A giugno cala la disoccupazione e cresce l'occupazione. I sindacati: "Abbiamo bisogno di più lavoratori stranieri. Servono altre politiche d'integrazione"
I dati Istat raccontano di un'economia che va di corsa nel secondo trimestre dell'anno in corso. "Merito delle assunzioni stagionali" commentano Cgil, Cisl, Uil. E in Alto Adige il tasso di disoccupazione è ancora più basso

TRENTO. Disoccupazione in in calo e occupazione in crescita nel corso del mese di giugno in Trentino. Sono segnali incoraggianti quelli che arrivano dai dati Istat relativi al secondo trimestre di quest'anno: il tasso di disoccupazione scende al 3,5% (rispetto al 4,7% del medesimo periodo del 2022), mentre l'occupazione cresce al 70,7%, al pari dei numeri riguardanti i cosiddetti “inattivi”, ovvero coloro i quali non hanno un'occupazione e non la cercano (26,7%).
I dati sono positivi sia per le donne che per gli uomini: entrambi i segmenti fanno registrare un calo della disoccupazione e un'aumento dell'occupazione.
“L’Istat registra un andamento ancora dinamico del mercato del lavoro fino a giugno, nonostante il secondo trimestre l’economia risulti in contrazione. Le ragioni sono sicuramente legate alla crescita del turismo, con le assunzioni per la stagione estiva - spiegano i segretari provinciali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti - . I timori arrivano dagli ultimi dati sulla cassa integrazione. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state autorizzate 978mila ore di cassa. Cifra che potrebbe raddoppiare da qui alla fine dell’anno se verranno confermate le previsioni sull’andamento del comparto industriale".
L’attenzione deve restare comunque massima per evitare l'avvitamento in una recessione vera e propria. Per questa ragione i sindacati invocano una politica industriale anticicliche, sostenendo gli investimenti delle imprese che puntano su innovazione e transizione ecologica. Il calo della disoccupazione si lega anche alla carenza di manodopera: ci sono meno lavoratori e lavoratrici in cerca di occupazione, perché ve ne sono meno in assoluto.
“In questo quadro la prima mossa dovrebbe essere quella di rendere più attrattive le offerte di lavoro – concludono i tre segretari - migliorando le condizioni retributive, puntando su occupazione stabile e di qualità. Abbiamo bisogno di più lavoratori stranieri e questo non lo dice il sindacato, ma la richiesta arriva dalle imprese. E servono dunque più politiche di integrazione e accoglienza. Oggi gli stranieri si allontanano dal nostro mercato del lavoro. Ed è un problema per il sistema, al di là della propaganda spicciola”.
Numeri ancora più positivi arrivano dall'Alto Adige, dove il tasso di disoccupazione inferiore anche a quello relativo al Trentino (1,3%).











