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Obbligo del Pos, bar e ristoranti: "Ci tolgano le spese di commissione sulle transazioni". Confesercenti: "Non siamo contrari all'utilizzo della moneta elettronica"

Dal 30 giugno scatteranno le sanzioni per commercianti e professionisti che non consentiranno ai propri clienti di pagare con carte di credito e bancomat. Peterlana: "Se un caffè lo si vende a 1 euro, a questo prezzo ci devo applicare non solo l'Iva al 10%, ma anche il costo della materia prima, il lavoro del personale e ora anche la transazione. Cosa ci rimane?"

Di Francesca Cristoforetti - 29 June 2022 - 19:34

TRENTO. Scatteranno da domani 30 giugno le sanzioni per commercianti e professionisti che non consentiranno ai propri clienti di pagare con Pos.

Confesercenti però non è d'accordo: "Se devono sanzionarci perché siamo obbligati a far pagare con la moneta elettronica che ci vengano tolte le spese di commissione sulle transazioni", dichiara Massimiliano Peterlana, presidente della Federazione italiana esercenti pubblici e turistici di Confesercenti del Trentino.

 

Questo obbligo era in realtà già stato introdotto nel 2014 con un decreto legge del Governo Monti, "con la sostanziale differenza da adesso che possiamo essere multati". Un costo, quello delle transazioni, che peserebbe molto soprattutto sui locali più piccoli: "La percentuale delle commissioni per le carte di credito si aggira intorno all'1-1,5% sul totale. Per quanto riguarda il Pos il costo è più basso, meno dell'1%. Ma se in un bar per esempio un caffè lo si vende a 1 euro, a questo prezzo ci devo applicare non solo l'Iva al 10%, ma anche l'acquisto della materia prima, il lavoro del personale e ora anche le spese di commissione. Cosa mi rimane?".

 

Da considerare anche l'affitto del dispositivo elettronico, che dipende "dal tipo di contratto che si ha con la propria banca, ma che spesso è a pagamento". Secondo Peterlana verrebbe avvantaggiato chi ha maggiori movimenti di denaro: "Il rischio è che si inizi a puntare molto di più sulla quantità piuttosto che sulla qualità per coprire questi costi che nell'immediato non verrebbero fatti pesare al cliente, ma che un domani potrebbero invece essere aggiunti ai prezzi del listino del menù".

 

Il provvedimento è entrato in vigore con 6 mesi di anticipo rispetto al previsto. "Che necessità c'era di farlo partire da ora, con l'aumento ingente dei costi di luce e gas che già ci sono stati negli ultimi mesi? Se si vuole imporre questa norma si pongano le stesse condizioni tra moneta elettronica e contanti o un tetto minimo di spesa".

 

Come pubblici esercizi in Trentino, conferma Peterlana, "a partire dal 2014 quasi la totalità di noi possiede il Pos, si può parlare del 90%. Meno utilizzato nelle zone di periferia, nella realtà più piccole. Da parte nostra c'è un maggiore irrigidimento e poca fiducia nello Stato che dovrebbe invece tutelarci". 

 

Anche a livello nazionale si esprime Confesercenti: "L’introduzione di sanzioni per chi non accetta pagamenti 'di qualsiasi importo' con carta e bancomat - dichiara - è un provvedimento inopportuno e iniquo per le imprese più piccole, per le quali il costo della moneta elettronica, soprattutto sulle transazioni di importo ridotto, è già molto elevato: circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo". 

 

Per queste imprese, "l’introduzione di sanzioni sembra un vero e proprio accanimento - dichiara Confesercenti - oltretutto poco utile alla causa della moneta elettronica, la cui adozione continua da anni a crescere ininterrottamente: tra il 2014 ed il 2021, anche senza multe, i Pos nelle imprese sono più che raddoppiati, passando da 1,8 a 4,1 milioni".

 

Una rivoluzione sostenuta a proprie spese dalle imprese, prosegue Confesercenti, che hanno accettato aggravi importanti, "con un costo medio legato all’utilizzo del Pos compreso fra l’1% della transazione per i Pos fissi e il 2,7% per quelli cordless di ultima generazione". Si tratta inoltre di "una spesa con natura regressiva, che tende ad aumentare al ridursi delle dimensioni dell’esercizio. In termini assoluti, il costo per l’esercente arriva fino a 1.081 euro, a seconda del tipo di dispositivo utilizzato e del relativo contratto, oltre che del volume delle transazioni".

 

Confesercenti precisa la sua posizione favorevole nell'incentivare l'utilizzo della moneta elettronica: "Un vantaggio per tutti, visti i rischi di sicurezza derivanti dalla gestione del contante - conclude - la strada da percorrere, però, non è quella dell’imposizione, ma della riduzione delle commissioni applicate per l’accettazione di carte di credito e di debito, che dovrebbero essere azzerate per importi fino a 50 euro. Va promossa, allo stesso tempo, la competizione tra carte di credito e di debito e i sistemi di pagamento tecnologicamente più evoluti, come quelli next-gen, il cui costo di utilizzo per gli esercenti è già oggi notevolmente inferiore, ma che rimangono ingiustamente esclusi dal provvedimento".

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