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Trento
29 novembre | 17:21

"Estate poco brillante e oscillazioni dei costi ma abbiamo retto", Acqua Pejo vende 100 milioni di bottiglie e tiene il mercato: "Le crisi non sono ancora passate"

L'amministratore delegato di Acqua Pejo, Samuele Pontisso: "Nel complesso la produzione e il volume di vendita è allineato rispetto agli anni scorsi. L'azienda è solida e la struttura è attrezzata per gestire nel miglior modo possibile queste crisi. Certo, la speranza è che la situazione si possa normalizzare"

PEIO. "C'è stato sicuramente un miglioramento, ma non c'è stato un rientro particolarmente marcato delle criticità". A dirlo Samuele Pontisso, amministratore delegato di Acqua Pejo. "I costi delle materie prime hanno subito alcune riduzioni ma ci sono ancora molte oscillazioni nei prezzi che incidono sulla pianificazione gestionale". 

 

L'anno scorso Acqua Pejo è riuscita a far fronte a diversi problemi, la carenza di anidride carbonica che ha messo a rischio la linea dell'acqua frizzante, l'aumento dei costi dell'energia e le difficoltà nei trasporti. Criticità che si erano inserite in un contesto già duramente colpito dall'emergenza Covid in quanto lockdown e restrizioni avevano chiuso o limitato il settore Ho.Re.Ca., strategico per gli stabilimenti trentini.

 

"Siamo partiti bene a inizio anno con un ritorno alla normalità", aggiunge Pontisso. "C'è stato un rallentamento durante il periodo estivo in quanto il meteo non ha sostenuto i consumi. La stagione scorsa era stata siccitosa e quel fattore aveva stimolato il mercato. C'è stata una ripresa tra settembre e ottobre, quindi siamo in linea con la produzione che si attesta a circa 100 milioni di bottiglie".

 

Dopo aver assorbito la riduzione dei volumi del 2020 e del 2021, l'azienda trentina si è trovata stretta nella morsa dei costi di gestione: la plastica era aumentata del 140% e le bollette dell'energia elettrica erano triplicate. "I costi sono scesi e non ci sono stati i picchi dell'anno scorso ma sono comunque più alti. Si lavora sempre per ottimizzare la produzione e di trovano un equilibrio con i fornitori perché ci sono sbalzi mensili e trimestrali che non si possono prevedere e non si può ritoccare il listino prezzi, altrimenti si andrebbe a colpire il consumatore, alle prese con la riduzione del potere d'acquisto per l'inflazione". 

 

Nonostante le difficoltà, Acqua Pejo ha retto e mantiene comunque un certo ottimismo. "Nel complesso la produzione e il volume di vendita è allineato rispetto agli anni scorsi. L'azienda è solida e la struttura è attrezzata per gestire nel miglior modo possibile queste crisi. Certo, la speranza è che la situazione si possa normalizzare", conclude Pontisso.

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