 e il 2021, il numero degli over 60 presenti in azienda e con cariche sia aumentato del 30%, laddove il numero degli under 30 si è ridotto del 5%. Il nostro intento è di sensibilizzare sia i senior che gli junior su un aspetto che deve essere gestito in maniera pragmatica e oggettiva, perché si tratta di una vera e propria scelta strategica aziendale.
Le vostre iniziative associative prestano particolare attenzione all’aspetto relazionale: sia che si parli delle dinamiche interne a ogni singola organizzazione, sia che si tratti delle sinergie tra gli attori del territorio.
Collaborazioni, dinamiche di rete e sinergie tra gli attori del settore economico, sociale, culturale delle nostre valli sono un aspetto connaturato.
Vale la pena di evidenziare in particolare i rapporti con il mondo della formazione e in generale il tema dell’inserimento dei più giovani in azienda. Al di là delle prassi in essere, per le quali non possiamo che esprimere entusiasmo e soddisfazione, mi piace valorizzare lo spirito con il quale noi imprenditori viviamo l’assunzione di ogni giovane collaboratore.
Crediamo fortemente, anche su questo versante, nel ruolo sociale dell’impresa, che dopo la famiglia e la scuola è essa stessa palestra di vita e occasione per la crescita personale, oltre che professionale, dell’individuo. Per questo, cerchiamo di creare per i giovani le migliori condizioni di ingresso, e li accompagniamo, tra le altre cose, anche nell’apprendimento del senso di responsabilità, delle regole e dei modelli di comportamento. Riconoscere i segni di questo percorso di crescita e cambiamento è di soddisfazione anche per la proprietà, e dà in generale il senso del valore dell’esperienza del lavoro.












