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Rincari materie prime e rischio stop cantieri pubblici, ''Problemi sugli appalti assegnati se non si aggiornano i prezzi e le gare che vanno deserte''

Negli scorsi giorni c'è stato un vertice tra la Pat e le categorie Ance, Confindustria e Artigiani per fare il punto sulle tante criticità che preoccupano i settori produttivi. Andrea Basso, presidente dell'associazione trentina dell'edilizia: "Siamo consapevoli che la Provincia non può cambiare le dinamiche ma chiediamo maggiore supporto e sostegno, anche coraggio nell'aiutare il comparto"

Di Luca Andreazza - 08 aprile 2022 - 12:35

TRENTO. "Purtroppo i prezziari provinciali non vengono toccati sui contratti già conclusi e questo è un grande problema". Queste le parole di Andrea Basso, presidente di Ance Trento, associazione trentina dell'edilizia. "Non siamo pienamente soddisfatti dell'incontro con la Provincia e la speranza è quella che le linee guida arrivino il prima possibile. Il nostro intento è quello di raggiungere un buon risultato perché l'ottimo non può essere raggiunto perché alcune nostre proposte non sono già state accolte".

 

Negli scorsi giorni c'è stato un vertice tra la Pat e le categorie Ance, Confindustria e Artigiani per fare il punto sulle tante criticità che preoccupano i settori produttivi: i rincari dei costi delle materie prime e la difficoltà nel ricevere i materiali, il caro energia e le incertezze causate dalla guerra in Ucraina che si inseriscono sulla crisi innescata dall'emergenza Covid (Qui articolo).  

 

"Il quadro è decisamente complesso e grave - dice Basso - il problema più serio in questo momento è legato ai prezzi e le aziende chiudono o sospendono le produzioni per i costi non più sostenibili: i mattoni non arrivano, il bitume fatica a essere consegnato e il cartongesso viene realizzato di settimana in settimana quando solitamente si lavora con i pannelli a magazzino. Evidente che la dinamica è globale e la Provincia da sola non può risolvere la situazione ma si possono trovare alcune soluzioni per calmierare le criticità".

 

La Provincia lavora a misure ad hoc per un valore da oltre 30 milioni per cercare di tamponare la crisi e piazza Dante ha delineato tre direttrici di azione: contratti in corso, gare bandite e da assegnare, gare future. C'è la disponibilità a prevedere un aggiornamento straordinario dell’elenco provinciale dei prezzi, ma non di tipo lineare e soprattutto a valere per le gare da bandire nel secondo semestre 2022 (Qui articolo).

 

"E questo è un grandissimo problema - prosegue il numero uno di Ance - paradossalmente le gare ancora da pubblicare rappresentano la criticità minore rispetto agli appalti già assegnati. I lavori avviati tra il 2020 e il 2022 si basano sui costi del 2018, un'altra epoca che non esiste più e diventa veramente facile uscire dal quadro economico con i rialzi che ci sono stati negli ultimi mesi e con le difficoltà nelle forniture".

 

In caso di stop di un cantiere pubblico per "cause di forza maggiore", un operatore rischia anche la beffa di dover pagare per lo sforamento dei tempi di consegna e di concludere le opere a ogni costo, anche con lavori in perdita. "E' un momento estremamente delicato per le nostre imprese: dove si guarda la coperta è cortissima. E' necessario in primis prevedere una proroga rispetto alle scadenze, senza però far valere le penali: le pianificazioni devono essere analizzate e riviste per dare respiro alle ditte". 

 

Le difficoltà di approvvigionamento dei materiali e il caro delle materie prime si riflettono anche sugli ultimi bandi per l'appalto dei lavori. "Quasi tutti vanno deserti, soprattutto quelle gare che richiedono in particolare l'utilizzo di ferro e di legno. Le imprese preferiscono fare un passo indietro - dice Basso - c'è la rinuncia per non rischiare di lavorare in perdita. Per questo ribadiamo l'esigenza di aggiornare i prezziari per le assegnazioni degli ultimi 3 anni ai costi reali, i materiali sono tutti saliti con percentuali a doppia cifra in questi primi mesi dopo un trend con segno più anche nel 2021: ferro a +30% e bitume a +40% per fare alcuni esempi".

 

Da parte delle categorie ci sono state indicazioni favorevoli in merito alle proposte illustrate dalla Pat, rimarcando però la necessità che le misure vengano adottate rapidamente e siano accompagnate da adeguate istruzioni rivolte alle amministrazioni interessate per consentire un’equa e adeguata risposta alle problematiche che preoccupano i settori produttivi.

 

Ma tra fuga dai cantieri, gare deserte e lavori che rischiano di bloccarsi, i costruttori lanciano più di qualche allarme. "I tempi sono già stretti e si devono attendere le linee guida: ci sono ancora troppe incertezze. C'è stata qualche apertura ma non abbastanza importante: siamo consapevoli che la Pat non può cambiare le dinamiche ma chiediamo maggiore supporto e sostegno, anche coraggio nell'aiutare il comparto", conclude Basso.

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