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Nell’Alto Garda gli appartamenti turistici “fantasma” fanno scoppiare l’emergenza casa: “In Itea già 15 sfratti”. Il Pd: “Alloggi sottratti a residenti e lavoratori”

Negli ultimi giorni sono stati eseguiti 15 sfratti dalle case Itea ma nell’Alto Garda il mercato immobiliare è “gonfiato” dagli appartamenti per turisti, non tutti però risultano registrati. Zanoni (Pd): “Si tolgono alloggi a residenti e lavoratori, inoltre ci perde pure il Comune per via dei mancati introiti sulla tassa di soggiorno”

Di Tiziano Grottolo - 07 aprile 2022 - 12:58

RIVA DEL GARDA. La fine del 2021 ha conciso con il termine del blocco sugli sfratti rinnovato più volte dal Governo di Roma durante l’emergenza pandemica. La Corte di Cassazione però non ha ammesso nuove proroghe pertanto dal gennaio 2022 si è rimessa in moto la macchina delle esecuzioni forzate. Eppure tra la crisi provocata dal Covid-19 e l’aumento delle bollette sono cresciute anche le famiglie che si trovano in difficoltà economiche e faticano a pagare l’affitto. Questo fenomeno si avverte in particolare in quei comuni a forte vocazione turistica dove il mercato degli immobili è “gonfiato” dalla possibilità di affittare a chi arriva per le vacanze e di norma può permettersi di pagare di più.

 

“Nell’Alto Garda – spiega la vicesindaca di Riva con delega alle politiche sociali Silvia Betta – esiste una fascia di popolazione che si trova in un limbo perché fatica a reperire un’abitazione. Queste persone non riescono ad accedere agli alloggi Itea ma allo stesso tempo il loro reddito non gli consente comunque di pagare un affitto nel libero mercato”.

 

Attualmente nella zona dell’Alto Garda e Ledro, che comprende i comuni di Riva, Arco, Dro, Ledro, Nago-Torbole e Drena, sono 514 i cittadini in lista nelle graduatorie Itea. Considerando sempre l’intero ambito territoriale, nei giorni scorsi, per alcuni alloggi Itea sono state eseguite 15 procedure di sfratto. “Si tratta di procedure che hanno riguardato degli appartamenti a uso emergenziale – prosegue Betta – che erano stati assegnati a persone che venivano da una situazione di forte disagio sociale e che in virtù di questa condizione, come prevedono le procedure, avevano bypassato le graduatorie”.

 

Questi appartamenti, in genere, vengono assegnati con un contratto triennale, rinnovabile una volta e in via eccezionale prolungabile di un ulteriore anno. “Alcune famiglie hanno risolto lo stato di emergenza, altre dovevano riconsegnare l’alloggio perché lo occupavano dal 2013 ma in virtù del blocco degli sfratti erano potute rimanere. Questi ultimi sono i casi più difficili – sottolinea la vicesindaca – perché in zona non ci sono appartamenti. In queste situazioni intervengono i servizi sociali ma i nuclei famigliari rischiano di essere temporaneamente separati per essere assegnati agli alloggi d’emergenza”.

 

Al momento Itea sta sistemando 76 appartamenti ma soltanto una ventina saranno consegnati nel breve periodo, altri 10 saranno pronti per la fine dell’anno mentre i rimanenti andranno in appalto nel 2023. In altre parole ci sono delle difficoltà oggettive nel mettere sul mercato alloggi a un canone accessibile. Acquistare o prendere in affitto un appartamento nell’Alto Garda ha dei costi proibitivi.

 

Come evidenziato da “Casa Oggi”, la pubblicazione curata dalla Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari che ogni anno fotografa l’andamento delle compravendite immobiliari e degli affitti in provincia di Trento, i prezzi degli appartamenti e degli affitti sono aumentati. Nel giro di 4 anni i nuovi appartamenti costruiti nelle zone più pregiate di Riva sono passati da 3.200 a 3.800 euro al metro quadro. Un incremento che sfiora il 19%. La situazione è pressoché identica nelle zone periferiche dove le nuove case sono passate da 2.650 a 2.950 euro al metro quadro. Non va meglio negli altri comuni della zona. Facendo qualche ricerca sui siti delle agenzie immobiliari ci si accorge subito che questi dati sono persino sottostimati: la case in affitto sono poche e i prezzi sempre molto alti.

 

La situazione è così grave che il problema degli alloggi si ripercuote pure sul settore della ristorazione che anche per questo motivo fatica a reclutare stagionali. Come raccontava a Il Dolomiti Paolo Turrini, presidente dell’associazione ristoratori Alto Garda e Ledro, alla difficoltà di individuare stagionali formati si aggiunge quella di trovar loro una sistemazione. “Le possibilità di trovare gli alloggi per il personale sono prossime allo zero, la ricezione è fortemente orientata all’ospitalità e per questo il reperimento di appartamenti, anche a lungo termine, diventa sostanzialmente impossibile”.

 

Come se non bastasse c’è anche un altro problema che riguarda gli alloggi turistici, molti dei quali sembrano sfuggire ai censimenti. Come evidenzia Alessio Zanoni, consigliere comunale del Partito Democratico che siede fra i banchi dell’opposizione, stando ai dati dell’Azienda per il turismo locale, nella scorsa stagione, i pernottamenti negli appartamenti turistici a Riva del Garda sono stati 45.405 a fronte di soli 1.488 posti letto dichiarati. “Con un rapido calcolo – afferma Zanoni – significa che il singolo letto è occupato per 30 giorni l’anno, questi dati però non possono essere presi per buoni”.

 

I numeri sulle presenze alberghiere dicono che nel 2021 i pernottamenti sono stati 864.565 su 6.232 posti letto, ciò significa che in media l’occupazione annua è stata di 138 giorni. “I due dati vanno a braccetto – ricorda Zanoni – quando Riva è piena lo è sia per gli alberghi che per gli appartamenti”. Per avanzare delle ipotesi sulla reale entità degli alloggi per turisti il consigliere Dem non ha fatto altro che applicare l’occupazione annua degli alberghi ai posti letto dichiarati per gli appartamenti turistici. “Con questo raffronto si può supporre che le presenze negli appartamenti siano circa 205mila e non 45mila come emerge dai dati dell’Apt”.

 

I problemi legati alla presenza di questi “alloggi fantasma” sono molteplici. “Potrebbe essere sintomo che esiste una forte evasione fiscale – punta il dito Zanoni – ma così si tolgono appartamenti a residenti e lavoratori, inoltre ci perde pure il Comune per via dei mancati introiti sulla tassa di soggiorno. Ma il problema principale resta quello delle fasce deboli che non riescono a reperire alloggi per il nucleo familiare”. Se questi calcoli fossero confermati al Comune di Riva verrebbero a mancare circa 91mila euro.

 

Nell’Alto Garda dunque esiste una vera e propria emergenza casa. Il comune di Riva dal canto suo sta cercando di trovare risposte per agevolare la ricerca di appartamenti. “Il problema è stato affrontato nell’ultimo tavolo di lavoro in Comunità di valle – dichiara la vicesindaca Betta – nel frattempo stiamo cercando di aumentare il numero degli alloggi a canone concordato”. Con questi particolari contratti sia chi affitta che gli inquilini ricevono dei vantaggi fiscali così questi contratti diventano più appetibili.

 

Sono 58 gli alloggi affittati a canone concordato – dice Betta – a cui vanno aggiunte 5 nuove adesioni che arrivando in un momento come questo rappresentano comunque un buon risultato”. Dall’autunno scorso l’Amministrazione di Riva del Garda ha fatto partire un progetto, in collaborazione con la Cooperativa Arcobaleno, che ha coinvolto 5 appartamenti di proprietà comunale che erano inutilizzati. “È un progetto sociale pensato per piccoli nuclei famigliari che punta a far si che le persone che partecipano possano acquistare una certa autonomia economica in modo da poter poi accedere al libero mercato”.

 

La strada però è in salita. “Il Comune da solo non può gestire l’emergenza abitativa – conclude Betta – quello che possiamo fare è offrire progetti specifici ma poi servirà un intervento più ampio e strutturale”. In attesa di soluzioni però, i cittadini devono fare i conti con la realtà: nei prossimi giorni nelle case Itea saranno eseguito altri 5 sfratti.

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