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| 23 giu 2023 | 06:01

Fattor: “Il successo del turismo rischia di far esplodere una bomba sociale”. Il futuro passa dal numero chiuso? Ecco come Trentino e Alto Adige voglio affrontare l’overtourism

Alto Adige e Trentino, insieme, superano i 52 milioni di pernottamenti all’anno, i costi del turismo però si riflettono sui residenti. Mentre Bolzano pensa a un “tetto” per i posti letto Trento sperimenta altre soluzioni, Failoni: Il territorio soffre perché siamo vicini al limite, i cittadini hanno la stessa dignità e importanza dei turisti”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Secondo uno studio dell’Università di Bolzano solo il 7,4% degli altoatesini vorrebbe un’ulteriore crescita del turismo, mentre il 43,8% degli intervistati ha dichiarato che vorrebbe addirittura un comparto meno sviluppato.

 

Non è un caso che la Provincia di Bolzano abbia lanciato un Piano per lo sviluppo del turismo. “Il turismo altoatesino – ha affermato Harald Pechlaner, direttore scientifico del progetto – potrà funzionare in futuro solo se verrà sostenuto dalla maggioranza della popolazione”. Lo slogan di questa nuova strategia è “TourisMut”, cioè coraggio turistico, un appello alla politica, agli operatori del settore e alla stessa popolazione affinché si assumano decisioni audaci.

 

In Alto Adige sono in via di elaborazione nuovi criteri per la classificazione degli esercizi (che terranno in considerazione la sostenibilità e l’utilizzo di prodotti del territorio) ma si sta pensando anche al contingentamento del numero dei posti letto che dovrà essere regolato da un’apposita legge. L’obiettivo è quello di fissare una sorta di tetto al numero dei posti letto sia per le attività che per i vari comuni. “Nella fase iniziale, verrà messo a disposizione dei Comuni un numero di posti letto che dovrà essere bilanciato nei dieci anni a seguire e sarà orientato innanzitutto allo sviluppo delle piccole strutture”, ha sottolineato l’assessore al turismo altoatesino Arnold Schuler.

 

Anche in Trentino si cercano soluzioni per salvaguardare la qualità di vita dei residenti e l’esperienza dei visitatori. “Siamo consapevoli che i flussi turistici sono molto importanti – osserva l’assessore al turismo della Provincia di Trento Roberto Failoni il territorio soffre perché siamo vicini al limite”. Piazza Dante però sta cercando di mettere in campo soluzioni a lungo termine e non misure a spot. “Da tempo abbiamo percepito questa necessità, perché in primo luogo bisogna trovare la condivisione degli addetti ai lavori e della comunità, i cittadini hanno la stessa dignità e importanza dei turisti”.
 

Al momento la Provincia di Trento, in accordo con i vari operatori, ha scelto per esempio di anticipare due grandi eventi come il Festival dell’Economia e la gara automobilistica della Trento-Bondone per cercare di “distribuire” meglio gli arrivi, evitando di concentrarli su alcune “date calde” come la festività del 2 giugno. “I numeri sono significativi – aggiunge Failoni – una scommessa vinta. Gli eventi di qualità e un’ottima comunicazione trovano sempre la giusta platea”.

Non solo, Trentino Marketing, assieme alle Apt delle Dolomiti di Brenta, ha avviato uno studio per la gestione consapevole dei flussi turistici in alcuni luoghi simbolo del territorio come Molveno, Tovel, Vallesinella e il lago dei Caprioli. Lo scopo è quello di cercare di stabilire quale sia il numero massimo di persone che possono frequentare una destinazione turistica nello stesso momento, senza causarne il degrado dell’ambiente fisico, economico e socio-culturale (e al contempo la diminuzione della qualità della soddisfazione dei visitatori).

 

“Gli eventi, i servizi, gli impianti necessitano poi di un’importante comunicazione, anche nei confronti dei trentini stessi”, osserva l’assessore provinciale. “In questo senso l’App Mio Trentino è un ottimo strumento, con Trentino Marketing stiamo lavorando per raggiungere un equilibrio che rispetti la popolazione residente, per questo abbiamo deciso di puntare maggiormente sulle belle stagioni per ottimizzare i flussi”.

 

D’altra parte negli ultimi 20 anni il numero di pernottamenti in Alto Adige è cresciuto di 9 milioni, arrivando a 34,3 milioni. In Trentino invece, nel 2022, si sono fermati per così dire a 17.768.639 con una prevalenza di turisti italiani (60,6%). Per comprendere gli impatti che il turismo può esercitare sul territorio basti sapere che nel 2019 la provincia di Trento contava circa 550mila residenti ma nel trimestre invernale la “popolazione equivalente” (la somma fra residenti e turisti) era cresciuta del 17% rispetto a quella residente, mentre nel trimestre estivo era aumentata del 33% a luglio e del 51% ad agosto.

 

Più turismo infatti significa maggior inquinamento, più rifiuti e in generale un aumento del traffico. Tanto in Trentino quanto in Alto Adige la forte presenza di turisti sta inoltre facendo lievitare i prezzi del mercato immobiliare, per i residenti trovare casa a prezzi accessibili è diventato quasi impossibile. Tutti questi fattori contribuiscono ad abbassare la qualità della vita.

 

È finito il tempo in cui il turismo portava benessere a tutti” commenta Stefano Fattor, assessore alla mobilità e all’edilizia abitativa del Comune di Bolzano. “Il successo del turismo rischia di far esplodere una bomba sociale legata all’inflazione, ai costi delle case altissimi e al traffico in crescita che opprime i centri abitati”.

 

Come ricorda Fattor il grande afflusso di turisti richiede maggiori servizi e infrastrutture più grandi con i costi che ricadono sui cittadini. “Pensiamo ai depuratori, per reggere il passo con l’esplosione del settore del wellness molte strutture andrebbero potenziate ma il turismo si concentra solo in alcuni periodo dell’anno, alla fine sono i residenti a farne le spese”.

 

Per affrontare quello che è diventato un problema l’assessore della città di Bolzano chiede interventi radicali come lo stop ai finanziamenti dedicati al comparto: “Il turismo ha fatto sicuramente crescere il benessere della provincia ma ora abbiamo raggiunto un punto di saturazione, bisogna studiare delle compensazioni”. Il primo passo potrebbe riguardare le tariffe dei rifiuti: “I cittadini pagano anche per i turisti, le strutture alberghiere e le altre attività legate all’accoglienza potrebbero essere chiamate a pagare una quota aggiuntiva. Per il turismo – conclude Fattor – è arrivato il momento di sostenere da solo tutti i suoi costi”.

 

Ad oggi dunque le due Provincie autonome hanno appena iniziato a ragionare sugli scenari futuri ma qualunque sia l’approccio che sceglieranno una cosa è certa: è tempo di agire. Uno sviluppo turistico illimitato rischia di compromettere irrimediabilmente un ambiente già messo duramente alla prova dai cambiamenti climatici, con conseguenze devastanti per la popolazione.

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