All’assemblea di Latte Trento scoppia il “caso grana”: “A questi prezzi non conviene produrre”. Zanotelli: “Questo non è un messaggio positivo”
Il presidente di Latte Trento, Renato Costa, non le ha mandate a dire: “La nuova presidenza di Concast non sta portando risultati e i ristorni sul prezzo dei prodotti che conferiamo sono letteralmente fallimentari”. Dura la reazione da parte della Cooperazione e dell’assessora Zanotelli: “Se io fossi un socio pretenderei responsabilità e dialogo costruttivo”
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TRENTO. È un bilancio in chiaroscuro quello che emerge dall’assemblea di bilancio di Latte Trento, consorzio che riunisce quasi 200 soci e copre un terzo della produzione provinciale. Il bicchiere è mezzo pieno perché ai soci sono andati 37,3 milioni di euro, pari a 0,68 euro al litro, con il fatturato che ha segnato un record passando da 52 a 63 milioni di euro (cifra che sale a 74 milioni considerando anche la consociata Trevilatte).
Sul bilancio però pesano le ombre legate all’aumento dei costi di energia e materie prime, circostanze che hanno favorito la chiusura di alcune stalle con un conseguente calo di produzione. Tant’è vero che il presidente di Latte Trento, Renato Costa, nella sua relazione ha parlato di un “comparto lattiero caseario troppo volatile, con cambiamenti troppo repentini”. Un dato su tutti: a novembre scorso il latte veniva pagato 0,70 euro al litro, adesso vale 40 centesimi, la panna valeva più di 3,5 euro al chilo e adesso viene venduta a meno di due euro.
Ovviamente a destare molta preoccupazione è la chiusura di alcune stalle, un segnale inequivocabile dello stato di sofferenza del settore. Come se non bastasse le somme liquidate ai soci, seppur in crescita, non sono bastate a compensare i maggiori costi sostenuti per la produzione del latte, soprattutto per la produzione di grana, che viene remunerato appena 5 centesimi in più, nonostante abbia costi molto elevati rispetto al latte alimentare.
Come ha ricostruito il direttore di Latte Trento, Sergio Paoli, il settore ha dovuto attraversare delle vere e proprie “montagne russe”: “Fare un buon bilancio era una missione difficile, ma ci siamo riusciti, così possiamo dare continuità alla nostra cooperativa e dare un segnale di forza. La scelta di aumentare gli acconti in anticipo ai soci è stata coraggiosa”.
A tenere banco all’assemblea però, è soprattutto il “caso grana”. Il presidente di Latte Trento non le ha mandate a dire: “La nuova presidenza di Concast non sta portando risultati, anzi la situazione è peggiorata e i ristorni sul prezzo dei prodotti che conferiamo sono letteralmente fallimentari. Con l’esplosione dei costi non conviene produrre a questi prezzi. Il Concast mette in difficoltà tutto il sistema”. D’altra parte, già nel 2021, l’elezione di Stefano Albasini alla guida di Concast Trentingrana, il consorzio che riunisce i 17 caseifici del Trentino (fra cui Latte Trento), era stata il sintomo di una spaccatura all’interno del settore.
Ovviamente l’affondo di Costa ha suscitato delle reazioni contribuendo non poco ad accendere il dibattito all’interno dell’assemblea. Il presidente di Concast Albasini ha spiegato che il consorzio ha dovuto commercializzare una produzione record di Trentingrana arrivata nel 2022 a 108mila forme. Una “superproduzione” che ha avuto effetti sui prezzi di mercato. “Nell’ultima parte dell’anno i prezzi hanno cominciato gradualmente ad aumentare, ma gli effetti veri si vedranno quest’anno – ha puntualizzato Albasini – Concast Trentingrana ha fatto investimenti aderendo a un bando Pnrr per nuovi impianti di prodotto grattugiato, approvati anche da Latte Trento”.
Il presidente della Cooperazione trentina, Roberto Simoni, ha invece bollato come “ingenerose” le parole del presidente Costa a proposito di Concast: “Stare insieme è fondamentale per dare solidità al sistema – ha detto – occorre insistere di più nell’attivare tavoli tecnici, dialogare, lavorare in rete. Se ci sono problemi vanno risolti insieme, la Federazione si mette a disposizione per favorire il dialogo e le soluzioni condivise”.
Sullo stesso registro l’intervento del vicepresidente della Provincia di Trento Mario Tonina: “Dobbiamo sederci al tavolo, compresi gli allevatori, e affrontare i problemi nel giusto modo, nell’interesse della categoria. Le polemiche non servono a nulla. Serve unità. Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla cooperazione, quindi è fondamentale fare sistema e gioco di squadra”.
Più dura l’assessora all’agricoltura Giulia Zanotelli: “Quello a cui ho assistito stamattina non è un messaggio positivo, vedere queste situazioni fa male. Non è una bella immagine del sistema cooperativo e del sistema zootecnico trentino. Se io fossi un socio pretenderei responsabilità e dialogo costruttivo. Quello che sto chiedendo da mesi, senza alcun risultato. Abbiamo di fronte una nuova programmazione da affrontare, dobbiamo fare scelte coraggiose”. L’assessora, non senza polemica, ha fatto sapere di aspettarsi proposte serie e concrete: “Serve pianificare insieme la strategia per valorizzare il comparto e questo deve essere fatto con un approccio di sistema. Se il Trentino si presenta diviso non vedo prospettive”, ha concluso Zanotelli.













