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| 15 lug 2021 | 20:55

Il presidente Graziadei si dimette da Latte Trento e non partecipa all’assemblea. Secondo ribaltone nel giro di due settimane per il mondo del latte trentino

Dopo la mancata riconferma di Renzo Marchesi alla guida di Concast Trentingrana, anche il presidente di Latte Trento rassegna le dimissioni. Il vice Costa: “Ne abbiamo preso atto e ci siamo organizzati per gestire al meglio l’assemblea. La cooperativa non ha problemi di operatività, né economici”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nel giro di poche settimane il mondo del latte trentino è stato scosso da un doppio ribaltone. La prima spaccatura si è consumata non più tardi di due settimane fa, quando, alla guida del Concast Trentingrana, il consorzio che riunisce i 17 caseifici del Trentino (fra cui Latte Trento), è stato eletto Stefano Albasini. Per certi versi Albasini, presidente del caseificio Cercen, era considerato un outsider ma ciò non gli ha impedito di imporsi, per 9 voti a 8, su Renzo Marchesi, il numero uno uscente. Eppure un solo voto di differenza non può che essere sintomo di una spaccatura all’interno del Concast.

 

La seconda rottura è andata in scena all’interno del Consiglio d’amministrazione di Latte Trento, un gigante che da solo produce circa il 35% del latte trentino, quando il presidente uscente Carlo Graziadei ha rassegnato le dimissioni. Proprio oggi, 15 luglio, l’assemblea della Latte Trento, si è riunita nella sede della Federazione provinciale Allevatori per presentare il bilancio. In assenza del presidente dimissionario, l’assemblea è stata gestita dal vicepresidente Renato Costa. Il vicepresidente ha spiegato ai soci che Graziadei si è dimesso dopo un Consiglio di Amministrazione sul rinnovo delle cariche in scadenza e sugli investimenti futuri. In particolare, non si sarebbe trovato l’accordo con il criterio di rappresentanza delle zone, mentre per conoscere il nome del nuovo presidente si dovrà attendere la prima riunione del Cda.

 

Abbiamo preso atto delle dimissioni – ha scritto Costa – e ci siamo organizzati per gestire al meglio l’assemblea. La cooperativa non ha problemi di operatività, né economici. Quello che presentiamo è il secondo migliore bilancio di sempre e considerando il contesto di pandemia in cui abbiamo operato direi che è un risultato di grande soddisfazione”. Ecco, il bilancio, presentato alla presenza degli assessori provinciali Giulia Zanotelli e Mario Tonina, nonostante la pandemia parla di un anno quasi da record.

 

“Il secondo migliore di sempre”, si ribadisce non senza una punta di orgoglio nel comunicato ufficiale di Latte Trento. Il fatturato sfiora i 50 milioni (erano 47 nel 2019), mentre le liquidazioni ai soci sono addirittura in crescita (28 milioni) con investimenti in programma per altri 3,4 milioni. Sommando poi il fatturato a quello di Trevilatte, la società costituita con Latterie Vicentine, il bilancio aggregato sale a oltre 58 milioni. In aumento, del 5,4%, pure il conferimento dei soci che ha raggiunto i 54,8 milioni di litri, contro i 52 del 2019.

 

Bene anche le vendite degli spacci che hanno raggiunto i 3,8 milioni (erano 3,5 nel 2019), con un insperato incremento dell’8,5%. Il liquidato ai soci è pari a 0,56 euro a litro, con un utile netto pari a euro 98.951 euro e liquidazioni totali per circa 28 milioni. Tuttavia, a esser pignoli, si potrebbe osservare che il bilancio 2021 fotografa in realtà una situazione passata e che i veri problemi si avvertiranno solo il prossimo anno, quando si dovrà fare i conti con la stagione invernale saltata, la riduzione delle vendite e i magazzini pieni (soprattutto per quanto concerne i formaggi stagionati).

 

Ad ogni modo, per quanto riguarda la parte elettiva, l’assemblea ha eletto all’unanimità alcuni consiglieri in scadenza o in sostituzione di dimissionari: Ezio Valenti, Mattia Sighel, Roberto Simonetti, Fausto Tomaselli, Ottavio Ropelato, Renzo Rigotti (nuovo, zona Fiavè) e Gianluca Graziadei (nuovo, zona Sarche). Confermato anche il Collegio sindacale in scadenza di mandato, con una totale riconferma: Marco Ghelli alla presidenza, Marco Polla e Stefano Micheli membri effettivi.

 

A margine dell’assemblea il vicepresidente Costa ha fatto appello alla Provincia sulla gestione dei grandi carnivori e sull’aggiudicazione delle malghe a persone residenti fuori Provincia anche senza animali.

 

Gli ha risposto Zanotelli, assessora all’agricoltura, spiegando che una delibera della Giunta, oggi al vaglio delle istituzioni europee, punta a ristrutturare il patrimonio malghivo dando priorità di intervento agli allevatori che seguono i disciplinari e le linee guida. Sui grandi carnivori la Giunta rivendica le nuove linee guida per la gestione degli orsi, le stesse che consentono la rimozione anche di quei plantigradi che provocano “danni ripetuti a patrimoni per i quali l’attivazione di misure di prevenzione e/o di dissuasione risulta inattuabile o inefficace”. Sui lupi però, che poi sono il vero cruccio degli allevatori, la Giunta nicchia: “La questione è più complessa – ha detto Zanotelli – perché non c’è un piano a livello nazionale”. Quanto ai cinghiali invece l’assessora ha parlato delle modifiche alla disciplina che ora consentono più abbattimenti.

 

Riguardo alla promozione, Zanotelli ha ricordato come la Giunta abbia deciso “di investire ulteriori risorse, attraverso l’assestamento di bilancio, che aiuteranno il settore lattiero-caseario”. Eppure a un primo esame dell’assestamento di bilancio presentato dalla Giunta leghista sembrerebbe registrarsi un arretramento rispetto ai contributi settoriali e le attività di marketing per il settore lattiero-caseario messe in campo dal Centrosinistra-autonomista. Insomma se i motivi per guardare al futuro con ottimismo ci sono non manca qualche campanello d’allarme che dovrebbe mettere in guardia sia gli addetti ai lavori che la politica.

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