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| 22 mag 2023 | 19:51

A Molveno si studia l'impatto del turismo: un'estate per raccogliere dati di accesso alla spiaggia, afflusso veicolare e produzione di rifiuti per una gestione più sostenibile

L'iniziativa si inserisce in un progetto di Trentino Marketing, Agenzia territoriale Dolomiti di Brenta e le Apt di Paganella, Madonna di Campiglio, val di Sole e val di Non per sostenere l'impatto dei flussi turistici. Focus su 4 luoghi simbolo: Molveno, Tovel, Vallesinella e lago dei Caprioli

MOLVENO.  Un'analisi approfondita e la gestione consapevole dei flussi turistici nei luoghi simbolo del territorio: Molveno, Tovel, Vallesinella, lago dei Caprioli. Questo il focus di Trentino Marketing, Agenzia territoriale d'area e le Aziende per il turismo delle Dolomiti di Brenta.

 

Qual è il numero massimo di persone che possono frequentare una destinazione turistica nello stesso momento, senza causarne il degrado dell’ambiente fisico, economico e socio-culturale e la diminuzione della qualità della soddisfazione dei visitatori? Una domanda sempre più urgente, che prende a prestito la definizione che l’Organizzazione mondiale del turismo dà di “capacità di carico” di un territorio.

 

La risposta introduce un tema fondamentale e urgente: quello di limite. Un limite che è necessario introdurre, soprattutto quando il luogo in questione è talmente bello da attrarre flussi importanti di visitatori, ma altrettanto fragile da rischiare di essere compromesso, se non viene gestito.

 

L’Agenzia territoriale delle Dolomiti di Brenta, articolazione organizzativa di Trentino Marketing, che raggruppa le Apt di Paganella, Madonna di Campiglio, Val di Sole e Val di Non, ha affrontato il tema, focalizzando l’analisi sulla capacità di carico di 4 hotspot particolarmente attrattivi e interessati da consistenti flussi turistici, soprattutto nel periodo estivo: il lago di Molveno, le Cascate di Vallesinella, il lago dei Caprioli e il lago di Tovel.

 

Quattro luoghi iconici, caratterizzati da un ecosistema particolarmente delicato, sui quali si è deciso di concentrare un’attività di analisi e sperimentazione, con l’obiettivo di studiarne i flussi per regolamentarli e gestirli, salvaguardando la vivibilità per i residenti e la qualità dell’esperienza per gli ospiti.

 

Tra i motori del turismo Trentino e bandiera blu si cercano soluzioni per una gestione dei flussi e per non compromettere sostenibilità ambientale e l'esperienza degli ospiti, ma anche la vivibilità del centro abitato da parte dei residenti. "Quello che presentiamo è il primo progetto che scaturisce dalle riflessioni emerse nel Dolomiti Future Lab nato sull’Altopiano già nel 2019. Un progetto specifico per il lago di Molveno e la sua comunità la cui parola chiave è la ricerca dell’equilibrio tra le persone che qui vivono e risiedono, le persone che visitano il territorio e l’ambiente", spiega Luca D’Angelo, direttore dell’Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "E' un progetto di medio termine, oggi ne presentiamo una parte, ma ci sarà una fase ulteriore di analisi dei dati per giungere al momento delle scelte e dei cambiamenti, che potranno essere anche importanti, basati però su dati certi".

 

Il primo lavoro avviato riguarda, infatti, il lago di Molveno, suggestivo specchio d’acqua ai piedi delle Dolomiti di Brenta e nel cuore del Parco naturale Adamello Brenta che, per le sue caratteristiche, viene letteralmente preso d’assalto nei mesi estivi da migliaia di visitatori, tra ospiti stanziali, escursionisti e trentini in cerca del fresco, con i conseguenti possibili problemi di sovraffollamento, traffico, necessità di parcheggi.

 

L’incarico di studiare la situazione per definire la capacità di carico per il lago di Molveno è stato affidato a Terra Institute, azienda che da 12 anni lavora con territori, imprese e istituzioni di qualsiasi settore e dimensione per supportare la transizione ecologica e sostenibile. Al fine di attivare questi processi si avvale della collaborazione di Earthcheck, programma di certificazione ambientale e di benchmarking australiano che dal 1985 si occupa di sostenibilità.

 

"L’obiettivo che vogliamo perseguire - dice Francesca Ierace di Terra Institute - è un equilibrio sostenibile della destinazione. La sostenibilità non è solo ambiente, ci sono le persone e c’è l’economia. E poi ci sono le esigenze dei visitatori, del sistema turismo e di chi a Molveno ci vive. E abbiamo tenuto conto di tutti questi aspetti. La capacità di carico sottende tutti questi parametri. Abbiamo quindi fatto una serie di analisi di dati, ma anche di sensazioni e percezioni, idee delle persone e a valutare i limiti di cambiamento accettabili (Lca) per la comunità. Un altro elemento di valutazione sono le soglie di sostenibilità, cioè ciò che potrebbe essere accettabile dal punto di vista dei visitatori. Abbiamo quindi definito obiettivi e un perimetro".

 

La coordinatrice delle quattro Ata, Giulia Dalla Palma, ha quindi illustrato le finalità e i compiti dei nuovi soggetti, che si occupano per legge dello sviluppo dei prodotti turistici, della mobilità, della digitalizzazione e dell’analisi dei dati. Le Ata lavorano all’interno dei macrobiettivi del sistema turistico trentino e in particolare le belle stagioni e il miglioramento dell’esperienza della vacanza nell’alta stagione e con l’Agenzia territoriale d'area Dolomiti di Brenta è emerso proprio questo come obiettivo principale.

 

Il punto di partenza l’analisi dei dati, certi e precisi, dal punto di vista ambientale e dei carichi antropici. “Il lago di Molveno - ricorda Giulia Dalla Palma - è un luogo delicato, va riorganizzato in alcuni periodi dell’anno, non ha in alcun modo problemi di degrado, anzi è un esempio di buona gestione e cura estetica, ma in prospettiva necessita di alcuni ragionamenti. Per questo ci siamo rivolti a Terra Institute per arrivare a definire la capacità di carico e successivamente vi sarà la collaborazione con Helios per migliorare l’aspetto della mobilità e dei parcheggi".

 

L’amministrazione comunale è tra i principali e più convinti fautori del progetto consapevole dei rischi legati all’attrattività del “suo” lago, fortemente decisa a studiare a fondo la situazione e disponibile a scelte coraggiose pur di garantirne la miglior vivibilità, a beneficio degli abitanti e dei residenti temporanei, in primo luogo.

 

"Ci siamo sempre lamentati dell’eccesso di afflusso - continua il sindaco Matteo Sartori - ma non siamo mai andati a fondo nello studio dei rimedi e dei numeri. La prossima estate sarà un’occasione importante per raccogliere il maggior numero di informazioni perché più dati avremo più saremo in grado di prendere soluzioni efficienti e razionali. Ci assumiamo anche delle responsabilità perché grazie a interlocutori competenti potremo sapere quali sono le criticità di Molveno e come si possono attenuare e poi prendere le iniziative per mitigarle".

 

L’estate 2023 sarà ancora una stagione di raccolta informazioni e in particolare i dati di accesso alla zona spiaggia, attraverso dei contatori, dell’afflusso veicolare e della produzione di rifiuti. "Abbiamo parlato di capacità di carico ma aggiungo anche la nostra capacità di reazione", aggiunge Michele Viola, presidente dell’Azienda per il turismo Dolomiti Paganella. "Le Ata sono operative da pochi mesi e in breve tempo e grazie al lavoro continuo del team Ata e di Dolomiti Paganella siamo arrivati a questo primo risultato. Senza il percorso avviato da Dolomiti Future Lab, che ha coinvolto la comunità, le amministrazioni, gli stakeholder, difficilmente saremmo riusciti ad arrivare qui. Stiamo individuando modelli reali così come esecutivi che porteranno miglioramenti alla comunità e ai nostri ospiti", conclude D'Angelo.

 

Con gli ultimi dati, già dall’estate 2023, si procederà alla messa a punto delle soluzioni tecniche per la gestione equilibrata dei flussi delle persone. "Non amo molto la parola overtourism e oggi infatti parliamo di capacità di carico, guardando quindi in maniera diversa a un problema che affigge il territorio in alcuni periodi dell’anno, ma soprattutto pensando alle possibili soluzioni. La parola chiave si chiama mobilità e un progetto in questo senso potrebbe essere di esempio per molte altre nostre realtà", dice l'assessore Roberto Failoni mentre Maurizio Rossini (amministratore delegato di Trentino Marketing) conclude: "Tutti i luoghi belli attraggono e vogliono essere vissuti da tante persone. Il problema non è certo comunicarli, ma gestirli come qualcosa di molto prezioso. In questo equilibrio vanno individuate delle politiche, che nel caso del Trentino possono suonare anche nuove. Il successo di alcuni territori spinge oggi a riflettere su come garantire la qualità di vita in luoghi pregiati e belli e che proprio per questo attirano le persone. È importante che la frequentazione generi valore, sia per chi lo vive per poche ore, sia per chi lo vive tutto l’anno. E questo studio ci aiuta a darci un metodo e ad individuare le azioni prioritarie da portare avanti. Una sfida che va nella direzione di valorizzare questi luoghi tutto l’anno".

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