Edilizia, in Trentino rinnovato il contratto provinciale che coinvolge oltre 10 mila lavoratori
Nel complesso, la contrattazione collettiva per il settore edile in Trentino, nel combinato del rinnovo del contratto nazionale sottoscritto il 3 marzo 2022 e del contratto provinciale appena firmato, garantirà a tutti i lavoratori nel corso del 2023 un riconoscimento salariare superiore ai 1000 euro annui

TRENTO. Dopo una lunga trattativa si è arrivata al rinnovo del contratto dell'edilizia in Trentino. Ad annunciarlo sono stati sindacati del Trentino Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e le associazioni datoriali Ance e Associazione artigiani del Trentino.
Il rinnovo interesserà circa 10 mila lavoratori edili – tra operai ed impiegati - in provincia di Trento.
LA LUNGA TRATTATIVA
La trattativa, iniziata nel febbraio 2021, a seguito della presentazione delle piattaforme rivendicative, è stata a lungo ferma anche a causa di differenze interpretative tra associazioni sindacali e datoriali in merito alla corretta attribuzione dei costi relativi ai tre giorni di “carenza malattia” definiti dal contratto.
Le parti sindacali hanno ottenuto il pagamento in busta paga di due episodi nell’anno solare di “carenza malattia” e il riconoscimento immediato, nella busta paga di febbraio, di un importo “una tantum” pari a 200 euro. Il “premio presenza e professionalità” è stato inoltre incrementato di 0,17 centesimi per ogni ora lavorata. Quest’ultimo aumento, da solo, potrà produrre in corso d’anno – calcolando la media delle ore di lavoro ordinarie prestate dagli operai - un guadagno pari a circa 400 euro a lavoratore.
Novità importanti, anche sul fronte dei lavori di galleria, con il riconoscimento di una indennità aggiuntiva d’avanzamento, con percentuali variabili dal 12 % al 24 % a seconda della distanza dall’imbocco.
Nel complesso, la contrattazione collettiva per il settore edile in Trentino, nel combinato del rinnovo del contratto nazionale sottoscritto il 3 marzo 2022 e del contratto provinciale appena firmato, garantirà a tutti i lavoratori nel corso del 2023 un riconoscimento salariare superiore ai 1000 euro annui. Un buon risultato che, pur non risolvendo tutti i problemi relativi alla perdita di potere d’acquisto dei salari causata dall’aumento dei tassi di inflazione – sottolineano i Segretari generali Matteo Salvetti, Fabrizio Bignotti e Marco Benati - testimonia il valore e la forza della contrattazione in un settore difficile come quello edile.
In ultimo, la chiusura del contenzioso in Cassa edile relativo all’attribuzione dei costi della “carenza malattia” consentirà lo sblocco di quote consistenti di fondi, a disposizione degli operai edili sottoforma di prestazioni contrattuali. Va ricordato infatti che, ad oggi, Cassa edile ha già erogato più di 350.000 euro sottoforma di prestazioni assistenziali agli operai del settore, come sostegno allo studio dei figli, dalle scuole elementari all’università.
L’accordo raggiunto avrà durata fino al 30 settembre 2024 e, sottolineano le parti sindacali, non è da intendersi come un punto d’arrivo per la contrattazione territoriale, quanto come base di partenza per rivendicazioni future.












