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"In Trentino i prezzi delle abitazioni e gli affitti sono troppo alti", Zanella alla Pat: "Garantire il diritto alla casa"

Il consigliere di Futura Zanella esorta la Pat a elaborare un piano per garantire il diritto alla casa: "Aumento significativo di persone e famiglie in difficoltà, fasce più fragili all’interno del ceto medio. La Provincia deve sbloccare le ristrutturazione di Itea e rivedere gli indicatori di reddito che danno accesso all’integrazione all’affitto"

Di F.C. - 22 febbraio 2022 - 13:28

TRENTO. “Nella nostra Provincia i prezzi delle abitazioni e degli affitti sono già di gran lunga più alti che altrove”, parla così il consigliere di Futura Paolo Zanella che esorta la Pat a elaborare un piano per garantire il diritto alla casa. “La situazione economica contingente ci parla di stipendi fermi - prosegue - in un contesto di aumento dell’inflazione che riguarda in particolare il nostro territorio”. A tutto ciò “si aggiunge anche l’impennata dei costi per le bollette, che mette in difficoltà tante persone nel far fronte a un affitto”.

 

Questa congiuntura economica, secondo Zanella, “sta acuendo fortemente le diseguaglianze e sta creando un aumento significativo di persone e famiglie in difficoltà, anche in quelle dove le persone lavorano”. La classe media “si sta via via assottigliando e il rischio, soprattutto per i più giovani, è che si trovino nella necessità di andarsene per evidenti difficoltà a sostenere il tenore di vita”. 

 

In questo panorama ritorna quindi a essere centrale “la questione abitativa, visto l’aumento degli affitti delle case in particolare nei maggiori centri urbani, ma anche in quelli turistici, dove molte abitazioni disponibili sono utilizzate solo per affitti vacanze”. La Provincia “deve dare risposte al caro casa, pena l’acuirsi della crisi sociale e la non attrattività per i lavoratori, che sono ormai carenti in tanti settori”.

 

La situazione “è grave a partire dall’edilizia abitativa agevolata”. Moltissime famiglie infatti “stanno aspettando un alloggio Itea, ma la disponibilità è limitata a causa della necessità di ristrutturare gli alloggi di risulta. Parliamo di centinaia da sistemare e la mancanza di manodopera per farlo pare una scusa poco credibile: negli scorsi anni, prima del boom dell’edilizia, cosa è stato fatto?”.

 

A questo, prosegue il consigliere, si aggiungono “gli sfratti, sbloccati da inizio anno e che coinvolgono circa 300 famiglie”. Come Futura “avevamo proposto l’istituzione del fondo per la morosità incolpevole – sostiene Zanella – in ben due manovre finanziarie, ma la proposta non è stata accolta. Ora emerge anche il problema delle fasce più fragili all’interno del ceto medio, che non possono più permettersi un affitto alle cifre di mercato e che vanno sostenute maggiormente come abbiamo già chiesto”.

 

Alcuni Comuni “hanno cercato di rispondere alle difficoltà – dichiara – utilizzando parte dei fondi per le politiche sociali, ma deve essere la Provincia a sbloccare le ristrutturazione di Itea e a rivedere gli indicatori di reddito che danno accesso all’integrazione all’affitto, altrimenti non si riuscirà a porre argine all’impoverimento della nostra società”.

 

Manca perciò "un piano provinciale complessivo per rispondere a quanto emergeva già nel 2019, attraverso un lavoro d’indagine coordinato dall'Istituto di Statistica della Provincia di Trento e dall'allora Ufficio politiche della casa finalizzato a descrivere le caratteristiche dell’abitare in Trentino, che rilevava un forte disagio abitativo con diverse cause, quali le condizioni di deficit qualitativo degli alloggi, i processi di insicurezza occupazionale o relazionale, la trasformazione delle strutture familiari e sociali”. Un disagio perciò “considerato meritevole di risposte non univoche”. Queste risposte “non sono arrivate e quello che nel 2019 era un disagio ora rischia di diventare una vera e propria emergenza”.

 

Zanella ricorda l’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani, per cui “ogni individuo ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari”. Cosa confermata anche da una sentenza della Corte Costituzionale, conclude il consigliere, che riporta che “il diritto a un'abitazione dignitosa rientra, innegabilmente, fra i diritti fondamentali della persona”.

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