Pubblico impiego, la Cisl: ''Siamo in campagna elettorale e c'è corsa all'annuncio della politica: ma servono risposte all'inflazione e alla crisi''
Il segretario della Cisl Fp, Giuseppe Pallanch: "Comprendiamo che siamo nel periodo di campagna elettorale ma troviamo sbagliato la voglia della politica di veicolare a ogni costo intese, spesso conquistate con grandi lotte del sindacato e complicate trattative, come grandi risultati personali"

TRENTO. "C'è una corsa all'annuncio e nel comunicare procedure tecniche di contratti già firmati". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Comprendiamo che siamo nel periodo di campagna elettorale ma troviamo sbagliato la voglia della politica di veicolare a ogni costo intese, spesso conquistate con grandi lotte del sindacato e complicate trattative, come grandi risultati personali. È necessario a nostro avviso erogare gli emolumenti dovuti e sono inammissibili ritardi".
A preoccupare i sindacati è anche l'attuale contesto incerto tra emergenza Covid e il caro bollette con l'inflazione a livelli molto alti. "C'è un'erosione del potere di acquisto delle famiglie e questo genera un'ulteriore crisi al sistema. E' urgente rafforzare i salari trovando fin da subito le risorse per i rinnovo 2022/24. Non vorremmo che dopo questa smania comunicativa - aggiunge Pallanch - la Provincia di dimenticasse, come già successo, di inserire a bilancio le risorse per i nuovi contratti o per gli ordinamenti".
Nella grave situazione del Trentino, evidenzia la Funzione pubblica della Cisl, i lavoratori pubblici hanno, sempre, operato con grande responsabilità: polizia locale, assistenti sociali, settore educativo vigili del fuoco, lavoratori assistenza, forestali, cantonieri, infermieri, tecnici, operatori sanitari e sociosanitari, operai e tecnici, lavoratori della sicurezza, della protezione civile e di tutti i livelli amministrativi e tutte le complesse professionalità del lavoro pubblico.
"Ma sono ancora tante le risposte che il comparto pubblico attende in generale. La missione deve essere quella di rendere questi posti di lavoro nuovamente attrattivi. Oggi i bandi finiscono spesso deserti, non si riescono a soddisfare i fabbisogni oppure un professionista dopo pochi mesi dalla presa in servizio alza bandiera bianca e trova una nuova occupazione nel privato. La carenza degli organici è ormai strutturale e molto pericolosa perché si mettono a rischio i servizi. Le performance in sanità sono tutta calate e il Trentino potrebbe perdere anche la leadership in Italia e in Europa per la qualità della pubblica amministrazione".
Il sindacato di via Degasperi torna a chiedere di poter avviare un confronto chiaro e trasparente sul futuro del comparto. "I cambiamenti e gli investimenti devono essere strutturali per rilanciare l'attrattività del sistema pubblico, bisogna affrontare quale sia l'idea alla base della riorganizzazione che si vuole portare avanti. Oggi servono ancora di più risposte moderne e innovative, interventi strutturali che non sono più procrastinabili".
Da affrontare anche il caro bollette: si stima che le famiglie italiane a rischio povertà energetica siano circa 4 milioni: oltre 9 milioni di persone. Questo emerge dall'elaborazione dell'ufficio studi della Cgia di Mestre sugli ultimi dati disponibili del rapporto Oipe 2021.
"E' evidente che servono azioni da parte del governo a Roma ma la Provincia di Trento non può aspettare soluzioni senza avere un pensiero e senza fare leva sull'autonomia che contraddistingue il territorio", conclude Pallanch.












